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Paolo Ghizzoni



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Il figlio del fabbro:
un vescovo
buono e tenace


di Maria Rita Castellani

Gli speciali de "il Nuovo Giornale"

pagine 36
Collana "Testimoni della fede"

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UN CAPITOLO DEL VOLUME

“Temprare ciò che è rovente è anche un lavoro da vescovo”: sono le parole con cui mons. Paolo Ghizzoni, spiegava perchè aveva inserito nel suo stemma episcopale anche l’incudine insieme alle colombe e alla croce.
Lui, ultimo di tredici figli, nato nel 1912, era cresciuto guardando l’abilità del padre Giacomo nel forgiare il ferro.
Parroco, direttore spirituale, rettore in due seminari della diocesi di Piacenza, vescovo ausiliare dal 1961 al ‘69, anno in cui gli venne assegnata la diocesi di San Miniato, mons. Ghizzoni, insieme a un’innata bonomia, mostrava una solida cultura ascetica e una robusta capacità formativa. Lui, il figlio del fabbro del villaggio, si era fatto un robusto “faber animarum”. Morì nel 1986.

CastellaniL'AUTRICEMaria Rita Castellani, laureata in Pedagogia, vive a Perugia con il marito e quattro figli.
Collabora con la rivista “Venite e Vedrete” della Comunità Magnificat con la quale ha realizzato tre quaderni: "Insegnami a servire"; "Vocazione all’unità"; "Dialoghi fraterni".
Ha pubblicato un testo psicopedagogico “Il diritto del bambino alla tenerezza”, edito dalle Dehoniane.