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Creare una cultura di rispetto vero dell’altro

Tutela minori Vescovo e don Marchetti


“Dobbiamo avere uno sguardo di cura a 360 gradi sulla tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Si tratta di agire secondo il mandato evangelico, senza minimizzare, scegliendo di ascoltare e avendo grande attenzione alla formazione”. Sono, in sintesi, le parole di don Gianluca Marchetti,
direttore del Servizio Diocesano Tutela Minori della diocesi di Bergamo, che è intervenuto all’incontro del 15 aprile su piattaforma online, per i presbiteri e diaconi permanenti di Piacenza-Bobbio. Ulteriori momenti di formazione avranno luogo nei singoli vicariati. L’incontro on line ha avuto luogo nell’ambito delle iniziative di formazione promosse in diocesi dal Servizio tutela minori guidato dalla psicologa Chiara Griffini.

La formazione prima di tutto


Questo incontro - sintetizziamo il pensiero del vescovo mons. Adriano Cevolotto – aiuta a inquadrare la questione della tutela minori in un’ottica equilibrata, anche oltre l’insofferenza di chi ritiene che sul tema ci sia una sovraesposizione mediatica. La questione - ha aggiunto il Vescovo – non si riduce ai soli casi di abuso, ma occorre insieme vedere e prevenire potenziali pericoli e affrontare, senza reticenze, ogni segnalazione. Oltre a questo, è necessario informare e formare la comunità cristiana sulle buone pratiche da favorire perché cresca una cultura della tutela e della promozione dei minori.

Non occultare


“Fingere di occultare e nascondere eventuali casi di abusi è un atteggiamento riprovevole e devastante”. In questo modo ha manifestato il suo pensiero don Marchetti che ha evidenziato l’importanza della massima trasparenza su questo tema delicato.
Nel giugno 2019 sono state pubblicate le Linee guida sulla tutela minori dalla Chiesa italiana - ha affermato il sacerdote di Bergamo -; in meno di due anni ha preso il via un coordinamento nazionale con un referente per ogni diocesi che, per don Marchetti, non dev’essere un ufficio in più, ma un supporto concreto per favorire le relazioni di aiuto nella vita pastorale.

L’abuso parte da lontano

Capire cos’è l’abuso sessuale e le sue dinamiche è - per il relatore – indispensabile. L’abusante non è, in genere, la persona che ha un raptus improvviso, è colui che conosce bene il ragazzo e attua un processo che parte da lontano. “La violazione dei confini della persona - ha affermato don Marchetti -, il non rispettare l’intimità dell’altro, considerarlo come un oggetto, sono tutte cose vigliacche perché, esercitando la propria autorità, si approfitta della debolezza dell’altro”.
Molte volte chi esercita degli abusi - per il sacerdote bergamasco - è una persona benvoluta, carismatica per cui è difficile rendersene conto. C’è bisogno di grande attenzione ed imparare a costruire sane relazioni.

Nessuno sia lasciato solo

La formazione dei presbiteri sul tema della tutela dei minori, che deve partire dal Seminario, è fondamentale per don Marchetti e deve essere permanente. Aspetti significativi nella vita dei presbiteri sono la condivisione, la comunione e la convivialità. Non bisogna lasciare - ha affermato - i preti da soli. È importante instaurare buone prassi nella vita in parrocchia, rinnovando quello che già si fa e inserire l’attenzione per i più piccoli in un progetto globale.

Coinvolgere i genitori

Tenere sempre informati i genitori e coinvolgerli è ormai una prassi comune a tutte le associazioni, le organizzazioni e la scuola, quindi anche ogni parrocchia deve attenersi a queste regole per tutelare i minori. I moduli stessi da far firmare ai genitori non vanno visti come mera burocrazia, ma come una possibilità per coinvolgerli nell’azione pastorale ed educativa. Avere cura degli ambienti, cercare la massima visibilità nei luoghi è, per il sacerdote relatore, una delle priorità per la massima trasparenza. I casi di abuso che avvengono nella comunità ecclesiale sono una estrema minoranza rispetto a quelli che avvengono in altri contesti, primo fra tutti la famiglia. Ma un’adeguata cultura di prevenzione aiuta tutti a creare un clima sereno di rispetto e vera accoglienza dell’altro.

Verificare l’esercizio dell’autorità

In risposta ad alcune domande don Marchetti ha messo a fuoco il concetto di abuso di potere e abuso spirituale, quando cioè si porta una persona a determinate scelte quasi imponendole dall’alto, ma senza una cosciente partecipazione della persona stessa. Dobbiamo aiutarci a verificare – ha puntualizzato il Vescovo - la nostra qualità nell’esercizio dell’autorità. Ci sono persone che cercano la dipendenza da una persona rassicurante, ma non si deve, in questa direzione, rischiare di assecondare la richiesta di persone fragili”. Per il Vescovo è importante una formazione permanente per mantenere un atteggiamento di estrema attenzione su questi temi, rendendosi sempre conto – come ministri - che si ha bisogno gli uni degli altri. L’intervento di don Marchetti e del Vescovo li si può rivedere su piacenzadiocesitv.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 16 aprile 2021

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