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Il 27 marzo il Vescovo pregherà al cimitero

 

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Il vescovo mons. Gianni Ambrosio ha celebrato la messa della IV Domenica di Quaresima, nella cappella del Palazzo vescovile, in diretta streaming sul sito della diocesi e sul canale tv di Telelibertà.
Il presule, con le parole rotte dall’emozione, ha parlato del periodo oscuro che stiamo vivendo, un tempo che continua a velare di tristezza gli animi umani.
“Tanti sono i decessi in questi giorni - ha commentato il Vescovo -. Ieri ci ha lasciato don Paolo Camminati, parroco di Nostra Signora di Lourdes, punto di riferimento per l’Azione cattolica, per molti giovani e tante famiglie”.
Dopo un mese dal primo contagiato dal corona virus, mons. Ambrosio ha sottolineato l’urgente bisogno di luce che tutti avvertono.
“Il cieco del Vangelo - ha continuato il Vescovo -, un uomo afflitto dalla cecità fin dalla sua nascita, non vede nulla, non conosce la bellezza degli occhi, la forma dei volti, i colori della natura, è solo nella sua oscurità e nessuno come lui desidera ciò che non ha: la luce”.
Gesù gli ridona la vista che, per il presule, significa la possibilità di uscire dalle tenebre e acquistare la fede. La discussione dei farisei sul cieco si impernia sul problema ce c’è una colpa in lui, se è una punizione di Dio, per questo il vescovo ha affermato che di fronte al male di ogni genere si vuole trovare sempre il colpevole e si dicono spesso parole senza senso. A Gesù interessa invece portare la luce ed questo il messaggio centrale del vangelo della IV Domenica di Quaresima.
“La luce - ha aggiunto mons. Ambrosio - ci fa riconoscere il bene compiuto da tanti fratelli, ci fa apprezzare molti segni di speranza come la straordinaria dedizione dei medici, degli infermieri e di tutte le perone che continuano a lavorare per assicurarci le cose necessarie della vita, di chi continua fare il volontario con generosità commovente”.
Ancora tanta luce - ha voluto far emergere il Vescovo - nella dedizione di don Giuseppe Castelli per le missioni in Brasile, di don Giorgio Bosini per i più abbandonati, i tossicodipendenti, nella passione educativa di don Paolo Camminati, nella testimonianza di due signore, pur con problemi di salute, che vanno tutte le mattine a portare medicinali nelle case.
Prima della benedizione conclusiva mons. Ambrosio ha rivolto la supplica alla Beata Vergine di Campagna per intercedere sulla città di Piacenza sulle comunità, sulle famiglie, per preservare tutti dal male e in particolare per la grave malattia che ha colpito il nostro paese. Ha inoltre messo in evidenza la prossima Festa dell’Annunciazione del Signore, una ricorrenza molto cara a Piacenza, che sarà preceduta da un triduo di preghiera, a cominciare da domenica 22 marzo, alle 18.30, con la preghiera del rosario in cui tutti i fedeli si sentiranno in comunione spirituale. Il giorno 25 marzo il Vescovo si recherà nel santuario di Santa Maria di Campagna per recitare il rosario e per invocare la grazia della guarigione, il rito sarà tele trasmesso.
In comunione con tutti i Vescovi dell’Emilia Romagna, mons. Ambrosio ha annunciato che venerdì 27 marzo si recherà per pregare al cimitero di Piacenza affidando a Dio tutte le vittime del coronavirus.

Pubblicato il 22 marzo 2020

Riccardo Tonna

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