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«Prenderci cura di noi utilizzando il buonsenso»

Da sinistra Andrea Solari Graziano Tonelli e Ilaria Bertinelli

Un ciclo di conferenze su aspetti fondamentali della nostra vita: salute e benessere, visti nel loro evolversi nel corso dei secoli. Un progetto della “Scuola d’Arme Gens Innominabilis” di Castell’Arquato (un gruppo di persone unite dalla passione per la scherma storica medievale) sostenuto dalla Banca di Piacenza e presentato al PalabancaEventi da Graziano Tonelli (già direttore degli Archivi di Stato di Brescia, La Spezia, Parma e Pavia e studioso di storia), Ilaria Bertinelli (esperta di cucina salutistica) e Andrea Solari (docente di filosofia con la passione per l’olistica).

Il dott. Tonelli ha avuto parole di riconoscenza nei confronti della Banca «sempre sensibile e disponibile a investire nella cultura legata al territorio, in questo caso del Ducato di Parma e Piacenza» e ringraziato Gens con il suo presidente Ivan Irti, Comuni, associazioni e Pro loco che hanno collaborato al progetto. «I territori di cui parliamo – ha aggiunto – sono un crocevia di cultura nel nome della Via Francigena. Oltre agli aspetti storici, negli incontri che proponiamo andremo a evidenziare quei principi da proiettare nel futuro per un modello di sviluppo sostenibile».
Due i relatori, come accennato, che hanno fatto da apripista agli altri studiosi che interverranno negli incontri programmati tra marzo e settembre. Ilaria Bertinelli ha trattato di “cibo, benessere, prevenzione e sostenibilità” partendo da una storia personale che le ha cambiato l’esistenza «e che può essere la storia di tutti». Figlia di produttori di Parmigiano Reggiano, vita in campagna dove il cibo è sempre protagonista, la dott. Bertinelli ha raccontato come «da sera a mattina» si sia trovata in una dimensione che non conosceva: «A mia figlia di 6 anni hanno diagnosticato il diabete autoimmune e poi anche la celiachia. Questo vuol dire fare un’iniezione ogni volta che si porta la forchetta alla bocca. Questa cosa mi ha fatto capire il valore del cibo a tavola e ho deciso, io che di mestiere faccio l’interprete, di diventare chef per Gaia (e poi anche per Nicolò, l’altro mio figlio che ha gli stessi problemi), che è anche il titolo del mio libro, i cui proventi vanno in beneficenza. Non solo, abbiamo trasformato i pasti in un’occasione per dare il voto (espresso in cuoricini) alla mamma sui piatti preparati. Così i bambini non vedevano l’ora di mangiare, perché il momento era vissuto come un gioco. Il nostro dolore è diventato un’opportunità. Ho iniziato a tenere dei corsi, tra cui un master all’Alma di Colorno sulla cucina salutistica, e i medici mi chiamano negli ospedali. Il cibo non è una questione individuale ma di famiglia, di comunità e a tavola si mangia lo stesso piatto che fa bene a tutti. Non c’è un piatto per Gaia, il cibo deve essere sempre piacere, mai dolore. Dobbiamo prenderci cura di noi stessi scegliendo che cosa mangiare, sia per gestire un’eventuale malattia, sia per una questione di benessere e prevenzione. E che cosa ci deve guidare? Il buonsenso».

Il prof. Andrea Solari ha invece trattato di salute, cura e benessere nel tempo, osservando che «nel nostro territorio da sempre l’alimentazione è un elemento costitutivo della sua identità». Così come le acque termali, patrimonio di queste terre ed esempio della natura utilizzata come medicina. «Plinio il vecchio raccontava che a Veleia vivevano tanti centenari», ha proseguito il relatore ricordando il ruolo degli speziali nel medioevo. Il prof. Solari ha poi accennato alla terapeutica sapienziale (che consente una trasformazione interiore integrando corpo e mente) e alla sapienza «che mira all’equilibrio culturale dinamico tra uomo e natura», auspicando si torni alla spiritualità (che non significa religiosità). «Oggi – ha concluso – bisogna riportare la sfera irrazionale nella nostra esistenza, che non vuol dire parlare di superstizione».

IL CICLO DI INCONTRI

Sabato 14 marzo, ore 10.30, al Teatro Duse di Cortemaggiore: relatori Lara Comis (“Acqua e salute. L’esperienza termale a Veleia Romana”) e Andrea Solari (“L’utilizzo delle erbe officinali per ritrovare le radici del sapere antico”).

Sabato 11 aprile, ore 17.30, all’Abbazia di Castione Marchesi (Parma): relatori Massimo Galli (“Ospitalità e assistenza sulle vie del pellegrinaggio nell’area padana”) e Sergio Gatti (“Dall’arte dei lardaroli alle proprietà del prosciutto per una sana alimentazione”).

Venerdì 22 maggio, ore 17.30, al Magazzino 61 di Collecchio (Parma): relatori Graziano Tonelli (“Appunti di storia della medicina e del termalismo nel Ducato di Parma e Piacenza”) e Ilaria Bertinelli (“La dieta sostenibile per la salute dell’individuo e per l’ambiente”).

Domenica 21 giugno, ore 18, al Castello di Luzzano, Rovescala (Pavia): relatori Fabio Romanoni (“Una frontiera armata, la guerra tra Pavia e Piacenza nel Medioevo comunale: aspetti militari e assistenziali”) e Gloria Bolzoni (“Il vino nell’antichità, tra archeologia e antropologia”); conclude Giovannella Fugazza, proprietaria del Castello di Luzzano e dell’azienda vinicola.

Venerdì 11 settembre, ore 17.30, al Palazzo del Podestà di Castell’Arquato: relatori Valeria Poli (“Gestione e amministrazione delle acque nel Piacentino”), Gianmarco Rastelli (“Acque termali salsobromoiodiche e acque termali sulfuree: caratteristiche e indicazioni”), Samantha Torri (“I mulini medievali in Valdarda: storia e presente”); conclusioni: Luigi Bisi, presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, Alfredo Alessandrini, presidente delle Terme di Salsomaggiore.

Nella foto, da sinistra, Andrea Solari, Graziano Tonelli e Ilaria Bertinelli.

Pubblicato il 26 febbraio 2026

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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