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Il figlio

il figlio COP

176 pagine, impaginate in uno stile agile e attraente,
il libro si rivolge a un pubblico ampio, dai genitori agli educatori e ai catechisti, ma coinvolge tutti.
La pubblicazione non è affatto un manuale sull’educazione, ma vuole offrire piste di riflessione.

“Quello che i nostri figli ci chiedono sin dalla primissima infanzia
è una ragione della speranza che abita in noi”.
A parlare è Francesca Longaretti, consulente pedagogica,
uno degli autori dei diversi interventi
che hanno dato vita al libro “Il figlio”.

“Il lavoro educativo trova nell’amore l’energia e il metodo per procedere”,
scrive Flavio Della Croce, medico e psicoterapeuta,
che nel libro ha curato il capitolo dell’adolescenza.

 “Si è tutti consapevoli che un «manuale di istruzioni» non esiste;
possiamo come adulti educanti scambiarci le esperienze
e imparare insieme a trattare i bambini, i figli, gli alunni,
partendo dalla consapevolezza che sono loro stessi
i migliori manuali da poter consultare”,
scrive la psicologa Alessandra Zioni nel capitolo dell’età scolare.

Nell’educazione occorre scegliere il profilo alto
- afferma don Pietro Cesena, parroco di Borgotrebbia, che ha scritto il capitolo sulla giovinezza -.
Per uscire dal limbo adolescenziale, i giovani
vanno aiutati ad acquisire, nell’età dei forti ideali,
la capacità di rischiare e di costruire cose nuove.

Educare significa lottare contro il vasto mondo delle dipendenze,
in cui si entra - come precisa Mauro Madama, responsabile dei Servizi dell’associazione La Ricerca -
con la convinzione di essere liberi:
“smetto quando voglio”, si sente dire spesso.

L’abuso di sostanze - sono le parole di Marzia Perazzi, psichiatra del Centro salute mentale di Piacenza -
provoca nel cervello di un adolescente danni molto seri.

L’educazione richiede che ciascuno svolga il proprio ruolo.
In questo tempo di “eclissi del padre” - scrivono Carlo Dionedi e la figlia Elena -
occorre riscoprirne la figura; non quella di un padre-padrone,
ma di un padre-testimone che abbia la forza delle proprie convinzioni
e aiuti il figlio a uscire dalla prigione del narcisismo.

E se l’educazione è fatta di amore,
“amare davvero i propri figli non è facile
- scrive Valentina Rossi, impiegata, sposata, quattro figli, che ha curato il capitolo sulla trasmissione della fede -.
Amarli vuol dire prima di tutto accettarli per come sono,
sapendo che il figlio perfetto non esiste”.

Riscoprire Dio
- precisa a sua volta nel capitolo conclusivo la giornalista Gaia Corrao -
ci permette di ritrovare la via della nostra vocazione:
Dio desidera condurci sulla via della felicità.

Il libro è stato realizzato grazie alla sponsorizzazione di Valcolatte e Veryant.

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