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«Diamo spazio alla luce»: Antonella Grandini a TV2000

 antonella atv2000


C’è un legame che non conosce confini, un filo d’oro che unisce la terra al cielo e che nessuna tempesta può spezzare. È il mistero che avvolge la storia di Antonella Grandini, una madre che ha saputo trasformare un dolore inimmaginabile in una sorgente di speranza per tutta la comunità piacentina. La sua testimonianza, condivisa alla trasmissione “L’ora solare” di Paola Saluzzi su TV2000, non è il racconto di una fine, ma la cronaca di una “presenza nuova” che parla dritto al cuore della nostra diocesi.

Quel dialogo che non si è mai interrotto
Tutto sembra fermarsi in una notte di nebbia fitta. Elisa, una ragazza meravigliosa, l’anima della casa, esce con il suo Costantino - “il figlio maschio che non abbiamo mai avuto”, ricorda Antonella - e con gli amici William e Domenico. Quella sera il destino ha cambiato strada, ma non ha potuto fermare l’amore. Il legame tra madre e figlia, quel cordone ombelicale che Antonella definisce “mai davvero tagliato”, ha continuato a vibrare. “È nel mio zaino viola”, ha sentito sussurrare Antonella nel silenzio del suo salotto, mentre cercava una borsa che amavano usare entrambe. Una voce interiore, chiara, ripetuta due volte. Trovare quell’oggetto proprio lì, dove Elisa le aveva indicato, è stato il primo di molti segni: la conferma che la sua “ragazza d’oro” non se n’era andata, aveva solo cambiato modo di starle accanto. “I figli sono dietro un vetro - spiega Antonella con una dolcezza che disarma - ma noi facciamo fatica a vederli perché il dolore ci appanna la vista”.

Il dono delle fedi: un legame oltre il tempo
Uno dei passaggi più toccanti della testimonianza di Antonella riguarda il simbolo del matrimonio dei genitori, che oggi ha cambiato “custodi”. In un gesto di amore immenso, la fede nuziale di Antonella è rimasta tra le mani di sua figlia Elisa, mentre il papà Giovanni ha voluto donare la propria a Costantino. È un passaggio di consegne spirituale: il legame che ha dato vita a Elisa ora la accompagna per sempre, mentre l’amore di Costantino per lei viene sigillato dal dono del padre. Antonella ha scelto di non indossare più un anello, ma di incidere sulla propria pelle il “nodo dell’amore”. Un segno indelebile che sostituisce il metallo e che grida al mondo: “La mia vera fede ora è con lei”. Accanto a questo, un’altra frase tatuata guida i suoi passi: “Solo la preghiera arriva alta”.

La musica della “Libertà degli Angeli”
Il sorriso di Elisa e dei suoi amici continua a fiorire attraverso la musica. Grazie al ritrovamento di alcune tracce nel computer di William, è nato il progetto “La Libertà degli Angeli”. Elisa al piano e alla batteria, William ai ritmi, Costantino e Domenico alle voci. Una sinergia di talenti che è diventata un cofanetto solidale, un dono per la città di Piacenza che contiene anche la canzone che Costantino scrisse per chiedere a Elisa di fidanzarsi, con la purezza di un tempo. La risposta della comunità è stata un abbraccio corale. Il ricavato ha preso strade di bellezza e solidarietà: dal sostegno alla Pediatria dell’Ospedale cittadino fino al contributo per i restauri nel nostro Duomo e all’aiuto concreto in Ucraina, dove Antonella si è recata personalmente per sostenere i piccoli vittime della guerra. “Bisogna lasciare tracce d’amore - confessa Antonella - la rabbia non porta a nulla, bisogna trasformare il dolore in aiuto per gli altri”.

Un messaggio di speranza: “Lasciate spazio all’amore”
Il messaggio di Antonella è un invito potente a non arrendersi al buio: “Alle mamme che non riescono ancora a vedere, dico di non odiare. Abbiamo degli angeli potentissimi al nostro fianco, lasciamo spazio all’amore nella nostra vita”. In un mondo che spesso si chiude nel proprio guscio, questa storia ci ricorda che abbiamo una responsabilità grande: restare aperti alla luce. Elisa e i suoi amici non sono nel passato; camminano con noi, in ogni gesto di carità e in ogni segno che, se siamo pronti a cogliere, ci sussurra: “Io ci sono ancora”.

Marco Grisoli

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y: Helvetica; font-size: 12px; font-style: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; word-spacing: 0px; text-decoration: none;">Nella foto, Antonella Grandini ospite di Paola Saluzzi alla trasmissione “L’ora solare” a Tv2000.

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  • In Cattedrale è stato ricordato il beato Secondo Pollo

    pollo

    Lunedì 26 dicembre il vescovo mons. Adriano Cevolotto ha presieduto la messa in Cattedrale a Piacenza nella memoria del beato Secondo Pollo, cappellano militare degli alpini. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle sezioni degli Alpini di Piacenza e provincia e i sacerdoti mons. Pierluigi Dallavalle, mons. Pietro Campominosi, cappellano militare del II Reggimento Genio Pontieri, don Stefano Garilli, cappellano dell'Associazione Nazionale degli Alpini di Piacenza, don Federico Tagliaferri ex alpino e il diacono Emidio Boledi, alpino dell'anno nel 2019.
    Durante la Seconda guerra mondale, il sacerdote parte per la zona di guerra del Montenegro (Albania), dove trova la morte il 26 dicembre dello stesso anno, colpito da fuoco nemico mentre soccorreva un soldato ferito. 
    Originaio di Vercelli, fu beatificato il 24 maggio 1998 da papa Giovanni Paolo II. 

    Nella foto, il gruppo degli Alpini presenti in Cattedrale con il vescovo mons. Adriano Cevolotto.

    Pubblicato il 27 dicembre 2022

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