Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Al PalabancaEventi si presenta il nuovo libro di Valeria Poli

valeria poli


“Il patrimonio architettonico religioso di Piacenza” è il titolo del nuovo libro della prof. Valeria Poli che viene presentato lunedìm18 maggio alle ore 18 al PalabancaEventi d via Mazzini 14 a Piacenza. Il nuovo studio, pubblicato dalla casa editrice LIR (Libreria Internazionale Romagnosi), è un’indagine, condotta sul lungo periodo, del patrimonio architettonico religioso grazie ad un particolare osservatorio che si propone di chiarire il metodo applicato senza dar nulla per scontato. La scelta di focalizzare l’attenzione sulla storia dell’architettura religiosa, dopo averla analizzata sul versante simbolico e aver ricostruito i tempi e i modi della sua scomparsa e trasformazione, si sposta sul versante tipologico e stilistico. È stata a
nalizzata la storia dell’architettura religiosa, attraverso le categorie della tipologia e dello stile, operando una sintesi tra l’analisi diacronica e quella sincronica, in stretto legame con il sistema politico.

I contenuti del libro

La tipologia architettonica è una categoria di classificazione degli edifici basata sulle caratteristiche funzionali, organizzative e distributive. È, in estrema sintesi, il risultato del rapporto tra forma e funzione riconosciuto in quella precisa civiltà permettendo di considerare la produzione artistica come la forma della cultura del tempo. Lo stile nasce come la categoria scientifica, codificata nell’età dello Storicismo (dalla fine del XVIII secolo), che ci ha consegnato una narrazione per periodi caratterizzati da omogeneità contenutistica e formale. Lo studio ha un’impostazione interdisciplinare e tiene conto dei cambiamenti politici e religiosi. Il Romanico è quindi considerato come l’espressione dei liberi Comuni che testimoniano la rapida conquista del potere politico da parte del ceto borghese che si identifica nella produzione del Gotico. Il passaggio dal sistema politico signorile a quello del Principato inizialmente si identifica nel Rinascimento per poi evolvere nella ricerca dell’età della maniera in risposta ai dettami della riforma cattolica. La contrapposizione apparente tra il Barocco e il Classicismo è la testimonianza del consolidamento della situazione storico politica che viene messa in crisi alla fine della guerra di successione spagnola. Il nuovo assetto del nostro territorio inserisce il contesto locale nel sistema politico internazionale, dal periodo napoleonico all’esperienza Unitaria, che vede Piacenza Primogenita d’Italia, passando attraverso la ricerca Neoclassica e Romantica che documenta una notevole vitalità.

Le schede monografiche

Il testo, pur privilegiando una lettura tipologica, è corredato da schede monografiche che diventano occasione per dar conto di una lettura più tradizionale a partire dalle tappe di trasformazione dell’edificio per rispondere alle necessità liturgiche, ma anche al mutamento del gusto fino alla rilettura operata nell’età dei restauri
che coinvolgono soprattutto il patrimonio medioevale.

Nella foto, Valeria Poli autrice del nuovo libro “Il patrimonio architettonico religioso di Piacenza”.

Pubblicato il 15 maggio 2026

Ascolta l'audio

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

    Ascolta l'audio

    Conteggio articoli:
    5

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente