Giornata del Ringraziamento, il Vescovo: «La terra è di tutti, va usata con rispetto»

Tutto colorato di giallo il centro di Lugagnano val d’Arda per la Giornata provinciale del ringraziamento di Coldiretti Piacenza. La mattinata di domenica 30 novembre si è aperta con il corteo delle autorità, accompagnato dalla banda La Magiostrina, da piazza Castellana alla chiesa di san Zenone, per la messa presieduta dal vescovo mons. Adriano Cevolotto. Al tradizionale appuntamento, in occasione del quale gli agricoltori ringraziano il Signore per i doni della terra, hanno partecipato il ministro per gli Affari europei, Politiche di coesione e Pnrr Tommaso Foti, i consiglieri regionali Lodovico Albasi, Luca Quintavalla e Giancarlo Tagliaferri, il consigliere provinciale Jonathan Papamarenghi, i sindaci e rappresentanti dei Comuni piacentini, la viceprefetta vicaria Francesca Filice Vaccari e le autorità militari. Presenti i vertici regionali di Coldiretti – il presidente Luca Cotti e il direttore Marco Allaria Olivieri – con il direttore piacentino Roberto Gallizioli.
“La terra equivale al futuro”
Gremita la chiesa del paese per la messa, presieduta da mons. Adriano Cevolotto e concelebrata da don Giuseppe Sbuttoni, consigliere ecclesiastico di Coldiretti Piacenza, e don Josué Brito da Silva, parroco di Lugagnano. “L’anno giubilare ci offre l’occasione di riflettere sul valore della terra – ha detto il Vescovo nell’omelia – che nella Bibbia non è mai solo terreno, ma è il contenuto della promessa”. La riflessione di mons. Cevolotto è partita dal messaggio della Cei per la Giornata del ringraziamento: “Quello del Giubileo era l’anno del riposo della terra, imposto all’uomo dopo la fatica. C’è l’invito a un uso rispettoso e non predatorio della terra, che è di tutti. Quando Dio fa una promessa all’uomo, la associa sempre alla terra: Abramo è chiamato a lasciare la sua per una terra che Dio gli indicherà, una «terra promessa» è prospettata al popolo di Israele. Nell’orizzonte di Dio, la terra equivale al futuro”.
“Siamo tutti uomini e donne della terra”
“Quando l’uomo pensa che la terra sia sua, questa perde il suo valore. Quando cominciano lotte e divisioni, finisce la bellezza della terra. Oggi – ha proseguito mons. Cevolotto – siamo stati convocati dagli uomini e dalle donne della terra, ma in realtà tutti noi lo siamo. Ognuno di noi vive perché c’è una promessa, una terra da coltivare. Agli agricoltori è chiesto di maneggiarla con cura, con delicatezza e passione, perché c’è un legame con essa, è parte della vostra vita. Gli agricoltori svolgono un compito, non solo per sé stessi, ma per conto di tutti, dei piacentini e dell’umanità intera. Papa Francesco diceva che per coltivare il futuro è necessario rimanere pellegrini, ma spesso è più facile rimanere sedentari, legati a un pezzo di terra. Sentiamoci incamminati verso un futuro che ci verrà ridonato. Abbiamo bisogno di una speranza da ricevere e custodire con passione come voi ogni giorno fate con il vostro lavoro”.

Sviluppo e coesione sociale
Sul sagrato della chiesa, al termine della messa, le autorità hanno rivolto un saluto ai partecipanti. A seguire, il Vescovo ha benedetto i mezzi agricoli radunati in piazza. Il sindaco di Lugagnano Antonio Vincini ha fatto proprie le istanze dell’associazione degli agricoltori sulla Politica agricola comune (Pac). Per il consigliere provinciale Jonathan Papamarenghi la Giornata del ringraziamento è “un momento importante per le nostre comunità, che hanno fondato sviluppo e coesione sociale su valori importanti”. Il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna Luca Cotti ha ripreso le parole del Vescovo: “Vogliamo continuare ad essere i custodi del Creato, per questo il 18 dicembre saremo a Bruxelles per chiedere l’aiuto delle istituzioni”.

Politica agricola comune europea
Il ministro Foti ha evidenziato il bisogno di una “diversa definizione” della Politica agricola comune (Pac). “La battaglia che si svolge è tutta europea – ha ricordato il ministro – la Comunità europea è nata quando si sono messi allo stesso tavolo i Paesi usciti dalla Seconda guerra mondiale, che hanno dato vita prima alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca) e poi alla Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). E ora alla Politica agricola comune (Pac)”. Ai dirigenti di Coldiretti, Foti ha assicurato “l’impegno di tutto il governo italiano, dalla presidente Meloni al ministro competente Lollobrigida, fino al sottoscritto che rappresenta gli Affari europei, perché la Politica agricola comune deve proseguire per i binari che l’hanno sempre contraddistinta, e non con una massa indistinta di fondi che finirebbero per penalizzare l’agricoltura o per metterla sotto il giogo politico dei singoli governi. Una Politica agricola comune ha senso solo se in tutta Europa c’è la stessa politica agricola. Un’Europa che abbandona l’agricoltura nega la propria cultura, le proprie tradizioni e la propria civiltà. Il ringraziamento del governo italiano ed europeo deve andare agli agricoltori per il lavoro fondamentale che svolgono”.
Francesco Petronzio
Pubblicato il 30 novembre 2025
Nelle foto, la Giornata del Ringraziamento a Lugagnano.


