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L'Mcl a Senigallia punta sui giovani

morelli

Al seminario nazionale di studi e formazione del Movimento Cristiano Lavoratori a Senigallia emerge forte il tema delle associazioni, dei “corpi intermedi” come argine contro il dilagare della disintermediazione che riduce le persone a semplici individui, soli in balia di poteri più grandi di loro e, ormai, più grandi persino di interi stati. Nel mondo dei cinque giganti Microsoft, Google, Facebook, Apple e Amazon, le persone si sentono sperdute. In particolare sono i giovani a sentire tutto il peso della disillusione, la percezione di un vuoto in cui nessuno ascolta e dove niente sembra a portata.
I corpi intermedi, di cui fa parte MCL e in cui possono rientrare sindacati e associazioni, non devono essere visti come ostacoli. “L’ostilità contro i corpi intermedi risale alla rivoluzione francese, che tolse alle associazioni del tempo ogni rilevanza pubblica, in favore di una società in cui esistono solo l’individuo e, all’altra estremità della scala, lo stato”, ha spiegato il professor Michele Rosboch, docente di storia del diritto medievale e moderno all’Università degli studi di Torino, parlando alla vasta platea. “Oggi più che mai c’è un’ostilità radicata contro i corpi intermedi, che gli ultimi governi hanno cercato di indebolire e cancellare. L’Europa stessa, con il suo modello economico attuale, li sta distruggendo, nonostante i padri fondatori – De Gasperi, Adenauer, e Schuman – ne avessero invece ben chiaro il ruolo e l’importanza centrale”.
Il recupero dei corpi intermedi è fondamentale per aiutare le persone a far fronte al mondo globalizzato e al mondo del lavoro del ventunesimo secolo, in cui la certezza del posto fisso è perduta e destinata a non tornare.
“Abbiamo un grande bisogno di queste “polis parallele”, gruppi di uomini liberi capaci di porre domande, anche scomode. Non dobbiamo vergognarci di fare gruppo attorno ad un interesse particolare, purchè il gruppo rimanga aperto all’universale. Storicamente, le associazioni sono state promotrici della tradizione e rappresentanti di valori eterni e naturali. Nel tempo molti corpi intermedi si sono lasciati corrompere, omologandosi alla ricerca del profitto ad ogni costo, in questo replicando altri e più grandi organismi. Bisogna ritrovare l’originaria idealità dell’associazionismo”.

Sul tema si è espresso anche Piero Ragazzini, segretario confederale CISL, che ha osservato: “i corpi intermedi legittimano le istituzioni pubbliche, non il contrario. Non facciamoci sempre intimorire dallo statalismo imperante. Dobbiamo far capire, anche in sede europea, che i corpi intermedi sono fondamentali”.
Per far fronte al mondo del lavoro che cambia serve “passare dalla tutela del posto di lavoro a quella della persona che lavora. Non è più possibile ragionare in termini di posto fisso e nemmeno di epoche ben precise della vita, una per lo studio, una per il lavoro, una per la pensione. Occorre flessibilità, ma da costruire mettendo fine all’antagonismo fra impresa e lavoratori. I lavoratori devono essere parte integrante della vita d’impresa, con voce in capitolo”.
Ragazzini ha ammonito che l’occupazione non si crea per decreto legge. L’Italia sta facendo bene per quanto riguarda l’export, ma a preoccupare è il mercato interno, dove la domanda è ai minimi termini.
“L’unico modo per far ripartire la domanda interna è mettere un po’ di soldi nelle tasche di quell’85% della popolazione che lavora, produce, ma non arriva alla terza settimana del mese. Serve una vera riforma fiscale”. Quanto al welfare, il segretario ha ribadito che misure di puro assistenzialismo, come il proposto reddito di cittadinanza, non sono la soluzione. “Dobbiamo continuare a garantire assistenza a chi ne ha bisogno, ma dobbiamo farlo in modo sostenibile, tramite misure di welfare integrativo inserito per contratto in ambito lavorativo, con l’aiuto di corpi intermedi come MCL. Il welfare non deve essere un costo, ma un investimento: può essere volano di crescita per un intero settore di servizi per la persona”.

Parlando di come i corpi intermedi possono aiutare a porre un freno allo smarrimento dell’uomo contemporaneo, il professor Rosboch ha invitato a far sì che le attività locali delle associazioni siano segno di speranza per i giovani scoraggiati. Nel suo intervento ha sottolineato che è importante coinvolgere i giovani e far loro vedere che c’è qualcosa che funziona e che li può aiutare. L’attività locale è tanto più importante quanto più il territorio è in difficoltà ed esposto al rischio di fuga verso l’estero dei giovani.
Durante il dibattito seguito agli interventi è emerso chiaramente il problema della trasmissione delle competenze per il lavoro. L’istruzione pubblica e l’università stanno purtroppo fallendo in questo aspetto, creando giovani non pronti per trovare un impiego. Le associazioni sono fondamentali per chiudere questa voragine.
Maria Pangaro, delegato nazionale giovani MCL, ha mostrato come MCL già operi per donare quelle speranze, quegli esempi di attività sul territorio.
Elisabetta, parlando a nome del gruppo giovani MCL Lombardia, ha esposto il progetto di studi sulle figure dei santi e beati “sociali” che si sono spesi a favore del mondo del lavoro, da Nicolò Rezzara, fondatore di cooperative agricole, a santo Luigi Guanella, senza dimenticare i Papi Paolo VI e Giovanni XXIII.

Valentina, da Bari, ha portato l’esempio di un’attività di alternanza scuola / lavoro che ha visto i ragazzi organizzare una cena con la grande comunità di immigrati della città. Ogni tavolo si è auto-organizzato ed è diventato esposizione di costumi e piatti tipici dei diversi paesi.
Vincenzo, da Palermo, ha raccontato di un’iniziativa per portare luce in tutti gli angoli della città, sui posti di lavoro. La luce è stata simboleggiata dalla torcia degli Scout.
Il messaggio forte uscito dal convegno giovani è stato un invito a coinvolgere i ragazzi e a offrire loro sfide ambiziose, difficili. I progetti devono essere, certamente, realistici, ma non privi d’ambizione: i giovani hanno bisogno di proposte forti, radicali, che richiedano impegno e che diano prova tangibile di quello che può essere fatto lavorando insieme.

Gabriele Molinelli

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