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Musica, festa e solidarietà: concerto di Carnevale al Nicolini con il Placentia Gospel Choir

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Piacenza si prepara a vivere una serata di musica ed emozioni all’insegna del Carnevale e della solidarietà. Martedì 17 febbraio, alle ore 21, il Salone dei Concerti del Conservatorio Nicolini (via Santa Franca 35) ospiterà il Concerto di Carnevale realizzato in collaborazione con il Placentia Gospel Choir per raccogliere fondi per il restyling della sala parto dell’ospedale di Piacenza. Un sodalizio, quello tra il Conservatorio e il coro gospel piacentino, che si fonda su un rapporto di convenzione e collaborazione attivo da diversi anni, e che nel tempo ha dato vita a numerosi progetti artistici e formativi condivisi, rafforzando il legame tra istituzioni musicali e territorio. L’evento, a ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti, promette un viaggio coinvolgente tra sonorità gospel, energia corale e spirito festoso, in una cornice musicale di grande valore artistico. Il programma del concerto sarà un mix di gospel moderno e ritmato, capace di unire tradizione e contemporaneità, coinvolgendo il pubblico con brani carichi di energia, ritmo e messaggi positivi. L’apertura delle porte è prevista per le ore 20, per consentire al pubblico di accedere con calma alla sala.

Il presidente del Conservatorio Massimo Trespidi,  durante la conferenza stampa, ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti un’occasione speciale per coniugare musica di qualità, festa e impegno sociale e ha ricordato l'ottimo lavoro che il coro gospel sta facendo.

Il direttore del Conservatorio Nicolini Roberto Solci ha  il valore del concerto come incontro tra linguaggi musicali diversi, uniti dalla passione e dal legame con il territorio, sottolineando come la musica condivisa possa diventare uno strumento di partecipazione e solidarietà. Anche Francesco Zarbano, direttore del Placentia Gospel Choir, accompagnato da Steven Zucchini, ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, ricordando il carattere gioioso ed energico del gospel e l’importanza di portare un repertorio moderno e coinvolgente in un contesto prestigioso come il Conservatorio, arricchito dal significato di un progetto benefico.

Accanto all’aspetto culturale, il concerto avrà infatti una forte valenza solidale: nel corso della serata sarà attivata una raccolta fondi benefica destinata al restyling della sala parto dell’Ospedale di Piacenza, un’iniziativa concreta per sostenere il benessere delle future mamme e dei neonati del territorio, promossa e organizzata da Maria Grazia Sabato, presidente del Consiglio Direttivo di “MGS Cultura & Welfare” che ha sottolineato come il concerto del Placentia Gospel Choir, simbolo di gioia e vita, sia il modo ideale per sensibilizzare la comunità sul progetto di restyling della Sala Parto dell’Ospedale di Piacenza, nato dall’esigenza del team ostetrico di creare un ambiente più accogliente, capace di ridurre stress, dolore e ansia, e di promuovere una cultura del parto rispettosa e centrata sulla donna.

Daniela Russo, Simona Illari e Marina Mercati, a nome di tutta l’équipe ostetrica, hanno ricordato che il parto è un momento fondamentale per donna, coppia e famiglia, in cui è essenziale unire sicurezza delle cure e umanità, offrendo un ambiente sereno e accogliente che renda l’esperienza della nascita non solo sicura,
 ma anche positiva e significativa.

L’iniziativa ha la condivisione e l’appoggio anche della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Nella foto, la presentazione dell'evento.

Pubblicato il 15 febbraio 2026

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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