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La Banca di Piacenza ricorda Sforza Fogliani con la genesi di un capolavoro di Viganoni

quadro sacro cuore

La Banca di Piacenza ricorda Corrado Sforza Fogliani e lo fa giovedì 19 febbraio – giorno dell’onomastico – alle 18 al PalabancaEventi nella sala a lui dedicata, dove verrà raccontata la genesi del capolavoro dell’artista piacentino Carlo Maria Viganoni (1786-1839) “Adorazione del Sacro Cuore”, attualmente collocato nella chiesa Saint-Michel a Draguignan. Un’opera che a suo tempo aveva ricevuto l’attenzione del presidente Sforza Fogliani. All’evento, organizzato in collaborazione con la Fondazione Istituto Gazzola scuola d’arte, parteciperanno il sindaco della città francese Richard Strambio e il conservatore del Museo de Beaux Arts, Yohan Rimaud. Del pittore parleranno Antonio Iommelli, direttore dei Musei Civici di Palazzo Farnese e Alessandro Malinverni, direttore del Museo Gazzola. Oltre alla proiezione del filmato, verranno esposti il bozzetto e i disegni preparatori dell’olio su tela del Viganoni (artista a cui è dedicata una sala del PalabancaEventi); il tutto potrà essere ammirato anche venerdì 20 (dalle 16 alle 19) e sabato 21 febbraio (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19).
Ingresso con prenotazione ()

VISITE GUIDATENell’occasione la Banca di Piacenza organizza una serie di visite guidate. Ecco il programma.

Venerdì 20 febbraio, ore 17 Visita guidata al PalabancaEventi (via Mazzini 14) a cura di Laura Bonfanti.

Sabato 21 febbraio, ore 11 Visita guidata al Museo Gazzola (via Gazzola 9) a cura di Alessandro Malinverni; a seguire e con partenza alle ore 11,50 dal Museo Gazzola, visita guidata al PalabancaEventi a cura di Laura Bonfanti.

Ingresso con prenotazione (; 0523 542441; telefonare nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì, 9-13 / 15-17)

VISITA RISERVATA AI SOCI: Sabato 21 febbraio, alle ore 10, visita guidata, riservata ai soci della Banca, al Museo Gazzola a cura di Alessandro Malinverni; a seguire e con partenza alle ore 10,50 dal Museo Gazzola, visita guidata al PalabancaEventi a cura di Laura Bonfanti

Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili ().

Nella foto, il dipinto “L'Adorazione del Sacro Cuore”, dell'artista piacentino Carlo Maria Viganoni.

Pubblicato il 17 febbraio 2026

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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