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Unità pastorali, cambiamenti nelle loro organizzazione

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Che la difficoltà nella manutenzione e nell’apertura delle chiese, soprattutto nei piccoli paesi di collina e di montagna sia una problematica, è una realtà sempre più attuale. Il forte calo delle vocazioni e di conseguenza la diminuzione del numero dei sacerdoti, ha spinto anche la nostra diocesi a voler coinvolgere maggiormente i laici nella vita delle parrocchie.

Ci sono molte famiglie della città, di grossi paesi e delle stesse comunità che hanno una “fede adulta” e che potrebbero essere incaricate di occuparsi di queste chiese, e se possibile anche di animazione pastorale offrendo anche la possibilità di alloggio. Inoltre, soprattutto nel periodo estivo, si potrebbero coinvolgere gruppi di famiglie che si rechino in villeggiatura in determinate località di collina e di montagna e che, anche vicendevolmente, si occupino delle parrocchie delle nostre bellissime colline e montagne. Ma questo è solo uno dei tanti temi riportati all’interno del progetto per la ristrutturazione delle Unità pastorali presentato sabato 20 febbraio ai membri del Consiglio pastorale diocesano.

A ottobre il voto sul progetto

Il documento è stato esaminato nei mesi scorsi dai Vicari territoriali e dai moderatori delle Unità pastorali e ora dovrà essere trasmesso per l’analisi e la discussione nei Consigli pastorali o nelle assemblee parrocchiali e nei Consigli di Unità pastorale. Le parrocchie faranno pervenire le loro osservazioni alle Unità pastorali, dove si farà una sintesi del lavoro svolto che sarà inviato alla Segreteria pastorale diocesana. Il progetto con le diverse osservazioni sarà votato a ottobre dal Consiglio pastorale diocesano. Viene suggerito di organizzare anche una riunione di Vicariato per organizzare l’avvio del lavoro chiarendone gli obiettivi e il metodo.

Leggi servizio alla pagina 13 dell’edizione di venerdì 26 febbraio 2016

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