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Liberazione di padre Maccalli: la gioia di Mauro Carioni

padre gigi maccalli

Anche a Piacenza si era pregato per la liberazione di padre Macalli liberato nei giorni scorsi dopo una prigionia durata quasi venticinque mesi, da quel 17 settembre 2018 che ne ha visto il rapimento nella sua parrocchia di Bomoanga, in Niger. Padre Gigi è compagno di studi di Mauro Carioni della casa famiglia papa Giovanni XXIII di Caorso e qui si è pregato intensamente per la sua liberazione.

"La grande gioia per la sua liberazione"
“L’entusiasmo è stato il primo immediato sentimento alla notizia di Gigi libero. Poi sono passato al ringraziamento a Dio nella preghiera per il dono di questa liberazione. Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, Dio conosceva già dall’inizio l’esito di questa vicenda e ciascuno di noi doveva solo mettersi in sintonia con Lui per capirne il senso. Grazie Dio per quello che ci dai da vivere: ieri la trepidazione e la preoccupazione per la sorte di Padre Gigi ed oggi la gioia per la sua liberazione. Grazie. Non ho ancora avuto la possibilità di parlare con lui, ma ho ascoltato il messaggio che ha indirizzato alla diocesi ed al vescovo di Crema. Grazie e preghiera sono i due vocaboli più usati".
"La voce è lenta, viene dal profondo, lontana mille miglia da quella che ho nella memoria, molto più vivace, squillante, gioiosa. Le immagini che ho visto lo mostrano dimagrito, con la barba lunga. Ma sta bene e questo è quello che conta. Ha detto che la preghiera è stata la sua fonte di sostegno. Lo è stata anche per me e per tutti noi. Spesso mi veniva di pensare a lui e di chiedermi cosa stesse facendo in quel momento e lo affidavo a Dio. Mi era anche di stimolo a vincere le mie pigrizie, i miei limiti, pensando a lui prigioniero e recluso chi sa dove, in situazioni anguste e pericolose, sicuramente devastanti dal punto di vista personale interiore, rispetto a me libero, in un contesto sicuro e confortevole, circondato di relazioni calde. Sono convinto che anche Gigi, come tutti noi, è custodito dal Signore; c’è però bisogno che noi, per crescere nella relazione di Fede, dobbiamo chiedere e ringraziare, così che sempre più la nostra volontà coincida con la Sua Volontà. Questo ho cercato di fare in questi 25 mesi nei piccoli e grandi gesti quotidiani. In diversi, mi hanno contattato per testimoniarmi la gioia della liberazione, partecipi della mia preoccupazione per lui ed ora felici con me. E’ il sentimento dell’amicizia fraterna, che ci lega tutti e che quando la realizziamo, è fonte di gioia grande".

"Grazie Gigi perchè ci testimoni la fedeltà a Dio e la dedizione ai fratelli, specie quelli bisognosi, come elementi fondamentali dell’esistenza buona per ogni uomo. La preghiera personale e comunitaria è la via sicura per dare un senso alla nostra esistenza, anche nei momenti più bui".

Mauro Carioni

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Pubblicato il 9 ottobre 2020

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