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Mons. Cevolotto in visita alla Casa di Iris

iris

Accompagnato dal Vicario generale mons. Luigi Chiesa, assistente spirituale della struttura, il Vescovo ha portato il suo conforto agli ospiti e ai familiari presenti, soffermandosi sul valore del lavoro svolto dal personale della struttura.
«Il vostro
ha sottolineato il Vescovo è un apporto fondamentale non solo dal punto di vista del funzionamento della struttura, ma soprattutto per garantire quella professionalità e umanità che sono pietre preziose nei momenti difficili in cui si affronta la malattia».
Un lavoro quotidiano svolto con abnegazione da infermieri, medici, operatori sanitari, medici della rete di cure palliative e, non ultimo, dai volontari che
fin dal primo giorno sono parte integrante della vita degli ospiti e lo restano anche dopo per le famiglie. «Il segno dell’apprezzamento per il nostro lavoro – ha spiegato Sergio Fuochi, presidente della Fondazione “La Casa di Iris” è il sostegno che le famiglie degli ospiti continuano a farci pervenire negli anni. I nostri album dei ricordi, con le lettere di ospiti e dei loro parenti, aumentano di anno in anno e sono diventati un patrimonio umano che ci aiuta ad affrontare con sempre maggiore determinazione il nostro cammino».
Il Vescovo
che per ragioni legate alle restrizioni per la pandemia ha effettuato la visita dall’esterno, camminando nel giardino che circonda l’Hospice e salutando alcuni ospiti dalle finestre - si è soffermato insieme al direttore sanitario della struttura, la dottoressa Giovanna Albini – sull’organizzazione e sul percorso che ha portato ai risultati odierni.
«E’ stato un cammino in salita –
ha ricordato Albini – soprattutto all’inizio per far superare la diffidenza nei confronti di
una struttura non sempre compresa fino in fondo. Il tempo ci ha aiutato, entrando sempre più nel cuore delle famiglie piacentine, che non si sono sentite abbandonate nel momento più difficile della vita e hanno trovato un caldo riparo per lenire la loro sofferenza». E la visita del Vescovo, alla vigilia della seconda Pasqua più difficile, è stato un segnale di speranza e di motivazione cui aggrapparsi in questo momento di spaesamento e di grande stanchezza emotiva per tutti.

Pubblicato il 3 aprile 2021

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