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L'Eclissi del per sempre

L'Eclissi del per sempre

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Una diffusa incapacità di fare scelte definitive. E l’adolescenza si allunga

“Cosa differenzia l’adulto dall’adolescente? La capacità di fare scelte che determinano la vita. All’adolescente perdoniamo il suo essere incerto, incompiuto. Oggi questa incertezza viene trascinata lungo l’età adulta sotto la falsa idea che quando fai scelte stabili ti perdi tutto il resto”. Marco Scarmagnani incontra tante coppie di fidanzati e di sposi nei suoi incontri in giro per l’Italia. Consulente familiare e formatore - è stato anche a Piacenza alla “Grande Festa della Famiglia” e di recente a Podenzano - ha osato dedicare un libro proprio alla sfida del “Per sempre”. E non per via delle sue origini veronesi: nella città di Giulietta e Romeo, la percentuale di divorzi è vicina al 50%, “dati da vera emergenza sociale”, dice.

La crescente fragilità delle coppie è riflesso di una “eclissi del per sempre” che ormai permea la coscienza sociale. “La tendenza – riflette Scarmagnani - nasce dal crollo dei valori definitivi iniziato nel secolo scorso: se non ci sono valori assoluti ma tutto è relativo, la mia vita è correre dietro a ciò che mi conviene di più o che sembra che mi convenga di più. Senza neanche la saggezza di riconoscere che nel momento in cui faccio scelte definitive quelle sono una espansione della mia libertà, non una deprivazione. Una scelta definitiva non vuol dire una scelta rigida. È l’esatto contrario: vuol dire dover scegliere ogni giorno, perciò approfondire sempre più la relazione”.

MATRIMONI NULLI PER IMMATURITÀ. L’esclusione dell’indissolubilità – ovvero ci si sposa, ma lasciandosi come via di fuga un eventuale divorzio – è un capo di nullità in crescita analizzando i dati dell’attività del Tribunale ecclesiastico regionale riferiti al 2015, che sono stati presentati nei giorni scorsi all’inaugurazione dell’anno giudiziario: ricorre 41 volte nel 2015 contro le 38 del 2014. 

Si attestano su valori alti inoltre quelle che il vicario giudiziale mons. Vittorino Tazzioli - che sovrintende il tribunale con sede a Modena che ha giurisdizione per le diocesi di Piacenza-Bobbio, Fidenza, Parma, Reggio Emilia-Guastalla, Carpi e Modena-Nonantola - “definisce le “malattie della volontà”, vale a dire il difetto nella discrezione del giudizio (decretato 57 volte nel 2015, contro le 63 del 2014) e l’incapacità psichica di assumere gli oneri del matrimonio (58 volte, contro le 65 del 2014). Qui si fa riferimento a cause di natura psichica, secondo il canone 1095 del Diritto canonico: la persona non è ritenuta abile a dare il proprio consenso in quanto ha una psicopatia o un difetto psichico che non la rende in grado di fare una valutazione di sé e dell’altro, o semplicemente una anomalia psichica per cui non è in grado di assumere su sé oneri e doveri dello stato matrimoniale. In quest’ultima fattispecie rientrano i disturbi di personalità, dell’umore e le gravi immaturità sul piano psicoaffettivo. I periti del tribunale sono fondamentali per definire questi capi di nullità.

Da Piacenza le richieste di nullità presentate nel 2015 al tribunale modenese si sono dimezzate: dieci, contro le 22 del 2014. Il primato emiliano resta a Modena, con 40 richieste; seguono Reggio (21) Parma (13), Carpi (4), Fidenza (2).

Leggi il servizio a pagina 8 dell’edizione di venerdì 26 febbraio 2016.

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