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A Borgotrebbia si studia una casa per i neomaggiorenni

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“Celebrare la Giornata della vita vuol dire anche aiutare a ritrovarne il senso. E in parrocchia, nei nostri gruppi giovanili, ci imbattiamo in diverse situazioni di ragazzi, figli di separati, sottoposti a pressioni fortissime, con ricadute in fatto di ansia e malessere psicologico. Per questo stiamo valutando se allargare il raggio d’azione dell’associazione «Le Querce di Mamre» a una nuova forma di accoglienza”.
Don Pietro Cesena, parroco ai Santi Angeli Custodi di Borgotrebbia - periferia ovest della città - poco più di dieci anni fa si è lasciato interrogare dal bisogno delle ragazze alle prese con una maternità difficile. Per loro ha creato alcuni appartamenti nel ristrutturato complesso di Camposanto Vecchio, nell’area del parco fluviale del Trebbia, per garantire un percorso di sostegno non solo economico, ma anche di relazioni e di autonomia, a giovani donne alle prese con una gravidanza non voluta o arrivata in un momento di crisi.

Ora c’è un’altra forma di sostegno alla vita che la realtà ha messo di fronte alla parrocchia dei Santi Angeli Custodi: i figli dei separati che si trovano in situazioni molto conflittuali.
A 19 anni, ancora studenti o costretti a lavori precari, non hanno la forza economica per uscire di casa.
“Stiamo mettendo a punto una casa per studenti, una maschile e una femminile, garantendo l’alloggio e le utenze. Abbiamo già un bilocale pronto e ci è stato offerto un altro appartamento. Ma vogliamo partire con un progetto serio. Servono competenze per questo tipo di accoglienza. E un’esperienza seria di Gesù Cristo”.

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Pubblicato il 4/2/2018

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