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Santa Rita: restare uniti a Dio anche nella prova

L'urna di Santa Rita nella chiesa sullo Stradone Farnese a Piacenza

“Santa Rita, una donna che ha continuato a sperare anche quando tutto sembrava perduto”: sono le parole di mons. Adriano Cevolotto, pronunciate il 22 maggio nella Festa di Santa Rita, nell’omonima chiesa a Piacenza. Alle sei in punto la prima messa della giornata ha aperto una delle ricorrenze religiose più sentite dai piacentini, una festa che ogni anno unisce devozione popolare, tradizione cittadina e memoria familiare.

Il profumo delle rose
Per tutta la giornata il ritmo della festa non si è mai fermato. Una celebrazione eucaristica ogni ora, fedeli in continuo arrivo, anziani seduti in silenzio nelle navate, giovani coppie, famiglie con bambini, lavoratori passati prima dell’ufficio o durante una pausa. E fuori, sullo Stradone Farnese, la fila di auto, motociclette in attesa della benedizione. Motori spenti, finestrini abbassati, il segno della croce mentre l’acqua benedetta cadeva sui mezzi e sui volti. Una scena che si ripete da decenni e che conserva ancora oggi la forza semplice dei riti autentici.
Davanti alla chiesa il mercatino di Santa Rita ha accompagnato l’intera giornata con il profumo delle rose, dei dolci artigianali e delle bancarelle colme di oggetti di devozione. Le rose benedette, simbolo della santa degli impossibili, passavano di mano in mano come piccoli segni di speranza. C’era chi le acquistava per tradizione, chi per portarle a una persona malata, chi per conservarle accanto a una fotografia o a un ricordo caro.

benedizione auto per santa rita

Rita: una donna di fede
Il momento più solenne è arrivato alle 19, quando la chiesa gremita ha accolto il vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto, per la celebrazione della messa solenne. Tra i banchi, insieme a centinaia di fedeli, erano presenti la sindaca Katia Tarasconi e diverse autorità cittadine. A sostenere la liturgia i canti intensi della Corale di Santa Rita, diretta dal maestro Giuseppe Esposito, che hanno riempito la chiesa di una spiritualità composta e profonda.
Nell’omelia il vescovo Cevolotto ha invitato i fedeli a guardare oltre l’immagine più conosciuta di Santa Rita come “santa delle cause impossibili”. “Per comprendere davvero Santa Rita - ha spiegato - bisogna attraversare la sua esperienza di fede. Una fede concreta, radicata in Cristo, capace di rispondere all’amore e non al male subito”. Il vescovo ha ricordato la vita segnata dal dolore della santa di Cascia: le violenze, le faide familiari, l’uccisione del marito, il rischio della vendetta. E proprio da quella sofferenza, ha sottolineato, è nata la sua capacità di perdonare.

Padre Jarbson accoglie la sindaca Katia Tarasconi

Coltivare l’impossibile
Mons. Cevolotto ha poi collegato la testimonianza di Santa Rita al presente, a una società spesso attraversata dall’odio e dalla rabbia alimentati quotidianamente da immagini e cronache violente. Citando un recente episodio di cronaca, ha raccontato di un giovane accoltellato che in tribunale ha abbracciato i propri aggressori augurando loro una vita nuova. “Un gesto che - ha osservato - rende ancora possibile il Vangelo del vincere il male con il bene”.
Il cuore della riflessione è stato il tema della preghiera e della speranza. “A volte - ha detto il vescovo - la risposta di Dio non è cambiare la situazione che viviamo, ma aiutarci a restare uniti a Lui dentro quella prova”. Da qui l’attualità di Santa Rita: una donna che ha saputo attendere i tempi di Dio e continuare a sperare anche quando tutto sembrava perduto. “Santa Rita – ha concluso – ci insegna a coltivare l’impossibile”.

Il Vescovo Adriano Cevolotto celebra messa nella festa di Santa Rita

La chiesa di Santa Rita diventa santuario diocesano
Al termine della celebrazione è arrivato un momento importante atteso da tutti devoti della Santa: la Chiesa di Santa Rita è stata ufficialmente elevata a Santuario Diocesano. Il vice cancelliere vescovile, don Fabio Galeazzi, ha letto il decreto con cui il vescovo Cevolotto ha conferito il nuovo titolo al luogo di culto dello Stradone Farnese, nominando rettore del santuario padre Jarbson Batista, superiore dei Figli di Sant’Anna di Piacenza.
L’annuncio è stato accolto da un lungo applauso. Per la comunità religiosa e per i fedeli si tratta di un riconoscimento che consolida il ruolo di Santa Rita come punto di riferimento spirituale non solo per Piacenza, ma anche per il più ampio circuito dei pellegrinaggi nazionali.
Visibilmente commosso, padre Jarbson Batista ha ringraziato il vescovo, la sindaca, i volontari e tutti i presenti per il sostegno e la vicinanza dimostrati negli anni. Infine, in un clima di festa e gratitudine, padre Leandro Cunha Lopes, Superiore Generale dei Figli di Sant’Anna, ha donato due rose di Santa Rita: una alla sindaca Katia Tarasconi e una al vescovo Adriano Cevolotto.
Fuori dalla chiesa, intanto, la sera era ormai scesa sullo Stradone. Ma davanti al santuario appena riconosciuto continuavano ad arrivare persone, lentamente, con una rosa stretta tra le mani.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 23 maggio 2026

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