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La diocesi in ascolto del mondo della cultura

cammino sinodale cantiere cultura Piacenza

“Tutti abbiamo bisogno di ascoltarci: non c’è nessuno che non abbia nulla da partecipare agli altri o che sia sufficiente a se stesso. Voi oggi portate la vostra competenza e formazione professionale, ma anche un’altra componente importante: l’umano. Ovvero il vostro sguardo su quel che viviamo. Solo mettendo insieme gli sguardi, la realtà può essere compresa a tutto tondo”. Così il vescovo mons. Adriano Cevolotto ha accolto i partecipanti al primo appuntamento del Cantiere della Strada e del Villaggio, quello con il mondo della cultura e della ricerca, che caratterizza in diocesi il secondo anno del Cammino sinodale.

Palazzo vescovile ha aperto le porte ai rappresentanti di diverse realtà - teatro, letteratura, cinema, animazione culturale, Università - che, suddivisi per tavoli di ascolto, hanno condiviso le loro riflessioni a partire dalle due domande proposte dall’équipe che ha preparato l’incontro. “Chiesa e mondi della cultura hanno vissuto in passato un intreccio fecondo e reciprocamente arricchente. Oggigiorno, quali punti di incontro, sinergie e alleanze possiamo immaginare tra Chiesa e cultura, per rispondere ai bisogni dell’uomo contemporaneo?”. E ancora: “Guardando alla Chiesa di oggi nella nostra Diocesi, quali messaggi, domande, richieste ti senti di poterle rivolgere, nel tuo ruolo di rappresentante della cultura?”.

inodo cultura 8

Il vescovo mons. Adriano Cevolotto accoglie i rappresentanti del mondo della cultura e della ricerca.

Un dialogo schietto e ricco di spunti

Ne è uscito un dialogo ricco di spunti, schietto, dentro un clima di vero ascolto. I punti principali, raccolti attraverso i facilitatori che hanno guidato ogni tavolo, sono stati rilanciati alla fine dei lavori da don Paolo Mascilongo, responsabile del nuovo servizio diocesano per la cultura e l’Università.
Forte è stato il richiamo alle nuove generazioni, le più lontane dal mondo ecclesiale, del quale non capiscono più né l’immaginario culturale - un tempo patrimonio comune - né il linguaggio. Questo non significa però che non siano in ricerca. Si tratta allora di trovare le strade per riconnettersi ai giovani, liberando la “forza” del Vangelo anche attraverso proposte culturali a partire dai temi che hanno più a cuore, come l’ambiente, la convivenza tra i popoli, la pace.

Se da un lato la Chiesa ha bisogno di aprirsi al dialogo con altri mondi - ed oggi che le ideologie sono più deboli c’è un nuovo spazio di incontro che si apre, a partire da prodotti apparentemente lontani dal mondo ecclesiale ma che in realtà esprimono una spiritualità - dall’altro, al suo interno, la Chiesa deve recuperare la propria cultura. È stata evidenziata una diffusa scarsa conoscenza, anche a livello puramente storico o culturale, della Bibbia o della vita dei santi, che pure, con la loro testimonianza concreta, potrebbero offrire punti di contatto con il vissuto. Si avverte l'urgenza di impegnarsi nella ricerca di linguaggi nuovi, di nuove forme di narrazione capaci di arrivare alla gente. Senza dimenticare le omelie: anche quelle sono un mezzo di comunicazione ma - è stato rilevato - a volte sono “occasioni mancate”, pura formalità o sfoggio di erudizione che non sanno toccare le corde delle persone che ascoltano, mentre in certi contesti (funerali, battesimi, matrimonio...) potrebbero coinvolgere anche chi normalmente non frequenta le celebrazioni.

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Don Paolo Mascilongo, responsabile del Servizio diocesano per la cultura e l'Università.

La prima tappa di un lavoro insieme

Diversi partecipanti hanno anche chiesto quando saranno i prossimi appuntamenti. È il segnale di un apprezzamento per un invito che è un po’ una novità per la nostra diocesi e che non vuole chiudersi qui. Il “taccuino del Cammino sinodale” consegnato a ciascuno è un segno tangibile di questa volontà di continuare a lavorare insieme e di convidere proposte e considerazioni.
Quanto vissuto col mondo della cultura verrà proposto - con domande specifiche per ambito - ad altri settori di impegno, dagli amministratori pubblici agli operatori della sanità, al mondo del volontariato, dell’arte e della musica. “Lo scorso anno l’ascolto vissuto all’interno delle nostre comunità ci è stato molto utile, ha aperto prospettive nuove - ha sottolineato don Paolo Cignatta, referente dell’équipe diocesana del Cammino sinodale -. Con il Cantiere della Strada e del Villaggio, nell’ascolto dei vari mondi, il desiderio della nostra Chiesa è di camminare insieme con voi”.

Barbara Sartori

cantiere cultura cammino sinodale Piacenza

Uno dei tavoli di ascolto con i rappresentanti del mondo della cultura e dell'Università.

Pubblicato il 2 febbraio 2023

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