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ll cuore grande (e dolce) della parrocchia di San Vittore

Tanti i volontari impegnati, in cucina e non solo, alla festa della Besurica. La novità di quest’anno: le crepes alla nutella

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Quest’anno alla festa della parrocchia di San Vittore, alla Besurica (6-7-8 settembre), c’è stata una novità che ha riscosso particolarmente successo tra i più golosi: le ottime crepes fatte dai ragazzi della parrocchia, che hanno arricchito l’offerta culinaria proposta dai numerosi volontari coinvolti.
"L’idea di proporre questa novità ci è venuta un po’ per caso, un giorno chiacchierando tra di noi", racconta Giovanni Magnaschi, (17anni). "Abbiamo visto che acquistare due crepiere professionali non era un spesa eccessiva, anzi ci avrebbe permesso di ricavare un discreto guadagno per la parrocchia. Fino ad ora sembra che l’intuizione si sia rivelata vincente: ieri (sabato 7 settembre, per chi legge, ndr) abbiamo venduto ben 130 crepes!".
Se il ricavo è stato così soddisfacente, è sicuramente stato merito anche dell’impegno dei ragazzi...
Ce lo conferma Tommaso Battilocchi (19 anni): "Stasera (domenica scorsa, ndr) non ci siamo fermati un attimo! È circa dieci ore che sforniamo crepes senza fermarci!”. 
La stanchezza, dopo tre giorni di festa di quartiere, si fa sentire, ma prevale la gioia di stare insieme e la soddisfazione di fare qualcosa di utile per la comunità.

— Che significato ha per voi prestare servizio come volontari per la festa della parrocchia?
“Per noi vuol dire stare in compagnia! Poi ovviamente, veniamo anche per mangiare – risponde ridendo Alessio Frontini, 17 anni –. No, a parte gli scherzi, è un bel momento per prestare servizio alla comunità e alla realtà della parrocchia, che comunque noi viviamo quotidianamente”.

Questi giovani sono tutti molto attivi in parrocchia: "è da diversi anni ormai che lavoriamo alla festa - ci dice Gaia Parmigiani, 18 anni -. È uno dei tanti servizi che facciamo: infatti, siamo abbastanza impegnati anche con l’oratorio o col catechismo; C’è poi chi, la domenica, canta. Io ad esempio faccio parte dei chierichetti. È un modo per stare insieme e per crearsi degli amici, una comunità. Per me è come stare in famiglia.”

Nel “laboratorio” adibito alla realizzazione delle crepes, ognuno ha un ruolo ben preciso: chi sta ai fornelli, chi farcisce le crepes (con nutella o marmellata), chi dà il tocco finale con lo zucchero a velo e chi si occupa di consegnarle ai clienti.
Se ci si guarda intorno, nel grande piazzale adiacente alla chiesa che ospita la festa, è chiaro che ciascuno fa la sua parte: la “macchina” dei volontari è ben oliata e funziona a pieno regime.
Ci sono varie altre zone, oltre all’area crepes, dove si sfornano delizie a volontà: primi, patatine, gnocco fritto fatto dalle signore del quartiere (“Friggere è un’arte”, ci dicono). Un gruppo di ragazzi presidia una fila di griglie dove sfrigolano gli spiedini.

A farci da cicerone è il parroco don Franco Capelli: “La festa della Besurica è un momento molto tradizionale per la nostra comunità. Una cosa interessante riguarda il mondo del volontariato: sono davvero tante le persone che scelgono di mettersi a disposizione (quest’anno circa 70-80)”.
“Penso si sia creata una buona collaborazione tra giovani e adulti - prosegue don Capelli -. C’è chi sta alla cassa, chi si occupa della vendita di libri, i più piccoli sono addetti alla pulizia dei tavoli... Ognuno fa il suo, e si sta bene insieme. Naturalmente, la festa ci aiuta anche ad affrontare le problematiche economiche della parrocchia, come il pagamento dei debiti che abbiamo contratto per fare la piazza dove ci troviamo (v. foto)”.

“È un appuntamento molto sentito - conclude don Franco - che ormai coinvolge un bel po’ di gente: in tre giorni (che quest’anno purtroppo sono stati due a causa del maltempo), l’affluenza è stata di circa 1500 persone, e non solo dalla Besurica. La gente viene anche da fuori il quartiere, perché sa che qua si sta bene".

Laura Parmeggiani

Pubblicato il 19 settembre 2019

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