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Sandra Sabattini, inaugurata la mostra in Sant’Ilario

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È stata inaugurata a Piacenza nel pomeriggio del 6 febbraio la mostra in Sant’Ilario dedicata a Sandra Sabattini, la “fidanzata santa”, che verrà beatificata il prossimo giugno da papa Francesco.
La Comunità Papa Giovanni XXIII ha organizzato una mostra per ricordare la vita e l’esperienza di fede di questa “santa della porta accanto”.
Sandra Sabattini, riminese, a 23 anni non ancora compiuti perse la vita in seguito a un investimento stradale. Ma in meno di 23 anni aveva già seminato molto nella sua breve esistenza. Sandra scelse di condividere la vita con persone con gravi disabilità e tossicodipendenti; anche per questa ragione, dopo la maturità scientifica s’iscrisse alla facoltà di Medicina dell’Università di Bologna.

La mostra, presente in Sant’Ilario fino al 16 febbraio, è composta da 36 pannelli – a cura di Lalla Lucci - che ricordano le tappe della sua vita.
Orari di visita: dal lunedì al venerdì ore 15-18.30; sabato e domenica ore 9.30-12 e 15-18; visite guidate per scolaresche e gruppi: contattare Daniela Tinaglia 349.5091455 o Mauro Carioni 348.2487950.

“È un momento bello – ha spiegato Lodovica Ghezzi, referente piacentina della Comunità fondata da don Oreste Benzi - perché ricordiamo una nostra sorella che nella società ha lasciato molto. Speriamo che questo materiale sia utile per i giovani”.
Ghezzi ha ricordato anche l’importanza di partecipare alla fiaccolata anti tratta in programma sabato 8 febbraio in città, per denunciare il fenomeno della prostituzione.

All’inaugurazione era presente anche un’amica di Sandra. “Sono grata di averla incontrata – ha detto Daniela Santini - sul mio cammino. Queste persone belle che hanno camminato forte nella Fede e nella vita come Sandra sono un riflesso di Dio. A Rimini non abbiamo visto di persona Dio, credo che sia così anche a Piacenza, ma l’abbiamo incontrato in Sandra, con la sua gioia di vivere , così contagiosa. Vale la pena di coltivare le persone belle che abbiamo accanto, frequentarle, viverle. Portare Sandra, la sua storia e la sua mostra – con la sua bellezza di vita - nelle diverse città significa trasmettere agli altri questa bellezza di Dio e ci invoglia a cercare il bello dell’esistenza”.
Sandra era una ragazza che ha lottato. “Sapeva tirare fuori il bene – conclude l’amica - da ogni persona. Benediva gli altri, nel senso che tirava fuori il bene dagli altri. Era una donna che non criticava, parlava solo bene. E parlare bene degli altri aiuta tutti”.

Mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, ha impartito la benedizione alla mostra.
“Se abbiamo una stella possiamo riflettere questa luce - ha affermato -. Anche noi abbiamo incontrato diverse persone luminose nel nostro cammino. Chi ha vissuto bene la propria vita si vede. Abbiamo anche noi la grazia di trovare e vedere figure esemplari. Io sono rimasto toccato, ad esempio, dall’esperienza di suor Leonella Sgorbati, la religiosa piacentina che ha dato la sua vita in Africa. Ho letto il suo diario e mi ha colpito come parlava del Signore nella sua vita di missione".
"Accogliamo la luce di questa futura santa - ha esortato mons. Ambrosio -, anche se non è stata ancora proclamata ufficialmente. Spero che doni un po' di luce attraverso le sue parole, riprodotte sui pannelli”.

All’inaugurazione era presente anche il sindaco e presidente della Provincia Patrizia Barbieri.
“Ringrazio per questa occasione – ha detto Barbieri - volevo essere presente a questa mostra perché la ritengo un bel regalo fatto alla città. Trovo questa figura davvero di grande esempio, ho letto il libro di cui mi è stato fatto dono e sono rimasta colpita dal sorriso, dalla luce e dagli occhi di Sandra, sono aspetti che riusciva a trasmettere. La sua storia ci permette di riflettere sui valori. L’essere al servizio degli altri e condividere con chi è ultimo e più sfortunato è infatti un grande valore".
"Mi ha incuriosito, leggendo il libro, che non amava comprare cose nuove - ha proseguito - e ha barattato un maglione nuovo con un tossicodipendente. Per questo spero che la mostra sia di riflessione per i giovani, e anche per gli adulti. Ci sono molti giovani in difficoltà, con la Prefettura abbiamo discusso di questi problemi in questi giorni, tanti non capiscono quanto sia preziosa la vita e si perdono. Bisogna saper accogliere le persone giuste quando si incontrano nella vita. Spero proprio che la mostra sia di stimolo”.

“Iniziative come questa – ha aggiunto il viceprefetto di Piacenza Attilio Ubaldi – che ricordano una ragazza scomparsa quasi 40 anni fa, hanno un valore civile e sociale, oltre che religioso, perché ci lasciano un segno forte. Anche per la comunità piacentina è un segno importante, dimostra che siamo una società coesa".
"La settimana scorsa eravamo a una iniziativa su don Vittorione - ha concluso - , personalità importante di questo territorio. È giusto ricordare cosa hanno fatto queste persone per gli altri. Tanti giovani devono seguire l’esempio di una giovane come Sandra. La Romagna la ricordiamo come terra di divertimento e di commercio, ma c'è anche un esempio di generosità come la storia di questa ragazza”.
All'apertura della mostra era presente anche don Adamo Affri.

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Pubblicato il 6 febbraio 2020

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