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Banca di Piacenza, 40 anni di Auguri Buona Pasqua con uno straordinario Mozart

LOrchestra Filarmonica Italiana e il Coro Polifonico Farnesian

Si è rinnovato anche nell’anno delle celebrazioni dei 90 anni di vita dell’Istituto di credito, la tradizione del Concerto di Pasqua della Banca di Piacenza, giunto al ragguardevole traguardo della 40ª edizione: una Basilica di San Giovanni in Canale gremita ha fatto da splendida cornice all’evento offerto alla comunità piacentina dall’Istituto di credito e nato nel 1987 da un’idea dell’indimenticato presidente Corrado Sforza Fogliani. Il concerto – dopo l’intervento di saluto del direttore commerciale Francesco Passera («Grazie a don Paolo Capra per l’ospitalità e a tutti gli artisti. Rinnoviamo la tradizione di questo appuntamento in un momento per noi ricco di significati dopo un percorso lungo 90 anni, che prosegue con fiducia, fatto di relazioni e vicinanza a persone e territorio») – è stato affidato, come sempre, alla direzione artistica del Gruppo strumentale Ciampi. Diretto dal maestro Camillo Mozzoni, è stato eseguito dall’Orchestra Filarmonica Italiana con la consueta partecipazione del Coro Polifonico Farnesiano (voci bianche e giovanili, dirette da Paola Gandolfi; e voci miste dirette da Alessandro Molinari); coro che quest’anno festeggia i 50 anni di vita. Voci soliste: Sachika Ito, Jihye Kim (contralto); Andrea Galli (tenore); Michele Gianquinto (basso). All’organo, Federico Perotti. Tutti applauditissimi, con bis finale del canto Alleluja da “Il Messia” di G. F. Haendel.

I cantanti solisti

Il programma proposto al numeroso pubblico (presenti, accolti dai componenti dell’Amministrazione e della Direzione della Banca, la massime autorità civili, militari e religiose) tutto all’insegna di Wolfgang Amadeus Mozart con l’Ave Verum Corpus K618 per coro di voci bianche e orchestra e con il Requiem in Re minore K626 per soli, coro misto, orchestra, così articolato: I. Introïtus – Requiem: Adagio – II. Kyrie: Allegro – III. Sequntia. Dies Irae: Allegro assai – IV. Tuba mirum: Andante – V: Rex tremendae: Grave – VI. Recordare: Andante – VII: Confutatis: Andante – VIII: Lacrimosa: Larghetto – IX. Offertorium Domine Jesu: Andante con moto – X. Hostias: Andante/ Andante con moto – XI. Sanctus: Agagio – XII. Benedictus: Andante/Allegro – XIII. Agnus Dei: Andante – XIV. Communio. Lux Aeterna: Andante solenne.

Il maestro Saltarelli: «Il Requiem brano supremo della storia della creatività umana»

Al termine del concerto abbiamo incontrato Claudio Saltarelli, presidente del Gruppo strumentale Ciampi a cui da sempre è affidata la direzione artistica dei concerti di Pasqua e Natale organizzati dalla Banca di Piacenza. «Nel 1987 – ricorda il maestro – su impulso e intuito dell’avv. Sforza Fogliani, allora presidente della Banca, e sollecitazione del maestro Giuseppe Zanaboni, musicista e compositore di vaglia, creatore del Gruppo Ciampi, divulgatore culturale di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, vennero creati due appuntamenti di straordinaria importanza per Piacenza: i concerti di Pasqua e Natale. Ciò avvenne con lo scopo di “regalare” alla città appuntamenti culturali che potessero adeguatamente sottolineare le due festività. Si è così contribuito a divulgare localmente innumerevoli pagine del repertorio più vario, lungo un percorso mai interrottosi».
Il poeta e librettista (oltre che commediografo e drammaturgo) piacentino sottolinea il ruolo della Banca, «a cui si deve dar merito di aver sostenuto caparbiamente i due eventi nel corso di ben 40 anni avendo, oltretutto, conseguito un primato: quello di aver proiettato la città, ancora una volta fra le prime in tutta la nazione, nella creazione di eventi culturali riferibili alle festività pasquali e natalizie. Una prassi oggi in voga in tutto il Paese. E grazie all’Istituto piacentino, Piacenza si è dotata di un apparato divulgativo culturale di primo piano, che nulla ha da invidiare a capoluoghi ben più importanti».
«In questi 40 anni di concerti, ne ho seguiti 37 e pensati 31, vale a dire che prosegue il maestro Saltarelli ho realizzato artisticamente 62 spettacoli sostenuti dall’Istituto di credito piacentino. Un traguardo ben più significativo per ambedue le realtà. E tutto ciò si inserisce in una collaborazione sempre proficua, connotata da reciproca stima, fra Banca di Piacenza e Gruppo Ciampi, legati a doppio filo da 70 anni di attività. Il fatto che questi 40 concerti coincidano con i 90 della fondazione della Banca, non poteva che fungere da input per realizzare qualcosa di speciale: il suggestivo e monumentale Requiem di Mozart». Il presidente del Ciampi conclude entrando nel merito del programma del concerto, che ha riscosso grande successo: «Il Requiem di Mozart è una fra le pagine più iconiche di tutti i tempi, brano immenso e supremo della storia della creatività umana, che tocca corde profonde del sentire. Reso, se possibile, ancor più conosciuto dalla famosa pellicola Amadeus di Milos Forman, fungendo praticamente da colonna sonora in moltissime occasioni».

Uno scorcio del numeroso pubblico presente

Nelle foto di Del Papa il concerto degli auguri di Pasqua della Banca di Piacenza.

Pubblicato il 31 marzo 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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