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Quando Gesù ci viene incontro

giovanniBattista

Giovanni Battista ha chinato il capo sul petto di Gesù e ha fatto esperienza di un amore appassionato, sentendosi a sua volta profondamente amato.
È l’esperienza che anche il Natale ci ha fatto vivere: questo bambino si è fatto carne ed è giunto in terra per amore, perché noi interessiamo a lui.
Dal vangelo di Giovanni ci giungono parole tenerissime.
Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: “Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele”.
Questo è il mistero dell’incarnazione: Adamo vedendo Dio andare verso di lui, ebbe paura e si nascose; l’Agnello invece scelse Giovanni che si lasciò trovare, senza fuggire.

 

Giovanni Battista riconobbe Gesù come colui che toglie il peccato del mondo.
Quando Gesù ci viene incontro in tanti modi, con l’Eucarestia e con la Parola, noi come reagiamo?
C’è ancora quell’uomo che fugge davanti all’amore assoluto che ci chiama per nome?
L’Agnello di Dio ci cerca per quello che siamo, sa quello che ci abita, ci viene incontro sui percorsi che stiamo vivendo, sia nel dubbio che nella certezza, sia nella paura che nel coraggio.
È fondamentale non scappare, ma lasciarsi attraversare dal mistero.
Chi si lascia guardare da Cristo, giorno dopo giorno cambia e ritrova la giusta posizione sul cammino della vita: la posizione di figlio.
Davanti alla realtà oggettiva di qualcuno che nella complessità di questa vita viene a noi proprio per quello che siamo, dobbiamo fare spazio nel cuore.
Gesù va verso Giovanni che media per lui.
C’è sempre una mediazione nella nostra vita. C’è sempre qualcuno che ci ha preso per mano, ci ha indicato una verità che ci rincuora, che interviene per noi permettendoci di seguire il nostro cammino personale e arrivare all’incontro più importante.
Com’è importante il ruolo di Giovanni!
Lasciamoci volgere, in questo nuovo anno che si apre, verso ciò che ci è veramente necessario per guardare in modo nuovo il mondo che ci circonda, senza pretese e senza falsi idoli.

Estratto dalla Lectio mattutina
di madre Maria Emmanuel Corradini,
abbadessa del Monastero benedettino di San Raimondo,
del 3 gennaio 2020, Gv 1,29-34

a cura di
Gaia Leonardi


Pubblicato l'8 gennaio 2020

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