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«Solo con la concordia si può crescere»: il messaggio del Vescovo agli amministratori

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DSC 0904“Nella concordia anche le piccole cose crescono, ma nella discordia anche le cose più grandi svaniscono. E se svaniscono viene a mancare il buon governo, non solo di un Paese, ma anche di un condominio”. Monsignor Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, ha voluto salutare così gli amministratori locali e fare gli auguri di Natale e di buon anno.
Il tradizionale scambio di auguri si è tenuto nella mattinata del 21 dicembre a Palazzo Vescovile. Erano presenti il sindaco di Piacenza e presidente della Provincia Patrizia Barbieri con diversi assessori e consiglieri comunali, il prefetto Maurizio Falco, il questore Pietro Ostuni, il comandante provinciale dei Carabinieri colonello Stefano Savo e sindaci e amministratori del territorio.

In apertura Massimo Magnaschi, membro del consiglio della Caritas diocesana, ha voluto sottolineare due opere simbolo di questo 2019: l’apertura dell’emporio solidale in città (che permette alle persone in un temporaneo momento di difficoltà economica di poter fare la spesa) e il progetto di recupero, tramite il lavoro, dei carcerati delle “Novate”.
Durante l’incontro il Vescovo più volte ha ricordato anche la riforma strutturale che sta vivendo la Diocesi di Piacenza-Bobbio.
“Il cammino della Diocesi – ha detto al riguardo anche il vicario generale mons. Luigi Chiesa - avrà un riflesso nell’ambito civile, in tutti gli aspetti della vita. Per agire con concretezza abbiamo sempre bisogno di qualcosa di più, per lavorare con fiducia e speranza, ovvero uno sguardo più profondo. La riforma della Diocesi ci ha fatto riscoprire la bellezza della nostra Diocesi, una Chiesa coraggiosa, grata e lieta”.

Il vescovo mons. Ambrosio ha ringraziato gli amministratori per la loro presenza.
“Lo sappiamo – ha spiegato nel suo appassionato discorso - la critica è facile di questi tempi e c’è un clima di sfiducia nei confronti di tutti, della società, della politica. C’è sfiducia anche nei confronti della comunità ecclesiale. Dobbiamo impegnarci per ridare dignità e valore, la «Civitas» è un luogo dove i cittadini lavorano e s’impegnano per il buon governo. Che non significa soltanto il buon governo della città o di un paese, ma anche della propria famiglia”.
“Questo servizio che voi svolgete con passione – ha sottolineato sua eccellenza - aiuta a superare quello scetticismo e quella fiducia che caratterizzano il mondo di oggi, che ha un accentuato individualismo che ci impedisce di riconoscere «noi nel quadro generale», e fa svanire «la speranza all’orizzonte»”.

Ai presenti il Vescovo ha regalato la sua Lettera pastorale, che parla anche della ristrutturazione della Diocesi di questi ultimi tempi.
“Anche qui – ha rimarcato - vale il fatto che ogni azione che si fa aiuta a determinare uno scenario sociale. C’è stato consenso in questa riforma da parte dei parroci, insieme siamo arrivati a condividere questo passo significativo. Favorendo un maggior scambio tra le parrocchie e le varie realtà, c’è l’esigenza di valorizzare l’impegno che riguarda tutti nell’ambito ecclesiale. Spero che questo esempio si riveda anche nel sociale. La sfida si gioca nella comunione nell’ambito ecclesiale, ma credo che valga anche per l’intera comunità. L’obiettivo è sempre quello di prendersi cura del contesto sociale”.

Più volte mons. Ambrosio ha evidenziato che il Paese sta vivendo un momento di “rabbia e disillusione”.
“È difficile trovare in tutto questo la voglia di collaborare, però bisogna farlo. Il rapporto del Censis usa sempre le tinte forti, però mette in risalto la sfiducia e la mancanza di futuro della realtà italiana, il venir meno della speranza. E si dà la colpa ai politici e alla politica. Ci sono certamente esempi negativi che alimentano questa critica, però non dobbiamo dimenticarci che la politica è in difficoltà perché il potere economico e finanziario ha preso il sopravvento su di essa. Bisognerebbe riflettere: è il potere economico che decide le sorti dei nostri paesi e del mondo intero. E spesso è incontrollato e incontrollabile, sprovvisto di «paletti»”.

Per questo bisogna recuperare il senso del servizio e del bene comune.
“Non si può fare a meno della politica, bisogna ribadirlo. Altrimenti emerge il proprio «io» o la propria «tribù» con i suoi «capitribù». E così si sprofonda nell’abisso. Dobbiamo ridare respiro più profondo alla dimensione politica e umana, prendendoci cura del nostro vivere insieme. C’è una malattia e questa va curata, mentre molti soffiano sull’odio, soprattutto sui social network”.
“Nella concordia – è il messaggio finale del vescovo mons. Ambrosio - anche le piccole cose crescono, ma nella discordia anche le cose più grandi svaniscono. E se svaniscono viene a mancare il buon governo, non solo di un Paese, ma anche di un condominio. La ragione umana deve essere la dimensione di ogni decisione, in un’amicizia civica che va valorizzata. L’amicizia esprime il primato del bene comune. Per noi cristiani occorre poi ricordarsi di non separare mai la Fede dalla vita”.

Qui il testo completo del messaggio del vescovo mons. Gianni Ambrosio agli amministratori.

Pubblicato il 21 dicembre 2019

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