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La Ricerca, al Politeama torna lo spettacolo «Cosa non si può dire»

COSA NON SI PUO DIRE manifesto 2

Liberiamoci da… quel che non si può dire, o meglio che non diciamo per paura del giudizio degli altri (e dei pregiudizi). Otto attori, quaranta ballerine e un intero coro lo ribadiranno cantando, ballando e recitando. Dopo il successo di novembre al Municipale, lo spettacolo di teatro-verità “Cosa non si può dire” sarà riproposto sul palco del Politeama la sera di mercoledì 22 aprile (la mattina del 23 è previsto anche uno speciale per gli studenti). Al centro, un tema, l’autocensura, l’autoisolamento, e un àmbito preciso, quello della malattia che emargina, “quel tenere nascoste le cose che fanno paura, come un dolore, una malattia, un senso di inadeguatezza…”. Ma quel che si vive nel timore di essere giudicati, quel che si prova in certi momenti di crisi e difficoltà, capita anche in altre situazioni di disagio sociale ed esistenziale.

La valenza educativa di questo musical un po’ speciale è evidente, sta proprio nel cercare di rompere muri in cui noi stessi finiamo per imprigionarci. E a questo si aggiunge anche un aspetto benefico: il ricavato della serata andrà a sostegno delle attività di Casa Don Venturini, la struttura di Fondazione La Ricerca che accoglie persone in hiv-aids, le stesse che hanno ispirato lo spettacolo con i loro sentimenti e i loro vissuti raccontati in un ciclo di podcast prodotti dalla Pellegrina (voce narrante quella suadente dell’attore Giorgio Ginex).

Otto, dicevamo, gli attori che porteranno in scena storie e sentimenti interagendo con il pubblico in un crescendo di emozioni. E come loro anche cantanti e una quarantina di ballerine. I testi sono curati dagli operatori La Ricerca che quotidianamente vivono nel contesto di cura e resilienza di Casa Don Venturini - Gian Pazzi (che è anche scrittore) e Chiara Gavardi – per la regia di Francesca Pergoli Campanelli, coreografie di Progetto Danza Piacenza (per i momenti di balletto) con brani cantati dal Coro InCanto Libero diretto da Cristian Bugnola e sound-design di Giacomo Carini. Tra gli attori – Francisco, Giorgio Tosi, Roberto Antenucci, Monica Zanon, Manuela Chiappini e Clarissa Corradi – è annunciata anche l’amichevole partecipazione dell’attore e conduttore radiofonico Giorgio Ginex. Sound-design di Clarissa Corradi e Giacomo Carini.

Prevendita biblietti online su www.politeamapc.com o presso la biglietteria del teatro. Inizio spettacolo alle 21.

Pubblicato il 16 aprile 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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