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«A cena con la scienza», appuntamento il 10 aprile a «La finestra sul Po»

MIchele Lodigiani

Confagricoltura Piacenza, insieme ad Agriturist, ricorda la ripresa del ciclo A Cena con la Scienza, giunto alla XVII edizione, con il primo incontro in programma venerdì 10 aprile alle ore 19.00 presso l’agriturismo La Finestra sul Po, a San Nazzaro di Monticelli d’Ongina.
La rassegna propone anche per il 2026 un percorso di approfondimento su temi di attualità, affidato a relatori qualificati. L’appuntamento di venerdì sarà dedicato a “La salute e il tempo - La sanità futura - Come cambieranno i pazienti, le istituzioni, i servizi e le tecnologie”. Interverrà Francesco Longo, docente e ricercatore dell’Università Bocconi ed esperto di management dei sistemi sanitari.
Il tema affronta l’evoluzione del sistema socio-sanitario, alla luce delle dinamiche demografiche, dei cambiamenti sociali e dell’impatto delle innovazioni tecnologiche, ponendo interrogativi sulle modalità organizzative e sulle prospettive future dei servizi.
Prima della pausa estiva sono in programma altri due incontri: venerdì 22 maggio a Gossolengo, presso l’agriturismo Locanda I Melograni, sul tema “Scienza e Cultura”; venerdì 19 giugno a Fiorenzuola d’Arda, presso l’agriturismo Battibue, con “Ponti e castelli … di carta – Storia e destino del Ponte di Messina”.
“Con questa nuova edizione proseguiamo un percorso che negli anni ha costruito un pubblico attento e partecipe – osserva Michele Lodigiani, agronomo e già presidente di Confagricoltura Piacenza, coordinatore dell’iniziativa –. L’obiettivo è offrire occasioni di approfondimento su temi complessi, mettendo a disposizione competenze qualificate e mantenendo un collegamento concreto con il territorio e con le imprese agricole.”
Per partecipare è necessario prenotare contattando direttamente l’agriturismo che ospita la serata.

Nella foto, l'agronomo Michele Lodigiani.

Pubblicato il 7 aprile 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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