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Pasqua, il Vescovo celebra in streaming

 

pasqua

Pubblichiamo il documento a firma del vescovo del vescovo mons. Gianni Ambrosio sulle celebrazioni nella Settimana Santa. Il testo integrale è pubblicato sul sito www.ilnuovogiornale.it e della diocesi www.diocesipiacenzabobbio.org.

“Viene il giorno,il tuo giorno, in cui tutto rifiorisce; rallegriamoci in esso, per esso siamo stati riportati alla grazia”.
 

Carissimi presbiteri e diaconi, consacrate e consacrati, e fedeli tutti,
vi raggiungo, assieme al Vicario Generale, con queste parole di speranza prese dall’inno quaresimale delle Lodi “Iam, Christe, Sol iustitiae”, come viene cantato nei nostri monasteri.
Viene il giorno, il tuo giorno, in cui tutto rifiorisce! Senza questa fiduciosa speranza, nella triste e dolorosa circostanza che stiamo vivendo, non riusciamo ad affrontare le nostre ansie e paure, a partecipare con la preghiera alle sofferenze di tanti malati, negli ospedali e nelle case, a piangere con chi piange, a portare un poco di conforto e di consolazione con una parola, un gesto di carità, a condividere con ammirazione, gratitudine e preghiera le fatiche di coloro che vivono “in prima linea”, in particolare gli operatori del mondo sanitario, per la loro dedizione e testimonianza.
Viene il giorno, il tuo giorno, la tua Pasqua! Viene per noi, nella nostra vita, per tutti. Viene nelle celebrazioni della Chiesa universale, in comunione con papa Francesco che ci sta confermando nella fede; in comunione con tutte le Chiese in tutto il mondo!
Viene il giorno, il tuo giorno, la tua Pasqua! Nelle nostre celebrazioni che quest’anno saranno obbligatoriamente diverse da come eravamo abituati e da come già avevamo programmato di vivere insieme alle nostre comunità.
Noi presbiteri e diaconi non potremo ritrovarci per la Messa Crismale insieme al Vescovo, a rinnovare le nostre promesse sacerdotali, e portare nelle nostre Comunità il sacro Crisma e i santi Oli. Ci incontreremo in altra data.
Anche il Sacro Triduo sarà celebrato in modo straordinariamente diverso perché non potremo riunirci in Assemblea.
In queste settimane abbiamo già sperimentato il conforto e l’aiuto che ci hanno fornito i mezzi di comunicazione sociale. La nostra Segreteria Pastorale ci ha offerto e ci offre sussidi preziosi. Il Vescovo ci accompagna con celebrazioni, preghiere e gesti di condivisione. Ma quante belle testimonianze arrivano da voi, presbiteri e diaconi, dalle vostre comunità, dalle case, divenute “chiese domestiche”, dai ministri della Santa Comunione, catechisti/e, educatori, dai piccoli e dai poveri!
Così, in tanti modi, abbiamo custodito nel cuore il desiderio della comunità e soprattutto il desiderio della celebrazione eucaristica domenicale, di cui tutti avvertiamo la mancanza.
Vorremmo perciò vivere i giorni della “Settimana santa” e in particolare del Triduo Pasquale nella comunione (“koinonía”) dello Spirito Santo che ci assicura la partecipazione alla vita divina non solo singolarmente ma anche in modo comunitario, esprimendo nello stesso tempo il legame con il Vescovo e con il presbiterio delle nostre Comunità pastorali, e il legame “domestico” della famiglia; come pure il legame fraterno con chi è ammalato e solo.
Scopriamo con stupore che il Signore è vivo e all’opera in mezzo a noi con il suo Spirito che crea rinnovata comunione, perdono, carità, fraternità.
Ricordiamo i defunti, in particolare i nostri preti. Riconosciamoci capaci di ascoltare il grido di dolore di tanti fratelli e sorelle ammalati che in questi giorni stanno combattendo contro questa epidemia, ed anche quello di coloro che hanno perduto i loro cari e cercano consolazione e conforto.

La Settimana Santa

1. Indicazioni generali

Facendo nostre le indicazioni della Congregazione per il culto divino e della Conferenza episcopale italiana, in comunione con i Vescovi e le chiese dell’Emilia Romagna, e accolti i suggerimenti del popolo di Dio attraverso la voce dei nostri Uffici pastorali, si danno queste indicazioni e si stabiliscono queste direttive. Attraverso l’osservanza di queste direttive, desideriamo manifestare la premura verso il popolo di Dio che ci è affidato.

- Il Vescovo celebra la Settimana Santa e il Triduo pasquale (se possibile, per motivi di trasmissione) in Cattedrale; altrimenti nella cappella vescovile. Per offrire ai fedeli la possibilità di unirsi in preghiera, le celebrazioni liturgiche saranno teletrasmesse (streaming e/o Telelibertà). Per quanto possibile, gli orari, indicati più avanti, sono stati scelti per non sovrapporci alle celebrazioni del Santo Padre, che saranno teletrasmesse.

- Per la celebrazione del mistero pasquale nelle case. La Segreteria per la Pastorale prepara e diffonde attraverso il sito della diocesi una sussidiazione per la celebrazione nelle case della Domenica delle Palme, della Settimana Santa e del Triduo: del Giovedì santo, del Venerdì santo, della Veglia Pasquale e della Domenica di Pasqua.

L’Ufficio catechistico offrirà alcune indicazioni e proposte per una catechesi “in famiglia” per i bambini e ragazzi nella Settimana Santa.
Anche per l’Ottava di Pasqua sarà predisposto un sussidio per la preghiera quotidiana personale. L’emergenza di questi giorni può rappresentare l’occasione per apprendere uno stile di preghiera in famiglia, tra genitori e figli, sperimentando la responsabilità battesimale nella gioia di essere “chiesa domestica”.

- Nelle Comunità pastorali e nelle parrocchie la messa della Domenica delle Palme, la Messa nella cena del Signore, la celebrazione della Passione del Signore, la Veglia pasquale e la Messa della Pasqua di Resurrezione avvengono tutte in assenza di popolo e a porte chiuse.

Nell’osservanza delle misure richieste e per garantire un minimo di dignità alla celebrazione, accanto al celebrante sia assicurata la partecipazione di un diacono (se possibile), di un ministrante, oltre che di un lettore, un cantore, un organista e, eventualmente, un operatore per la trasmissione via web.

- Le chiese, secondo le disposizioni dell’autorità, al di fuori delle celebrazioni rimangono aperte garantendo tutte le misure necessarie previste a evitare assembramenti e contatti tra le persone. Non si organizzino perciò celebrazioni della penitenza, adorazioni eucaristiche, adorazioni della Croce o Via Crucis.

- Ogni Parroco è invitato a celebrare nella propria chiesa parrocchiale. I Moderatori delle Comunità pastorali decidano in quale chiesa celebrare, evitando la duplicazione delle celebrazioni. Si ricorda che non è possibile spostarsi da una comunità all’altra. Il Ministero dell’Interno, ad una domanda della CEI, ha risposto: “le misure disposte per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica comportano le limitazioni di diversi diritti costituzionali, primo fra tutti la libertà di movimento, interessando anche l’esercizio delle attività di culto”.

- Le comunità pastorali possono celebrare il triduo pasquale nelle proprie case. Nelle comunità religiose femminili e nei monasteri si celebri con il proprio cappellano.

2. Indicazioni particolari

- La Domenica delle Palme. Il Vescovo celebrerà la Messa alle ore 11 (teletrasmessa). Sarà benedetto l’ulivo e la benedizione si estenderà a tutte le case ove vi sarà il ramo di ulivo o, in mancanza dell’ulivo, una pianta. È prescritto, nel Decreto della Congregazione per il culto divino, che non si devono benedire né distribuire i rami di ulivo nelle altre chiese.

- La Messa Crismale viene rinviata a una data successiva. Il Vescovo farà pervenire ai presbiteri un suo messaggio.

- La Messa nella Cena del Signore. Il Vescovo celebrerà alle ore 17 (streaming). Nelle parrocchie si celebra osservando tutte le disposizioni su esposte (in particolare: assenza di popolo e a porte chiuse). Al termine non viene fatta la processione e il Santissimo viene riposto nel tabernacolo. È omessa la lavanda dei piedi.

Il Vescovo invita in particolare i sacerdoti (ma non solo) a un’ora di adorazione alla sera del Giovedì Santo, in cui pregare per i sacerdoti vivi e defunti, per le necessità della nostra chiesa e del nostro presbiterio, per il bene delle nostre comunità e del mondo intero.  

- Il Venerdì santo: la celebrazione della Passione del Signore. Il Vescovo celebra alle ore 17 (streaming).

Nelle parrocchie l’atto di adorazione alla Croce mediante il bacio sia limitato al solo celebrante. Nella preghiera universale si aggiunga nell’intenzione per i tribolati la liberazione dalla pandemia; si allega il testo fornito dalla CEI: “Preghiamo, fratelli carissimi, Dio Padre onnipotente, perché liberi il mondo dalle sofferenze del tempo presente: allontani la pandemia, scacci la fame, doni la pace, estingua l’odio e la violenza, conceda salute agli ammalati, forza e sostegno agli operatori sanitari, speranza e conforto alle famiglie, salvezza eterna a coloro che sono morti”.

Al di fuori delle celebrazioni si può lasciare esposto nelle chiese il Crocifisso, evitando con cura la pratica devozionale del bacio.
Alle ore 21 il Papa terrà la Via Crucis sul sagrato della Basilica di san Pietro (teletrasmessa).

- La Veglia Pasquale. Nella veglia pasquale non sarà possibile amministrare i Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana ai catecumeni che hanno intrapreso il cammino verso il Battesimo. In accordo con gli accompagnatori e i parroci il Servizio diocesano per il Catecumenato comunica che, se la situazione lo permetterà, i Sacramenti saranno amministrati in occasione della Veglia di Pentecoste, al compimento della Pasqua, come da indicazioni del Servizio nazionale per il Catecumenato.
Alle ore 21 il Vescovo celebra la Veglia (streaming).

Nelle chiese parrocchiali per la liturgia battesimale, si mantenga solo il rinnovo delle promesse battesimali.

- Domenica di Pasqua: il Vescovo celebra alle ore 11 (streaming e Telelibertà). Nelle parrocchie si celebri osservando tutte le indicazioni predette. Non sono consentite le duplicazioni delle messe.

Situazioni particolari

1. La confessione pasquale. Per l’impossibilità di celebrare il sacramento della penitenza, salvo eccezioni, ma con la responsabile prudenza legata all’emergenza sanitaria, si ricordi quanto la Chiesa insegna: quando si è sinceramente pentiti dei propri peccati, ci si propone con gioia di camminare nuovamente nel Vangelo e, per un’impossibilità fisica o morale, non ci si può confessare e ricevere l’assoluzione, si è già realmente e pienamente riconciliati con il Signore e con la Chiesa (cf. Cat. Chiesa Cattolica, nn. 1451-1452).

Pertanto, a misura della sincerità del pentimento e del proponimento, nell’intimità con il Signore si faccia un atto di profonda contrizione e si scelga un gesto di penitenza che in qualche modo ripari al male commesso e rafforzi la volontà di servire il Signore. Non appena venga meno quell’impossibilità, si cerchi comunque un confessore per la confessione e l’assoluzione. L’impossibilità di celebrare il sacramento non impedisce alla misericordia infinita di Dio di raggiungere, perdonare, salvare ogni suo figlio, ogni sua figlia.

A seguito della Nota pubblicata dalla Penitenzieria apostolica il 19 marzo 2020 contenente norme per l’assoluzione generale, il Vescovo dispone, come stabilito nel Decreto inviato il 25 marzo scorso, che l’assoluzione generale possa essere data nelle Case di riposo, previo accordo con i responsabili delle stesse. I cappellani, o i parroci delle parrocchie in cui sono presenti le strutture, valutino le necessità e le reali possibilità di intervento (ne diano comunicazione alla segretaria vescovile).

2. Le Messe di prima Comunione e della Cresima
Non si possono celebrare le prime comunioni e le cresime nei prossimi mesi, fino a quando non ci verrà comunicata la data. L’Ufficio catechistico nazionale suggerisce di rinviare dopo la pausa estiva. Accogliamo l’invito.

3. Giornata Mondiale Gioventù. Pur non essendo stato previsto nessun momento specifico in diocesi, il Servizio diocesano per la Pastorale giovanile vocazionale comunicherà un’iniziativa sviluppata a partire dal messaggio del Papa per la GMG 2020.

4. Grest. In questo momento risulta difficile prevedere se sarà possibile riprendere qualche attività pastorale. Attendiamo pensando eventualmente ad altre forme di contatto e di formazione per non perdere il legame educativo con i nostri giovani.      

5. Fondo di solidarietà. Come in altre occasioni di emergenza invitiamo i fedeli a esprimere solidarietà attraverso un fondo per il sostegno delle iniziative della Caritas e in particolare per le famiglie in difficoltà e per chi perde il lavoro a causa dell’epidemia. Riferimenti: vedere il sito della Caritas di Piacenza-Bobbio.  

“Dies venit, dies venit, dies tua, per quam reflorent omnia, laetamur in hac ut tuae per hanc reducti gratiae”
Carissimi fratelli e sorelle, presbiteri e diaconi, consacrate e consacrati, facciamo nostre le parole di papa Francesco: “abbracciamo il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza”. Questa pandemia sia per tutti un’occasione di fermarci, non solo perché costretti, ma perché invitati dal Signore a stare davanti a Lui, a riconoscere che Lui, proprio ora, ci viene incontro in mezzo alla tempesta proponendoci un rinnovato rapporto con Lui che è senz’altro capace di arrestare la pandemia come ha calmato il vento, ma che soprattutto ci rinnova il dono della sua presenza amica, che sconfigge la nostra fragilità piena di timore: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”.
In questo momento in cui è imposto ai nostri fedeli di rinunciare all’Eucaristia comunitaria, quanto dobbiamo sentirci responsabili verso tutti e in comunione con tutti, noi preti che possiamo continuare a celebrare!
“Viene il giorno, il tuo giorno, la tua Pasqua, in cui tutto rifiorisce!
Rallegriamoci in esso, per esso siamo stati riportati alla grazia”.
La nostra “Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra” ci mostri Gesù che ci conforta, ci benedice e ci salva. E se pur in modi diversi dal solito accogliamo con fiducia e con gioia l’annuncio pasquale: “Cristo Signore è risorto!” Buona e Santa Pasqua!

Nella foto, Il Vescovo alla veglia pasquale in Cattedrale nel 2019 (foto Pagani)

Pubblicato il 31 marzo 2020

† Gianni Ambrosio

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