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Il 17 maggio concerto benefico a Villa Caramello di Fontana Pradosa

concerto a villa caramello conferenza stampa

Un concerto benefico in omaggio della Marchesa Clementina Paveri Fontana. Domenica 17 maggio, alle 17.00, Villa Caramello aprirà le sue porte per il secondo appuntamento del DeAFestival, la rassegna proposta dall’Associazione DeA Donne e Arte con la direzione artistica del soprano Giovanna Beretta. Un evento reso possibile grazie al contributo del Comune di Castel San Giovanni e in collaborazione con la famiglia Paveri Fontana, proprietaria della splendida dimora in località Caramello, frazione di Fontana Pradosa.
“Per noi è motivo di grande orgoglio ospitare nella nostra città questo evento così prestigioso- ha sottolineato la sindaca di Castel San Giovanni Valentina Stragliati- Un concerto in una location d'eccezione, Villa Caramello, una perla non solo per Castel San Giovanni ma per tutta la Regione Emilia-Romagna, apprezzata per la sua bellezza ma anche per come è stata conservata nel tempo dalla famiglia Paveri Fontana che ringrazio di cuore anche per la destinazione benefica dell’iniziativa.

Ringrazio inoltre la presidente Giovanna Beretta, che si conferma cultrice di bellezza e ottima organizzatrice. Abbiamo già collaborato con DeA Donne e Arte e sappiamo bene che opera ad alto livello, proponendo eventi come quello del 17 maggio che uniscono in modo proficuo cultura, bellezza e solidarietà. E a questo proposito mi piace sottolineare il valore dell'Associazione Equivalgo APS, a cui andrà il ricavato del concerto, una realtà nata da poco ma già in evidenza per un grande attivismo nell’aiutare ragazzi e bambini con disabilità e le loro famiglie mettendo in campo tutta una serie di progettualità e di attività concrete che obiettivamente ancora mancavano in questo ambito. Infine grazie all’Associazione Amici di Fontana che si occuperà del rinfresco proposto dopo il concerto. Un bell’esempio di sinergia e fare squadra per far crescere insieme il territorio e dar valore alle sue eccellenze”. 

MUSICA E SOLIDARIETA’

Un omaggio nel solco del suo esempio: il secondo concerto in memoria di Clementina Paveri Fontana anche quest’anno ricorderà la passione e il talento della Marchesa, soprano con capacità e cuore, spesso promotrice di iniziative culturali con finalità umanitarie. “Mi fa molto piacere ricordare in questo modo la mia antenata, moglie del fratello di mio nonno -ha dichiarato il Marchese Luca Paveri Fontana in conferenza stampa- una persona che ha vissuto anche qui e che ha fatto sempre del bene, dedicando la sua arte, attraverso eventi benefici, soprattutto al sostegno e all’aiuto di bambini e anziani. Ecco perché ho posto come unica condizione per l’utilizzo della Villa, che il ricavato fosse interamente donato a scopo benefico”. 
Mozart, Handel, Vivaldi. Un repertorio barocco, affidato a bravissimi interpreti, porterà il pubblico nel settecento, il periodo in cui la Villa fu costruita così come la vediamo ora, con la firma prestigiosa di Ferdinando Galli Bibiena, esempio di stile e bellezza. E proprio la bellezza, nei tanti esempi che la provincia piacentina offre, è il filo conduttore del DeAFestival di cui il concerto a Villa Caramello fa parte, tra arte, musica, storia, archeologia e natura. Nove eventi in altrettanti, suggestivi, luoghi del territorio, per una valorizzazione autentica e un contributo significativo all’offerta culturale dei prossimi mesi.
Il programma musicale del concerto del 17 maggio sarà affidato al soprano Nino Jachvadze e al controtenore Danilo Pastore, accompagnati al pianoforte da Gaboon Ko. Giovani artisti già conosciuti a livello internazionale interpreteranno brani tra i più belli del repertorio barocco, lirico e sacro. 
Nino Jachvadze è nata a Tbilisi, in Georgia dove ha studiato canto lirico al Conservatorio statale. Nel 2025 è stata vincitrice del primo premio assoluto della sezione Musica sacra dell’8° Concorso Internazionale San Colombano. Danilo Pastore, nato a Torino, è fra le più apprezzate giovani voci italiane di controtenore, vocalità approfondita presso il Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara, dove si laurea a pieni voti in Canto rinascimentale e barocco. Laureato, summa cum laude, in Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa e in Scienze linguistiche, presso l’Università degli Studi di Torino, nel 2020 è stato vincitore del 3°Concorso Internazionale San Colombano. Gaboon Ko, nata in Corea, è laureata in pianoforte presso l'università Chugye di Seoul e con il massimo dei voti al Conservatorio G. Nicolini di Piacenza dove svolge attività di pianista accompagnatore nelle classi di canto. E’ laureata anche come maestro collaboratore e accompagnatore presso il Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria.


VILLA CARAMELLO

Architetto, scenografo decoratore, i segni dell’estro di Ferdinando Galli Bibiena si leggono in modo evidente anche a Villa Caramello, originariamente una rocca, nella frazione di Fontana Pradosa a Castel San Giovanni, quindi, nella prima metà del 700, una dimora signorile, un palazzo di grande fascino per volontà del Marchese Gaetano Paveri Fontana, della famiglia proprietaria da secoli di questo complesso. Il viale di oltre un chilometro, una grande peschiera, uno scalone sontuoso, ne fanno una delle residenze più ammirate della provincia di Piacenza. Le visite guidate, i concerti come quello del DeAFestival, l’hanno aperta al pubblico e, anche attraverso la musica, ne hanno fatto di nuovo sede di eventi culturali nello spirito della Marchesa Clementina Paveri Fontana. A lei, ella prima metà del ‘900, si deve l’idea di concerti a scopo benefico, molti dei quali proprio a Villa Caramello. 

PASSIONE PER L’ARTE

Clementina Paveri Fontana (1870–1957) origini genovesi, figlia unica ed erede della famiglia Sciallero-Carbone, merita di essere ricordata: giunse a Piacenza come sposa del Marchese Lodovico Paveri Fontana, sindaco e Podestà di Castel San Giovanni, presidente della Croce Rossa, della Cassa di Risparmio, del Consorzio Agrario e del Consiglio Provinciale di Piacenza, riferimento importante della vita pubblica e istituzionale del territorio. Al suo fianco Clementina non si limitò a svolgere ruolo di consorte, ma ben presto si mise in luce come figura di donna sensibile e colta, dotata anche di un talento particolare per la musica e il bel canto, che mise a disposizione di iniziative benefiche. Cantò nei principali teatri d’Italia, dedicandosi all’organizzazione di concerti ed eventi, con l’impegno a sostenere iniziative e progetti legati soprattutto all’infanzia. Un’attività filantropica con la quale la Marchesa Clementina anticipò il concetto di solidarietà, con un taglio già moderno e quantomai attuale.

INFO E PRENOTAZIONI

Il secondo concerto in ricordo della Marchesa Clementina Paveri Fontana, che si svolgerà domenica 17 maggio alle 17.00 a Villa Caramello di Castel San Giovanni, avrà anche il sostegno dell’Associazione Amici di Fontana che curerà l’aperitivo previsto al termine del momento musicale. Un’occasione per ammirare Villa Caramello in buona compagnia e in un contesto davvero esclusivo. 

La partecipazione al concerto, vista la finalità benefica, prevede un contributo minimo di 25 euro a persona e i posti sono limitati. Per questo si chiede la prenotazione al numero 331.1933482 (anche WhatsApp) oppure all’indirizzo mail .

Pubblicato il 7 maggio 2026

Nella foto, la conferenza stampa di presentazione del concerto a Villa Caramello di Fontana Pradosa; sono presenti, il sindaco Valentina Stragliati, il marchese Paveri, Giovanna Beretta, gli assessori Wendalina Cesario e Elena Galli, Antonella Amici e Laura Masiero dell’Associazione Equivalgo, Paola Grossi dell’Associazione Amici di Fontana.

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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