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Hiroshima e Nagasaki: le Gru della Pace per non dimenticare

grupace

Il 6 e il 9 agosto del 1945 due ordigni atomici distruggono le città di Hiroshima e Nagasaki. 
"In questo luogo di memoria, che ci impressiona e non può lasciarci indifferenti, sono le parole di papa Francesco pronunciate durante la sua visita a Nagasaki nel novembre 2019,  è ancora  più significativo confidare in Dio, perché ci insegni ad essere strumenti efficaci di pace e a lavorare per non commettere gli stessi errori del passato".

Nel piacentino nasce per iniziativa del fotografo Massimo Bersani e la moglie Aya Toyoshima il progetto "Le Gru della Pace",  origami di carta realizzati  per ricordare Sadako Sasaki, la ragazza morta di leucemia per gli effetti della bomba atomica di Hiroshima. Progetto che Bersani ha introdotto  in diverse scuole piacentine e non solo e ogni anno da Piacenza spiccano il volo verso il Giappone centinaia di messaggi di pace.  

Come è nato il progetto
Sono stati i bambini di Borgonovo nel 2007 a costruire le prime gru della pace con gli origami. Da allora, ogni due anni e fino al 2018 - la pandemia infatti ha bloccato l’attività prevista nell’anno scolastico appena concluso - ne sono state realizzate “almeno diecimila”, dice Massimo Bersani.

Ideato con la moglie Aya Toyoshima, il progetto “è iniziato quando sono maturato, quando ho capito che era inutile soffermarsi sul disastro dell’atomica, era invece molto più importante lavorare per la pace - dice Bersani -, ovvero dopo l’incontro con la maestra Ayako Aikawa, una sopravvissuta all’atomica”. 
Gli studenti nostrani fino a qualche decennio fa non avevano coscienza delle atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki, “quando siamo entrati per la prima volta in una classe - prosegue Massimo Bersani -, solo un bambino su cento conosceva la vicenda delle bombe. In generale, intendo. Ora, quando arriviamo a scuola sanno già tutto”. Merito degli insegnanti, senz’altro, ma anche della notorietà del progetto “Gru della pace” con gli articoli pubblicati su Libertà (ma non solo) e attraverso i canali social. Un tam-tam che ha permesso alle gru di arrivare fino alle scuole di Nagasaki e al sindaco della città, Tomihisa Taue, realizzando un gemellaggio.

La leggenda
Di portare in Giappone le gru si occupano Massimo e Aya. Così tengono anche viva la storia di Sadako Sasaki, morta di leucemia nel ’55 a 12 anni. È stata la bambina - nel parco di Hiroshima c’è una sua statua con in mano una gru di carta pronta a spiccare il volo - la prima a realizzare questi origami, dando credito a una leggenda secondo cui chi fosse riuscito a piegarne mille avrebbe visto esaudito un desiderio. Sessantacinque anni dopo la sua morte, la pace non c’è ancora, la speranza però resta immutata.

Pubblicato il 6 agosto 2020

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