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«Riportare i ragazzi in oratorio con proposte di qualità», il progetto di Corpus Domini e S. Franca

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Chi pensa all’oratorio come una realtà un po’ "vintage" e superata, o lo vede come un luogo dove nel fine settimana qualche papaboys si ritrova al massimo per una partita di calcetto, potrà ricredersi dopo aver letto questo articolo.
Sabato sera, in occasione della solennità di Don Giovanni Bosco, il centro educativo Cerchio rosso, a cui fanno capo sia la parrocchia del Corpus Domini che quella di Santa Franca Vergine Piacentina, ha organizzato una grande festa nel salone della chiesa di via Farnesiana: musica dal vivo, djset e street food hanno contribuito alla partecipazione di tanti giovani, e anche dei loro genitori, che hanno potuto passare una bella serata all’insegna del divertimento sano e sicuro.

image00004Il party del 1° febbraio scorso si colloca all’interno di un progetto più ampio, nato l’anno scorso da un’idea di Mattia Merli e Marco Salamoni (nella foto sopra, insieme ad alcuni ragazzi dell'Oratorio), educatori cresciuti nelle parrocchie Corpus Domini e Santa Franca, che hanno voluto proporre qualcosa di nuovo “attraverso un programma molto ricco e soprattutto grazie alla grande collaborazione di parroci, volontari e catechisti di entrambe le parrocchie”.

“Un sogno meraviglioso! Purchè giunga da qualche parte”, questo il titolo del progetto che quest’anno si ispira alla storia di "Alice nel Paese delle Meraviglie" (l’anno scorso era "Pinocchio"), propone un’ampia offerta di eventi ed incontri gratuiti: una volta al mese c’è una festa in parrocchia, rivolta principalmente a bambini e famiglie e animata dai ragazzi più grandi, e un incontro di formazione per gli animatori (dalla terza media ai primi anni di università); c’è poi un servizio di sostegno scolastico, dove animatori ed anziani del quartiere aiutano i più piccoli con lo studio; e poi laboratori di musica e teatro, in vista di un grande spettacolo di fine anno.
“Abbiamo ideato questo progetto - raccontano i coordinatori - perché crediamo che per far tornare i ragazzi in oratorio sia fondamentale fare proposte di qualità: è importante saper leggere la realtà di oggi e saper parlare ai giovani, che qua devono poter trovare un posto sicuro dove crescere, poter imparare cose nuove, e sviluppare le proprie qualità senza sentirsi giudicati”.

Anche don Alessandro Ponticelli, vicario parrocchiale del Corpus Domini, è entusiasta del progetto, “perché cerca di mettere insieme due realtà parrocchiali che da poco sono confluite nella medesima comunità pastorale, l’intento è quello di estenderlo col tempo anche alle altre parrocchie che sono ne fanno parte. I metodi classici, come l’invito alla messa domenicale, la preghiera in chiesa, oppure le processioni, fanno fatica ad essere la modalità per far incontrare l’uomo di oggi e il Signore. Anche per questo abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di Marco e Mattia, e ne siamo contenti perchè stiamo avendo un riscontro positivo".
Evidente la presenza nel quartiere di tante famiglie, anche straniere e quindi di religioni diverse tra loro. “È una cosa a cui abbiamo pensato - dice don Alessandro - e abbiamo aperto a tutti le porte dell’oratorio: il territorio della parrocchia non si ferma solo ai cristiani, ma raggruppa tutte le creature del Signore e il compito della parrocchia è quello di lanciare a tutti la parola del Vangelo.”

Pubblicato il 5 febbraio 2020

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