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«Dal business all'anima», ricerca su patrimonio e attività culturali della diocesi

Martedì 5 novembre la presentazione del lavoro di un'équipe di studenti dell'Università Cattolica

studentiUCbusiness

"Il patrimonio e le attività culturali della Diocesi di Piacenza-Bobbio": è il tema della ricerca che sarà presentata martedì 5 novembre alle ore 17.30 nell'aula 6 all'Università Cattolica di Piacenza (via Emilia Parmense, 84).
L'indagine, che rientra nel progetto pluriennale "Dal business all’anima: un ponte tra Chiesa e società civile", è stata condotta da 11 studenti dei corsi di Sociologia economica ed Economia applicata della Facoltà di Economia e Giurisprudenza sotto il coordinamento e la supervisione dei professori Barbara Barabaschi e Paolo Rizzi, nonché del responsabile dell’Ufficio Beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Piacenza-Bobbio Manuel Ferrari, di don Davide Maloberti, direttore dell'Ufficio comunicazioni della diocesi e del nostro settimanale, e del manager nel settore delle comunicazioni Giuseppe Borea.

La presentazione si apre con i saluti della preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza Annamaria Fellegara e del direettore del Dipartimento di Scienze giuridiche Antonio Giuseppe Chizzoniti.
Dopo l'introduzione a cura del dott. Borea, di don Maloberti e della prof.ssa Barabaschi sarà la volta della presentazione del rapporto "Le attività culturali della diocesi di Piacenza-Bobbio" a cura degli studenti Elena Biasi, Lorenzo Cavagna, Martina Cocomazzi, Luisana Mendoza, Marta Murelli, Giuseppe Nacci, Nicolò Stagnati e Francesco Vernazzani.
Seguirà la discussione con il direttore dell'Ufficio Beni culturali ecclesiastici Manuel Ferrari, la ricercatrice musicista e organizzatrice di eventi culturali Maddalena Scagnelli e l'esperto di economia della cultura Fabio Obertelli. Conclusioni a cura del docente di Economia applicata Paolo Rizzi.

L’équipe che si è mossa per il raggiungimento di un preciso obiettivo: “analizzare le attività che la Diocesi promuove in ambito culturale e individuare possibili azioni per valorizzare al meglio il patrimonio culturale, nonché consentirne la fruizione al più ampio numero di persone possibile, dentro e fuori dai confini della diocesi stessa – spiega la prof.ssa Barabaschi -. Attualmente il potenziale di tale patrimonio, quale veicolo di trasmissione della cultura religiosa, ma non solo, risulta sfruttato solo in parte. Per questo la diocesi si è aperta a nuove idee e collaborazioni, come quella con l’Università, per intercettare un pubblico sempre più ampio”.
“Gli studenti, in collaborazione con l’Ufficio Beni culturali, hanno esplorato la customer satisfaction dei partecipanti ad alcuni eventi culturali organizzati dalla diocesi, divulgando un questionario attraverso la cooperativa Cooltour. I dati raccolti hanno portato anche alla mappatura dei beni storico-artistici presenti nel territorio in cui opera la Diocesi” conclude la prof.ssa Barabaschi.

Dalla ricerca sono emersi dati utili a definire un modello di gestione del patrimonio culturale da promuovere anche all’esterno della diocesi e individuarne eventuali elementi di confronto e trasferibilità in altre realtà, così da stimolare una riflessione a livello nazionale.

Pubblicato il 4 novembre 2019

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