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Perché gli Esercizi spirituali in parrocchia

Al Preziosissimo Sangue il 27 e 28 febbraio con don Mauro Stabellini

prezio

Anche la parrocchia ha bisogno di fare degli esercizi spirituali. Lo ha pensato, insieme al Consiglio pastorale, don Paolo Cignatta, parroco del Preziosissimo Sangue e San Corrado a Piacenza.
L'iniziativa si svolgerà, nella chiesa del Preziosissimo in via Zanella, giovedì 27 e venerdì 28 febbraio, con una meditazione alle 7 del mattino, una seconda alle 18 e la celebrazione eucaristica alle 18.30. A guidare gli incontri, don Mauro Stabellini.

Don Paolo, perché fare gli esercizi spirituali in parrocchia?
Gli esercizi spirituali nella vita di tutti i giorni tentano di offrire a tutti gli adulti interessati la possibilità di misurarsi con un tempo di riflessione e di preghiera tenendo conto delle diverse condizioni di vita, delle diverse situazioni personali, sociali e storiche. Essi infatti non si svolgono in un ritiro chiuso ma nella vita quotidiana, di tutti i giorni.

Su cosa si rifletterà?
Il tema degli esercizi sarà sul brano del cieco nato, brano guida della Quaresima diocesana; è quindi un percorso di riscoperta del proprio battesimo e della propria vita di fede. Saranno predicati da don Mauro Stabellini, sacerdote e teologo.

Don Paolo, lei, oltre ad essere parroco, è anche vicario episcopale per il coordinamento degli Uffici pastorali della diocesi. Come sarà il futuro per le nostre parrocchie?
Non siamo alla fine della forma comunitaria che la parrocchia esprime, siamo dentro una trasformazione, anzi oserei dire che le parrocchie diventeranno più grandi e forti in futuro... forse siamo alla fine dell’assunto: un campanile, un parroco, una parrocchia, questo sì, ma la parrocchia, intesa come Comunità di Comunità, è viva e vivrà a lungo in questa nuova forma.

Molte diocesi in Italia, come a Piacenza, stanno elaborando progetti di cambiamento (Unità, Comunità Pastorali...). Dove si sta andando? Ci sono già dei risultati?
Tutte le diocesi del nord Italia stanno misurandosi con una riforma del tessuto ecclesiale, tutte stanno andando nella stessa direzione, ovviamente con accenti differenti... questo è confortante, non siamo soli nello sforzo di ridire la presenza della Chiesa sul territorio e ritrovare la forza di un annuncio del Vangelo più adeguato ai nostri giorni. Certo le fatiche non mancano, sono secoli che di fatto viviamo il darsi della pastorale nella modalità consueta.
Credo che chiunque si metta veramente in ascolto del nostro tempo e del nostro porci come Chiesa dentro questo tempo non possa non comprendere la necessità del cambiamento.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 18 febbraio 2020

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