Menu

logo new2015 okregalaNG18 test

  • 1
  • 2
  • 3
Prev Next

Il carisma di Igino Giordani

foco

Unità e pace, questi furono gli ideali di Igino Giordani, scrittore, giornalista e politico italiano di spicco negli anni del Dopoguerra, marito e padre, soprattutto cristiano.
La sua figura, nota al Movimento dei Focolari di tutto il mondo, è di forte impatto anche per chi finora non ne aveva approfondito la conoscenza.

Sabato 15 dicembre è stato dedicato a lui un incontro al Seminario vescovile di Piacenza con Alberto Lo Presti, docente di dottrina sociale della Chiesa alla Lumsa di Roma e di teoria politica all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Firenze), direttore della rivista trimestrale “Nuova Umanità” e del Centro Studi “Igino Giordani”, massimo conoscitore della figura del fondatore, insieme a Chiara Lubich, del Movimento dei Focolari.

La non violenza come stile di vita

Igino Giordani, nato a Tivoli (Roma) nel 1894, era uomo di pace per stile e per nascita, e lo era perché credente in Cristo; dunque non una mera ideologia, la sua, ma la tendenza (meglio: la chiamata) ad aderire a Cristo incarnando Lui.
“Giordani fu chiamato alle armi nel 1915 – spiega il prof. Lo Presti – come sottotenente alla brigata Piacenza e decise subito che non avrebbe mai usato il fucile che aveva in dotazione. Il suo pacifismo non era una conseguenza dell’aver visto gli orrori della guerra, come capitava a tanti, ma dal sapere e credere che l’uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio. Di conseguenza, se spari ad un uomo, spari a Dio”.

In trincea Giordani rimane solo sette mesi perché viene ferito gravemente durante un’azione che gli varrà la medaglia d'argento, oltre al congedo anticipato.
“Fu mandato allo sbaraglio fuori dalla trincea da due superiori che litigavano e volevano dimostrare ognuno le proprie ragioni – racconta Lo Presti –. Scelsero il giovane sottotenente e la sua truppa per un’azione molto rischiosa durante la quale, infatti, rimasero uccisi in molti, colpiti dal nemico con raffiche immediate. Giordani venne creduto morto; solo un ufficiale medico si accorse che invece era ancora vivo, sebbene incosciente, e lo soccorse”.
I postumi della ferita si fecero sentire durante tutta la vita del coraggioso giovane militare che li accettò come un’unione alle sofferenze di Cristo.

Politica e non solo

La carriera politica di Giordani inizia nel 1946 all’Assemblea Costituente e prosegue nel 1948 quando viene eletto come deputato al Parlamento italiano.
In settembre di quell’anno conosce Chiara Lubich e, dopo un iniziale scetticismo, capisce di aver trovato ciò che da sempre cercava, ossia il modo per tradurre il suo impegno religioso come laico in qualcosa di più profondo.

Il nuovo nome che si attribuisce per manifestare la sua nuova nascita nello spirito è “Foco”, cioè fuoco, a testimoniare l’amore verso Dio e verso il prossimo che gli ardeva nel cuore.
“Come parlamentare – fa notare Lo Presti – fu antesignano nel parlare di Europa unita. Diceva che i confini diventano, ad un certo punto, come i vestiti addosso ad un bambino: stringono”.
Igino Giordani inizia a parlare di federazione europea già nel 1924 e quando, nel 1949, in Parlamento si discute del Patto Atlantico, lui ripropone la sua idea di un’Europa unita fino agli Urali, ossia fin dove è arrivato il Vangelo. “Le radici cristiane dell’Europa sono innegabili per Igino Giordani – spiega Lo Presti – e, più tardi, anche Giovanni Paolo II affermerà questo".

Uomo del dialogo

“Come direttore di diverse testate giornalistiche – prosegue il prof. Lo Presti – Giordani avvia un dialogo con il direttore del quotidiano L’Unità attraverso uno scambio di editoriali. Era profondamente convinto del ruolo della democrazia per salvare la pace e del fatto che occorresse partire da ciò su cui si era veramente d'accordo”.
“Ma non solo l’Europa unita, coesa e pacifica – conclude Lo Presti -, l’unità dev’essere con tutti i popoli della terra: questo era nelle intenzioni di Giordani. Penso che occorra partire da lui come da un trampolino per realizzare una vera unità tra i popoli”.

Cinzia Trevisan

Pubblicato il 18 dicembre 2018

Ascolta l'audio

Altri articoli...

  1. Il coraggio di Chiara
  2. Messa degli auguri di PaCe-La Ricerca
  3. Don Tosetti nuovo assistente ACR
  4. Presentato l'Annuario diocesano 2019
  5. Galleria Alberoni, teatro e visita guidata speciale per bambini e famiglie
  6. Maria nelle diverse religioni
  7. La messa della scuola
  8. Bedonia, esercizi spirituali per giovani con mons. Monari
  9. Africa Mission allestisce un mercatino nella sede di Montale
  10. Concerto di Natale in chiesa a Podenzano
  11. È morto don Dino Cardinali
  12. Concerto di Natale a Casaliggio
  13. Gli Angioletti della Ricerca a San Nicolò
  14. Il nuovo Consiglio del MCL
  15. Focolari, il15 convegno con il prof. Alberto Lo Presti
  16. San Nicolò, il Cavallino d'oro a Rodolfo Garatti
  17. Il 7 nella chiesa del Carmelo il coro Kyronomia
  18. «Anna è una buona notizia»
  19. Don Tosetti vicario parrocchiale a San Nicolò
  20. Ucid, «la solidarietà da Papa Francesco al Burkina Faso»
  21. La sportula del Cardinale
  22. Festa di Santa Lucia in San Bernardino a Bettola
  23. Concerto benefico nella chiesa di Rottofreno
  24. Incontro di preghiera a «La vite e i tralci»
  25. La messa dei lettori
  26. Dalle “Gianelline” un mercatino per una scuola primaria in Congo
  27. Al Pio Ritiro Cerati incontri mensili per gli ospiti
  28. Bobbio festeggia il patrono San Colombano
  29. In Santa Franca la «Settimana della Carità»
  30. Piacenza città no-slot: contributi per attività anti gioco d'azzardo
  31. Cottarelli: tornare competitivi per curare la bassa crescita
  32. Marina Molinari segretario generale Cisl Parma Piacenza
  33. Mons. Dallavalle amministratore a Sarmato; don Musso in S. Giuseppe Operaio
  34. È morto don Giacomo Giovanelli
  35. Stato, Chiesa e altre confessioni religiose: ne parla il prof. Chizzoniti
  36. Luca Barilla a Roveleto di Cadeo
  37. Un laboratorio per papà e figli
  38. A Bedonia esercizi spirituali per giovani
  39. La festa di tutti i Santi e la commemorazione dei defunti
  40. La chiesa di Gossolengo rimessa a nuovo

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.