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Patto più artistico che sentimentale tra Eleonora Duse e Gabriele d’Annunzio

Claudio Saltarelli e Matteo Prati 2 

Una relazione intensa e conflittuale quella tra Gabriele d’Annunzio ed Eleonora Duse rappresentata dallo scrittore e poeta piacentino Claudio Saltarelli nel volume “Amari incanti - Ghisolabella e Ariel” (BastogiLibri, Roma), dramma d’amore e di sensi in tre atti (che ha avuto l’onore della vetrina del Festival del libro di Parigi e un successo che ne ha reso necessaria la ristampa) presentato al PalabancaEventi (Sala Panini) per iniziativa della Banca di Piacenza. Sollecitato dalle domande del giornalista Matteo Prati, l’autore ha illustrato i contenuti della pubblicazione che racconta – per capitoli scenici e in prosa poetica – i dieci anni d’amore di due personaggi che hanno reso un enorme servizio culturale al Paese.

«Quello tra Duse e d’Annunzio – ha spiegato il maestro Saltarelli – è stato un sodalizio forse più artistico che sentimentale, un patto che puntava a conquistare la piazza di Parigi. Il libro segue un doppio binario: vi si narra quello che accade ai due grandi artisti, oltre che ai personaggi che ruotano loro attorno, e ciò che succede in Italia in quel periodo storico (primi del Novecento)». I due si conoscevano «per aver letto l’uno dell’altro», ha evidenziato l’autore, e si incontrarono per la prima volta nel 1894 in un salotto letterario di Venezia. La loro fu una coppia (di amanti, perché erano entrambi sposati) decisamente aperta: Ghisolabella o Ariel (questi i soprannomi con i quali il Vate amava chiamarla) era a sua volta l’amante di Arrigo Boito, mentre l’inquilino del Vittoriale aveva frequenti liaison con bellissime donne (Sarah Bernhardt, Lina Cavalieri, Lina Tomasetti, tanto per citare). «Nessuno dei due poteva ambire alla santità», ha scherzato il maestro Saltarelli, sottolineando come si usassero vicendevolmente: d’Annunzio con la Duse portò per primo il bacio in scena; lei nel 1916 fu una delle prime ad approdare al cinema (muto). Nel libro si racconta anche il poeta-soldato (e giornalista), con l’impresa di Fiume, il volo su Vienna, i rapporti con il figlio. Insomma, un’opera che va al cuore della letteratura, del teatro, dell’arte e della storia. Una pubblicazione che per raccontare tutto questo fa largo uso anche delle fotografie, con più di 100 pagine (delle 400) dedicate ad immagini originali dell’epoca pescate nel prezioso Fondo storico Saltarelli, di proprietà della famiglia dell’autore. E nella seconda parte dell’incontro il maestro Saltarelli ha commentato le immagini più significative contenute nel suo interessantissimo lavoro, che ha molto incuriosito i presenti.

Nella foto, Claudio Saltarelli e Matteo Prati. 

Pubblicato l'11 febbraio 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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