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L'arte di Perotti

perotti

“L’arte ha sempre dentro una scintilla del divino. Quindi anche un ateo, magari inconsapevolmente, può toccare i vertici del trascendente. Il vero artista, quello che ha il tormento dentro, che soffre nella ricerca del vero, può creare un’opera che racchiuda la scintilla del divino”. In ricordo dello scultore piacentino Paolo Perotti: le sue opere sono presenti in centinaia di chiese, diverse nel Piacentino, ma non mancano quelle in altre città o addirittura all’estero. Fra tutte, ricordiamo il monumento di Cristoforo Colombo a Los Angeles.
Il padre, Giuseppe, originario di Bosnasco nel Pavese, è uno scultore che con il cognato Giovanni Malfanti si trasferisce a Piacenza dove, in via Taverna, apre un grande laboratorio per la lavorazione del marmo. È un imprenditore che ha però la vocazione dell’arte: fino al 1977, anno della sua morte, è in piena attività sia nell’arte funebre sia in quella religiosa destinata alle chiese. L’arte e la religione segnano anche la sua famiglia; ha ben nove figli, tra i quali troviamo due scalabriniani (tra cui padre Antonio, premiato con l’Angil dal dom), la violinista della Rai Maria, lo scultore Francesco, l’organista Giuseppina. Nel 1928 nasce Paolo, che studia all’istituto Gazzola e al “Toschi” di Parma per poi passare all’accademia di Brera a Milano. Si dedica all’attività di scultore e nel 1958 entra nel corpo docente del “Gazzola” fino al 2010. Dal 2004 viveva a Vigolzone. Per diversi anni ha guidato il laboratorio di scultura dell’associazione As.So.Fa.

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Pubblicato il 7 febbraio 2018

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