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Ricomincio da me

Verso la festa del Primo Maggio

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“I nostri sogni non devono restare chiusi nel cassetto. Vanno messi sul mobile più bello”. Roberta Coviello ha 37 anni e da neanche un mese del suo sogno nel cassetto ha fatto un lavoro. 
Laura Faccini di anni ne ha 48 e il 4 maggio aprirà un negozio a Rivergaro. “Volevo chiamarlo «...ci provo». Poi qualche amico mi ha fatto notare che era un po’ equivoco - sorride -. Allora sarà semplicemente «Laura frutta e verdura», perché mi metto in gioco io, con la mia faccia”.
Simona Porcari, classe 1983, è una apicultrice a Tollara di Morfasso. “Non sono io che ho scelto la montagna, è la montagna che ha scelto me. Io sono nata e cresciuta qua. Certo, per chi vuol lavorarci, mancano tante cose: le strade a volte sono proibitive, non c’è un circuito unitario che coinvolta i vari settori - aziende agricole, agriturismi, commercianti... -, i fondi scarseggiano. Anziché lamentarmi, ho scelto di creare qualcosa di bello, per non far morire un luogo che amo”.
Attilio Balduzzi, 53 anni, da 26 ha il suo laboratorio di intagliatore del legno a Podenzano: “Vedi questo pezzo? Nel 1600 o nel 2016, il procedimento è rimasto identico. È il paradosso - ma anche il fascino - del mio mestiere”.

Il Primo Maggio, festa dei lavoratori, arriva nel 2016 con ancora tanti problemi irrisolti.
Come segno di vicinanza al mondo del lavoro e dell’impresa, anche quest’anno per iniziativa della Pastorale sociale e del lavoro diocesana il vescovo mons. Gianni Ambrosio celebra una messa per la festa dei lavoratori.
Appuntamento alla Steriltom di Casaliggio venerdì 29 aprile alle ore 17.30.

Leggi il servizio alle pagine 3 e 4 dell’edizione di venerdì 29 aprile 2016.

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