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Pregare nel cuore della città

presentazione libro suore madre della chiesa


“A pochi metri da piazza Cavalli si entra in una chiesa e ci si trova di fronte un’ostia consacrata: è un invito a guardare a Dio, a pensare a ciò che cerchiamo di vero nella vita”: sono queste in sintesi le parole di Fausto Fiorentini che ha curato la pubblicazione “Da 50 anni con i piacentini. Pregare in San Donnino” presentata il 23 ottobre nella chiesa di San Francesco.
Il libro nasce in occasione dei 50 anni di vita del Centro eucaristico diocesano animato dalla congregazione religiosa delle Figlie della Chiesa e aperto ufficialmente l’8 dicembre 1970.
Fra gli intervenuti alla presentazione, oltre al curatore, la prof.ssa Mimma Berzolla, storica dell’arte, che ha raccontato la chiesa di San Donnino sul piano storico e artistico, e l’avv. Corrado Sforza Fogliani, presidente del Comitato esecutivo della Banca di Piacenza, istituto di credito che ha permesso la realizzazione della pubblicazione.

Il contenuto del libro
Il libro, nelle sue 50 pagine, propone, oltre alla presentazione della storia e del carisma delle Figlie della Chiesa, anche diverse testimonianze, 29 in tutto, di persone – laici, religiosi e sacerdoti – legati a San Donnino a cominciare da suor Pina Audasso, che seguì con il vescovo Manfredini i primi passi del Centro.
La chiesa di san Donnino ha origini molto antiche e risale al IX secolo. Dopo la ricostruzione del 1236 voluta dal cardinale Jacopo da Pecorara, la chiesa non subì rifacimenti fino alla fine del Seicento, quando venne arricchita da decorazioni barocche. Nel 1889 l'architetto Camillo Guidotti ne ricostruì la facciata in stile neo-romanico. L’interno è a pilastri cilindrici in cotto, che suddividono tre navate di archi romanici.

Sforza Fogliani: il medio evo, periodo vivacissimo
Il presidente Sforza Fogliani, che frequenta in prima persona la chiesa di largo Battisti, ha ricordato – fra l’altro - le figure di don Ludovico Fiorentini, fratello di Fausto, che per tanti anni ha prestato servizio pastorale nel Centro eucaristico, del cardinal Da Pecorara e la congregazione dei parroci urbani che ha sede proprio nell’edificio religioso di largo Battisti.
La chiesa è stata costruita nel medio evo, epoca storica estremamente vivace caratterizzata dal pluralismo degli ordinamenti giuridici; nel Cinquecento invece nasceva lo Stato assoluto con un’impostazione giuridica del tutto diversa.
“Alla domenica lavoro – ha raccontato l’avv. Sforza Fogliani - e al termine della giornata alle 19.30 con la famiglia partecipo alla messa in San Donnino. Va ricordato che San Donnino è stata salvata per ben due volte da un laico. Il piano regolatore nel ‘900 ne prevedeva l’abbattimento; Emilio Nasalli Rocca, storico di grande valore, cugino del cardinale Mario Nasalli Rocca all’opera in Vaticano, che si oppose a quella decisione. Nella chiesa era anche crollato il tetto e la chiesa era inagibile; fu lo stesso Nasalli Rocca a sostenere le spese per la sistemazione.

Il dono dell’eucaristia
È poi intervenuta suor Maria Teresa Sotgiu, postulatrice della causa di beatificazione della venerabile Maria Oliva Bonaldo, fondatrice delle Figlie della Chiesa.
“La nostra fondatrice – ha detto – è legata a Piacenza avendo studiato lettere all’Università Cattolica a Castelnuovo Fogliani. Nel 1935 nel libro «Respiriamo Maria» mette in relazione Maria con la Trinità. L’eucaristia, nelle sue parole, è il dono che la Madre, Maria, non fa mai mancare ai suoi figli. Noi ci chiamiamo Figlie della Chiesa proprio per sottolineare il rapporto tra Maria e la Chiesa, come ebbe a dire anni dopo il Concilio nella costituzione Lumen Gentium. Noi – ma ciò vale per ogni cristiano - siamo chiamate a unirci all’offerta di Gesù per la vita del mondo: «morire» a noi stessi con Cristo nell’eucaristia per rinnovare l’alleanza tra Dio e gli uomini”.
“Per madre Oliva – ha detto ancora – Gesù si presentato nel suo corpo fisico, nel Pane eucaristico nel Santissimo Sacramento («grazie al quale l’amore circola nelle nostre vene e nelle vene dell’umanità intera») e nella Chiesa con noi tutti insieme: è il Gesù-fisico, il Gesù eucaristico e il Gesù mistico. Gli ostensori nelle nostre chiese sono una predicazione continua dell’unità, quell’unità frutto dell’eucaristia che ci nutre e ci unisce. L’eucaristia è in pane dei forti e in lei riceviamo la vita per poterla comunicare a tutti”.

L’arte della preghiera
Maria Elena Cristofolini è poi intervenuta in rappresentanza dell’associazione “Doce nos orare” che negli anni ’80 e ’90 ha promosso in San Donnino numerose iniziative. “La nostra realtà ecclesiale – ha detto - è stata attiva in particolare a Bolzano, Trento, Piacenza e Castel San Giovanni. In questa chiesa abbiamo guidato dall’89 al ‘96 cinque cicli di ore di adorazione in cui erano previsti testi di preghiera, canto e spazi di silenzio. Questa esperienza è stata poi riproposta anche altrove ed è stata condensata in alcune pubblicazioni”.
“Quando entri a un’adorazione – ha aggiunto Cristofolini -, scopri che Gesù è lì che ti aspetta. Da questo incontro impariamo che la preghiera non è solo spontaneità, ma è un’arte che va imparata. Non è possibile raggiungere la pienezza della vita cristiana senza la preghiera personale. La preghiera – ha proseguito - non sono i fatti miei raccontati al Signore: infatti, non ci sono io al centro della preghiera, ma Cristo. A volte lui sembra dirci: ma non ti accorgi che stai parlando solo tu? La preghiera è in primo luogo il momento di ascoltare la voce di Dio nella nostra vita”.

Pubblicato il 24 ottobre 2020

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