Dall’idea all’opera: a Piacenza la genesi del bello

Un viaggio tra Seicento e Novecento attraverso i bozzetti preparatori: tre capolavori svelano
il dialogo tra l'intuizione dell'artista e la città
Cosa avviene nella mente di un artista prima che il pennello tocchi la tela definitiva o lo scalpello modelli il bronzo? È a questo interrogativo, sospeso tra tecnica e spiritualità, che cerca di rispondere la mostra “Dall’idea all’opera - Dal Seicento al Novecento: tre bozzetti nella storia dell’arte piacentina”, presentata l'8 aprile nel Salone Pierluigi di Palazzo Farnese. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra l’Associazione Amici dell’Arte (guidata dal Presidente Francantonio Marchesi) e il Museo Kronos, si propone di "fare rete" sul territorio, coinvolgendo istituzioni come la Diocesi, la Banca di Piacenza e la Fondazione Horak.
Il cuore della mostra
Il percorso espositivo si concentra su tre momenti chiave della storia dell’arte locale, analizzando il bozzetto non come semplice bozza, ma come strumento di mediazione e "punto di incontro" (come sottolineato da Manuel Ferrari, direttore dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi) capace di cogliere sfumature emotive spesso più vive nell'opera finale.
Il Barocco genovese di Draghi e Piola: La mostra mette in luce l'influenza della scuola ligure. Sono esposti due bozzetti di Giovanni Evangelista Draghi (1644-1712), artista di scuola genovese ma piacentino d'adozione, preparatori per la pala di Sant'Agnese in Cattedrale. Accanto a questi, spicca il prezioso "modelletto" di Domenico Piola per il telero della Strage degli Innocenti in San Sisto, studiato per l'occasione dalla specialista Anna Orlando. Opere che rivelano quella rapidità d'esecuzione e freschezza tipica delle grandi committenze barocche.
Il Novecento di Luciano Richetti: Di particolare impatto emotivo è il modello bronzeo del monumento alla Madonna in Piazza Duomo. L'opera, di proprietà della famiglia Corvi Mora, porta con sé una storia di profonda devozione: come ricordato da Paolo Corvi Mora, la statua fu un voto per le 320 vittime civili dei bombardamenti del 1944. Nel bozzetto, la mano di Richetti appare ancora più drammatica nel descrivere lo smarrimento di un popolo ferito che si affida alla Vergine.
Oltre il Museo: gli itinerari in città
La mostra non resta chiusa tra le pareti di Kronos (dove sarà visitabile dal 12 aprile al 31 maggio), ma si fa itinerario urbano attraverso tre appuntamenti curati per permettere ai cittadini di "vedere l'opera sul luogo":
18 aprile (Itinerario Draghi): Partenza da Kronos, tappe alla Chiesa di San Paolo, Palazzo Costa (per le "Nozze di Bacco e Arianna") e San Francesco.
25 Aprile (Itinerario Piola/Barocco): Un percorso che include la salita in Cupola del Duomo, la chiesa di San Sisto e Santa Maria di Campagna.
20 Maggio (Itinerario Richetti): Tappa in Piazza Duomo, visita alla Sala Richetti presso la sede della Banca di Piacenza e conclusione a Palazzo XNL.
Un appello alla partecipazione
"Non fermatevi alla gita turistica, diventate visitatori consapevoli dei nostri musei", è stato l'appello dell'avvocato Marchesi durante la conferenza presieduta dall'assessore Christian Fiazza. L'iniziativa, supportata dal catalogo scientifico edito da Tipleco, rappresenta un modello di valorizzazione di opere inedite che ritornano a parlare alla comunità, testimoniando un legame indissolubile tra arte, fede e storia cittadina.
Marco Grisoli
Pubblicato il 9 aprile 2026
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