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Strumenti educativi per prevenire il disagio giovanile, incontro a La Ricerca

Venerdì 14 con il prof. Triani prosegue il percorso formativo in occasione dei 40 anni dell'associazione “La Ricerca”

IngressoLaRicerca

Educare alla vita. Restando al fianco e in ascolto dei nostri ragazzi. Questo il fondamento alla base di ogni azione di prevenzione al disagio giovanile. E su questo l’associazione “La Ricerca”, che al fianco dei giovani e delle loro famiglie opera da sempre, prosegue il percorso di confronti con il territorio voluto in occasione del suo quarantesimo di fondazione.

Dopo l’incontro con don Giuseppe Dossetti, presidente del Ceis di Reggio Emilia, venerdì 14 febbraio sarà la volta del prof. Pier Paolo Triani.
Il docente di Pedagogia generale alla Facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica di Piacenza (e supervisore dei Servizi Educativi della “Ricerca”) si concentrerà sull’aspetto educativo dei percorsi di recupero e dei progetti di prevenzione del disagio: “La preoccupazione educativa è sempre al centro dei nostri servizi che si propongono di formare, coltivare progetti di vita, ieri come oggi. Ma di cosa abbiamo bisogno per costruire un’identità, quale orientamento, quali strumenti, quali responsabilità dobbiamo assumerci?”.
Questa volta l’occasione di confronto è rivolta in particolare a chi ricopre ruoli educativi: genitori, ma anche insegnanti, operatori sociali, allenatori di squadre sportive giovanili.
L'incontro ha inizio alle ore 20.30 nella sede dell'Associazione La Ricerca (Piacenza, stradone Farnese 96).

Il percorso formativo proposto da “La Ricerca” si sviluppa in tre fasi: confronto con personalità di spicco dal punto di vista sociale, culturale, spirituale, seguita da una fase di analisi della realtà centrata sulla lettura attenta dei bisogni, delle emergenze delle persone (adolescenti, giovani, adulti, famiglie) e infine l’elaborazione di progetti.
“Cercheremo di mettere a frutto le idee, i valori, quel che emerge dall’analisi dei bisogni - affermano gli organizzatori degli incontri -. Cercheremo di essere generativi, cioè di dare corpo alle idee e ai valori che ci costituiscono, esplorando nuove strade e assumendo anche modi diversi di operare”.

Nella prima tappa di questo lungo “viaggio”, il 31 gennaio, don Giuseppe Dossetti ha ripercorso la propria storia a fianco di soggetti fragili e tossicodipendenti, offrendo preziosi spunti di riflessioni per interpretare al meglio un presente complesso e in costante mutamento.
“Non diamo la colpa alle famiglie se i figli si drogano, sono coinvolte nella sofferenza, devono essere aiutate a diventare una risorsa - ha affermato nel corso del suo interessante intervento -. C’è un senso di solitudine diffuso perché stiamo perdendo la capacità di comunicare. Bisogna educare alla comunicazione vera, che nulla ha a che vedere con surrogati come i social”.
"Oggi uno dei valori educativi fondamentali da recuperare è quello dell’accettazione del limite - ha rilevato il responsabile del Ceis di Reggio Emilia -: la nostra società “dipendente” è infatti incapace di far suo questo concetto. A chi è in difficoltà proponiamo la solidarietà, la comunicazione, il sentirsi parte importante di un tutto. Decisivo è anche il ruolo della cultura, che permette di portare le persone alla ricerca di piaceri più nobili, come la spiritualità”.

Pubblicato l'11 febbraio 2020

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