Menu

pattoEcumenismo

Le Chiese cristiane presenti in Italia sentono “l’urgenza” di “dare una comune testimonianza cristiana al fine di giungere a una piena riconciliazione della famiglia cristiana, così da rendere sempre più efficace l’annuncio della Parola di Dio nella società italiana del XXI secolo”.
Lo scrivono le Chiese cristiane presenti nel nostro Paese in un Messaggio che è stato diffuso in vista del Natale ed è frutto di un incontro che si è svolto ad Assisi a fine novembre sul 500° anniversario dell’inizio della Riforma protestante.
A firmarlo sono i rappresentanti della Chiesa Apostolica Armena, della Chiesa Cattolica Romana, Chiesa d’Inghilterra, Chiesa Ortodossa (Patriarcato Ecumenico e diocesi Ortodossa Romena in Italia) e della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (battisti, Esercito della Salvezza, luterani, metodisti e valdesi). La Chiesa Copta Ortodossa e la Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno aderiscono in qualità di osservatori. Il messaggio si apre con “un pensiero rivolto ai tanti cristiani che in Medio Oriente e in diversi altri luoghi del mondo vengono perseguitati perché proclamano il loro amore irrinunciabile per Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. La loro testimonianza, che giunge talvolta fino al martirio di sangue – scrivono le Chiese – è per tutti e tutte noi una vera predicazione dell’Evangelo che ci richiama a un risveglio delle nostre coscienze e del nostro discepolato, invitandoci a chiedere per tutti, in ogni luogo, la libertà di culto come un diritto fondamentale”.

Il messaggio sancisce in maniera ufficiale la volontà delle Chiese di proseguire sul cammino dell’unità per una testimonianza comune all’Italia di oggi.
“La divisione dei cristiani – si legge – è uno scandalo e avvertiamo con chiarezza il peso delle colpe di tutti, delle responsabilità di ciascuno nel non essere stati in grado di procedere più speditamente nella costruzione della piena e visibile comunione, segno dell’unità nella diversità alla quale tutti i cristiani sono chiamati”.
Nel messaggio le Chiese esprimono la loro gratitudine a quanti nel passato hanno lavorato per la piena comunione dei cristiani, sia a livello internazionale – attraverso anche le Commissioni di dialogo teologico – sia a livello nazionale. “Le cose nuove di Dio sono iniziate non solo per noi ma anche in noi e così si aprono nuove strade di comunione”.
Tra le sfide elencate, emerge quella di confrontarsi con un mondo sempre più plurale. “La testimonianza evangelica e l’impegno sociale delle chiese oggi – si legge infatti nel messaggio – devono confrontarsi con la realtà multiculturale e interreligiosa senza paure e senza preconcetti, perché siamo chiamati a rispondere per fede alle domande degli uomini e delle donne di oggi che cercano speranza e salvezza”.

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.