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Pastore Tedoldi: «tante le reti che ci possono intrappolare»

celebrazione San Raimondo

“Scambio di ambone”. Così ha spiegato mons. Luigi Chiesa il momento vissuto insieme al Pastore della comunità evangelico-metodista di Piacenza-Cremona, Nicola Tedoldi, il 24 gennaio, nella chiesa di San Raimondo a Piacenza.
”L’ambone è il luogo dove viene proclamata la parola di Dio - ha aggiunto mons. Chiesa - e questa mattina al Pastore affidiamo la predicazione sul Vangelo nell’omelia, poi mi recherò nella chiesa metodista di via san Giuliano a Piacenza a fare lo stesso. Ciò significa che vogliamo essere uniti dalla parola di Gesù”.

Anche l’Abbadessa delle Benedettine di San Raimondo, Madre Emmanuel Corradini, ha voluto, nell’introduzione alla messa, salutare il pastore Tedoldi e sottolineare come in questa settimana di preghiera e, più che mai, in questo tempo di avversità la Parola di Dio è fonte di unità.

Portando il saluto della chiesa evangelico-metodista, il Pastore Nicola Tedoldi ha commentato il Vangelo di Marco in cui Gesù incontra i primi suoi discepoli: Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni.

Operare il bene seguendo Gesù
“Il primo messaggio di Dio attraverso Gesù - ha affermato il Pastore - è che lui ci sceglie la dove siamo e non c’è bisogno di luoghi particolari. L’incontro avviene in un luogo di lavoro lungo le sponde del lago di Tiberiade dove i primi discepoli svolgevano l’attività di pescatori. Si tratta di persone normali che vivevano con le loro famiglie, inseriti nel contesto sociale della Galilea. Invece di Gesù non si sa ancora nulla; quell’uomo che passeggia sulle sponde del lago è un perfetto sconosciuto, ma nel suo camminare Gesù vede quel gruppo di pescatori con uno sguardo che penetra profondamente”.
“Il lavoro del pescatore - ha proseguito Tedoldi - necessita anche riannodare i lacci strappati della rete, è un mestiere che richiede attenzione e Gesù sceglie dei pescatori per operare con lui”. “Oggi sono tante le reti - ha sottolineato il Pastore - che ci possono intrappolare: la stessa rete di internet, poi quella di ogni violenza in genere, quella delle mafie e così via”.
Per il ministro evangelico è dunque importante operare il bene prima di finire nella rete sbagliata; seguire Gesù per ogni cristiano è un appello per stare nella grazia che dà salvezza.                                                                    

Al termine della celebrazione mons. Chiesa ha ringraziato il Pastore Tedoldi per aver proclamato l’omelia, affermando che questi segni così semplici di preghiera comune possono diventare una traccia per un cammino insieme.

R.T.

Pubblicato il 24 gennaio 2021

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