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Immigrati: in testa gli ortodossi

Una ricerca sulle religioni in Emilia Romagna

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Lungo la via Emilia il 47,5% dei cittadini stranieri è a vario titolo cristiano - 253mila persone, di cui 158mila cristiani ortodossi, 95mila cristiani cattolici - mentre il 38,9% è musulmano (182mila persone).
Il dato emerge dalla ricerca “I monoteismi in Emilia Romagna” (scaricabile qui), la prima mappatura dei luoghi di culto e delle comunità religiose monoteiste (ebraismo, cristianesimo ortodosso e Islam) realizzate dalla Regione in collaborazione con l’Università di Bologna e l’Osservatorio per il Pluralismo religioso.

Modesta, anche se storicamente e culturalmente radicata, è la presenza ebraica.
Da Piacenza a Rimini sono attive quattro comunità ebraiche (Bologna, Ferrara, Modena e Parma) mentre 37 altri luoghi parlano di storia e vita ebraica (sinagoghe, cimiteri).

Per quanto riguarda i cristiano ortodossi, si segnalano 65 realtà di cui 41 comunità aventi chiese stabili, suddivise fra Patriarcati e Chiese di appartenenza. La comunità ortodossa è quella che, a seguito dell’immigrazione (soprattutto femminile) dall’Est, ha conosciuto la maggior crescita negli ultimi vent’anni.
La diocesi ortodossa romena, in particolare, ha una significativa presenza sul territorio regionale di ben 25 luoghi di preghiera, a differenza di Patriarcati come quello di Mosca (13) o di Costantinopoli (7) che possono vantare una presenza sul territorio più contenuta, ma in molti casi più stabile e di lunga durata.
Le Chiese ortodosse sono anche quelle più giovani sia per quel che riguarda i sacerdoti (il 60% ha meno di 50 anni), sia per i fedeli (45 anni la media).

Sono 174 infine i luoghi di culto islamici in Emilia Romagna, due in meno rispetto a due anni fa.

Pubblicato il 24 aprile 2018

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