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Coronavirus, come la comunità cristiana ha vissuto questo tempo?

palazzo vescovile

Il Consiglio presbiterale diocesano del 21 maggio, che ha avuto luogo via web sotto la presidenza del vescovo mons. Gianni Ambrosio, ha avviato una riflessione su come la comunità cristiana di Piacenza-Bobbio ha vissuto la grave emergenza sanitaria dovuta al coronavirus.

Il confronto tra i sacerdoti ha messo in luce diversi elementi, in primo luogo l’esperienza della precarietà della nostra vita. Le persone hanno vissuto sulla propria pelle reazioni di disorientamento, paura e trepidazione in particolare per chi, parte della famiglia parrocchiale, era stato colpito dalla malattia e da un lutto.

Molte parrocchie – sintetizziamo i diversi interventi - si sono impegnate attraverso le nuove tecnologie nello stare vicino alla gente proponendo in rete celebrazioni e momenti di preghiera comunitaria a distanza, tra l’altro, molto seguiti.

Appare chiara l’importanza delle relazioni tra le persone nella comunità cristiana, relazioni capaci di aiutare ad affrontare le difficoltà. Anche l’esperienza della vita comunitaria tra sacerdoti – è stato sottolineato – ha aiutato a vivere questo tempo nella fedeltà alla preghiera.

Ci si è resi conto che ciò che è importante, in primo luogo, è coltivare la propria interiorità, la parte più profonda di sé stessi, cioè il modo con cui affrontiamo la vita quotidiana con i suoi molteplici impegni pastorali. La nostra attenzione più che sulle cose da fare e da organizzare, che spesso travolgono in modo frenetico la nostra vita, si è concentrata sull’essere.

In questi mesi molte attività pastorali si sono fermate, ma tante legate alla liturgia e alla catechesi sono proseguite via web. Ad accompagnare sia la Quaresima che il tempo pasquale, giunto ormai al termine, i sussidi degli Uffici pastorali e la proposta del percorso denominato “Betania” sull’elaborazione del lutto che nelle prossime settimane coinvolgerà 230 persone, tra sacerdoti, diaconi, religiosi e laici. Si tratta di un corso, coordinato dai religiosi Camilliani, per formare le persone ad aiutare altri ad affrontare sul piano psicologico e spirituale la perdita di una persona cara.

Il Vescovo nel suo intervento ha sottolineato anche la grande opera compiuta in questi mesi da medici, infermieri e volontari: “sono convinto – ha detto – che lo Spirito Santo ha agito attraverso di loro dando una testimonianza di grande dedizione e di carità verso gli altri”.

L'8 per mille in aiuto a chi è in difficoltà

La Conferenza Episcopale Italiana grazie ai fondi dell’8 per mille - frutto cioè della scelta degli italiani al momento della dichiarazione dei redditi - ha inviato alle diocesi un contributo per andare incontro alle diverse situazioni di emergenza. A Piacenza è giunta la somma di 703mila Euro che per un terzo sarà destinata direttamente alla Caritas, impegnata senza sosta nell’aiuto di chi vive situazioni di difficoltà, e per due terzi alle parrocchie nelle varie Comunità pastorali. L’obiettivo – ha sottolineato l’economo diocesano don Piero Bulla – è il sostegno a persone, famiglie ed enti ecclesiali che si trovano ad affrontare situazioni di difficoltà a causa dell’emergenza.

Nel corso della mattinata l’economo don Bulla ha poi illustrato il bilancio della Curia vescovile approvato dal Consiglio economico diocesano.

Sempre nel corso della mattinata si è fatto il punto su altre iniziative e appuntamenti pastorali. A breve verranno diffuse a livello diocesano le linee per la celebrazione delle esequie e delle messe di suffragio di chi è deceduto nei mesi scorsi e per i quali non si è potuto celebrare il funerale, con una particolare attenzione per le ceneri di chi è stato cremato.

Il 28 maggio la Messa Crismale

Giovedì 28 maggio alle 9.30, nel rispetto delle norme di sicurezza, il Vescovo presiederà in Cattedrale con i sacerdoti e i diaconi la messa crismale, che doveva essere celebrata il giovedì santo. Sarà l’occasione per pregare per pregare per i sei sacerdoti della diocesi morti in questi mesi: don Giovanni e don Mario Boselli, don Giorgio Bosini, don Paolo Camminati, don Giuseppe Castelli e don Giovanni Cordani.

Sempre in Cattedrale, nella veglia di Pentecoste la sera di sabato 30 maggio, invece, avrà luogo il battesimo di sei adulti seguiti nel loro percorso di preparazione dal Servizio diocesano per il catecumenato; come è noto il battesimo doveva essere conferito la sera della Veglia pasquale, ma che è stata differita a causa del blocco delle celebrazioni.

Il Servizio per la pastorale giovanile e l’associazione oratori stanno seguendo in modo attento anche il confronto a livello nazionale e regionale sulle norme a cui si dovranno attenere i centri estivi che potranno essere organizzati dalle parrocchie nei prossimi mesi.

Pubblicato il 21 maggio 2020

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