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I giovani e la fede: «C’è bisogno di comunità»

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Sabato 31 ottobre gli educatori della diocesi hanno presentato nella Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni, collegata via web con altri sei punti della diocesi, alla presenza del nuovo vescovo mons. Adriano Cevolotto, i risultati dell’indagine promossa durante i mesi del lockdown dall’Ufficio diocesano della pastorale giovanile dal titolo “La fede dei giovani al tempo del covid-19”.


“Questa realtà emergenziale ha coinvolto tutti, come bene ci ha ricordato papa Francesco in un passaggio del suo discorso dalla deserta piazza San Pietro, - afferma il presidente dell’associazione Oratori Piacentini don Alessandro Mazzoni, spiegando la genesi dell’iniziativa -. In quel tempo, tra la creativa frenesia di proporre cammini alternativi, preghiere formato famiglia, esercizi spirituali online, ci siamo anche posti una domanda: come mettersi in ascolto dello Spirito per ripensare, con creatività, la nostra pastorale per e con i giovani alla luce di quanto l’emergenza covid ha messo in evidenza? Da questa domanda - continua Mazzoni - è scaturito un questionario online piuttosto strutturato, caratterizzato da precise aree di indagine: vita sacramentale; vita comunitaria; carità; vita spirituale; covid: risvolti sulla vita. Il sondaggio - precisa - rimasto aperto per tutto marzo e nei primi giorni di aprile, ha visto rispondere 330 giovani della diocesi di Piacenza e Bobbio, con lieve prevalenza femminile (181)”.
“La fascia più rappresentata – ha aggiunto - è quella dei 14-16enni (115), seguita dai 17-19enni (99), 26-35enni (60), 20-25 (56). Prevalgono gli studenti di scuole superiori (201), seguiti dai giovani lavoratori (73) e da studenti universitari (56). La provenienza del campione è per la maggior parte dalla provincia di Piacenza (218), seguiti dalla città di Piacenza (108) e 4 persone da fuori provincia”.

 «Una fede in ricerca»
Quali sono gli elementi più significativi emersi dall’indagine? “In primis - dice Mazzoni - ci ha colpito la risposta più gettonata alla domanda di partenza, ovvero «In questo tempo di pandemia come sta la tua fede?» Il 67,7% ha definito, infatti, la sua fede in ricerca. Questo dato ci ha suggerito che questo tempo che stiamo attraversando sta profondamente interrogando i nostri giovani, li sta smuovendo dalle comfort zone della fede in cui magari si erano adagiati”.

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 «È mancata la vita comunitaria»
Giovani che, con il lockdown, hanno accusato particolarmente l’assenza improvvisa di quegli spazi fisici di relazione che la parrocchia ancora oggi garantisce. “Quando hanno dovuto parlare delle cose che gli sono mancate di più nel tempo della pandemia al primo posto hanno messo la vita comunitaria e, soprattutto, il rapporto tra pari - spiega il sacerdote -. Con questo dato, in piena linea anche con le ricerche condotte a livello nazionale dall’Istituto Toniolo, possiamo desumere che l’esperienza di fede e spirituale dei giovani, degli adolescenti soprattutto, non può prescindere da questa dimensione. Di contro, si evidenzia un gap nei confronti di educatori e don. Per accorciarlo, a gennaio 2021 inizierà un percorso in cinque tappe per laici e sacerdoti, finalizzato ad analizzare la dimensione adolescenziale in tutti i suoi aspetti”.

incontro educatori vescovo 31 ottobre

La preghiera durante il lockdown
Ma quanto hanno pregato i giovani della diocesi durante la reclusione forzata in casa? “Trenta persone hanno detto mai - spiega don Mazzoni -, 100 quando ci sono stati momenti comunitari e 57 hanno risposto quando mi ricordavo. Le fasce più giovani sono state aiutate dalle proposte ufficiali del papa e dal rosario per l’Italia. In sintesi, i dati ci dicono che Il 47,57 % degli intervistati ha una preghiera discontinua, mentre il 44,54% ha una preghiera strutturata su un ritmo personale. Ciò detto, e considerando che i giovani stiano attraversando un momento di fede in ricerca, valutiamo il tempo che si apre davanti a noi come un trampolino di lancio per sostenere la formazione alla vita spirituale”.
Campanello d’allarme scatta quando si tratta di analizzare il come i giovani abbiano pregato. “La Parola di Dio è la grande assente - sottolinea Mazzoni -, in quanto solo il 3% degli intervistati ha detto di affidarsi alle Sacre Scritture nei momenti di preghiera. Su questo tasto il nuovo vescovo batterà in particolar modo e verranno avviati dei percorsi di formazione biblica; oltre che cammini diocesani sulla preghiera per giovani dai 20 ai 30 anni”.

«Hai avvertito Dio?»
E il ruolo di Dio nella pandemia? “Il 77,5% degli intervistati - afferma don Mazzoni - non attribuisce la responsabilità dell’accaduto a Dio. I giovani che, soprattutto nella fascia 14-25 anni, invece hanno ricondotto la crisi ad un intervento di Dio hanno utilizzato spesso parole come ‘punizione’ o ‘prova’”. E sulla presenza di Dio in questo tempo, Mazzoni spiega che “Il 56% degli intervistati dichiara di averlo avvertito, soprattutto nella fascia d’età sopra i 19 anni, dove è la risposta preponderante nel 78% dei casi”.

incontro educatori vescovo

«Mai così tanti educatori al Grest»
La pandemia è stato anche il momento in cui si è ridestata la voglia di partecipazione dei ragazzi piacentini. “Per ogni fascia d’età, almeno il 10% ha svolto qualche opera di volontariato, come cura dei vicini o telefonate a chi si trovava in solitudine. Questo entusiasmo - continua Mazzoni -, l’ho potuto comprovare in prima persona, è esploso definitivamente appena si è potuti tornare ad uscire. Il caso più esemplificativo è quello dei Grest: mai come quest’anno abbiamo avuto così tanti giovani che si sono messi a disposizione per fare gli educatori, quasi in numero pari ai bambini. A Fiorenzuola, dove sono io, c’erano 100 bimbi e 88 educatori. Ciò significa che volevano fare la loro parte in un momento difficile, scendere in campo in prima persona. Anche questo è un elemento di cui tenere conto per il futuro: insistere sulla dimensione caritativa funziona come vettore di coinvolgimento per i giovani”.

A gennaio un progetto per i gruppi giovanili

Il Servizio per la pastorale giovanile elaborerà per gennaio un percorso per i gruppi giovanili che verrà proposto e presentato nelle Comunità pastorali. A ciò si lega anche il progetto “Officina Pagiop” che offrirà anche modalità pastorale e organizzative di questi percorsi. Don Mazzoni ha anche rilanciato l’appello del Servizio Multimedia per la pastorale ricerca nelle parrocchie giovani collaboratori appassionati di ripresa o web.

Federico Tanzi

Ascolta l'audio   

Pubblicato il 31 ottobre 2020

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