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Gli ideali di Chiara Lubich sono ancora attuali

chiara Lubich 

“Ci ha trasmesso un grande messaggio di speranza!”. Sono le parole di Vanna Sbarufatti in Romersi, storica aderente al Movimento Focolari di Piacenza, dopo aver visto il film “Chiara Lubich. L’amore vince tutto”. “È la storia - ha proseguito - di una ragazza che in tempo di guerra, quando tutto crollava, ha fatto crescere dei semi di unità portando a compimento un grande sogno”.

Una storia di amore universale

Il film tv, andato in onda domenica 3 gennaio, in prima serata su Rai1, ha voluto rendere omaggio alla fondatrice del Movimento dei Focolari in occasione del centesimo anniversario della nascita avvenuta nel 1920. Nel ruolo della protagonista l’attrice Cristiana Capotondi. La vicenda televisiva comincia nel 1943, in pieno conflitto mondiale, quando nella protagonista inizia a crescere la decisa volontà di dedicarsi a Dio. In particolare alla causa della fratellanza e della solidarietà tra popoli e religioni. È una storia di amore universale nel nome del Vangelo, portata avanti da una donna. La Chiesa degli anni Cinquanta, con ancora molti pregiudizi sulle donne, non riesce subito a comprendere la grandezza dell’ideale evangelico proposto dalla Lubich e il Sant’Uffizio sottopone la giovane donna a due lunghi anni di interrogatorio per scoprire se davvero ci fosse un sentimento religioso nel Movimento dei Focolari. Una Chiesa che ha dovuto attendere il 1967 e Paolo VI per la completa rivalutazione della figura femminile di Chiara Lubich e del suo operato. Curioso pensare ai divieti imposti alle donne: non potevano leggere i Vangeli da sole, un prete doveva spiegare loro le Sacre Scritture, non potevano lasciare la casa dei genitori se non per entrare in quella del marito, non potevano invitare alla fratellanza se non era la Chiesa ad autorizzarle.
La pellicola si sofferma su questi aspetti, sottolineando il coraggio di una donna pronta ad infrangere le regole in nome di un ideale superiore. Cristiana Capotondi si cala efficacemente nei panni di questa leader di un nuovo movimento religioso. La sceneggiatura si sofferma sulla vicenda interiore della Lubich, partendo dalle domande della sua giovinezza e arrivando alle risposte trovate nel corso della vita. Viene inoltre messo in evidenza il messaggio che anima il Movimento dei Focolari sin dalla sua fondazione “Che tutti siano uno”, nel rispetto e nella valorizzazione della diversità.

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Nelle foto: in alto, un'immagine tratta dalla fiction Rai su Chira Lubich; sopra, la Lubich ad un incontro con papa Giovanni Paolo II

"Ho incontrato il Movimento dei Focolari a 18 anni"

“La fratellanza universale - ha aggiunto Vanna Romersi - è stato l’elemento fondante dell’esistenza di Chiara Lubich, da lei vissuto in prima persona aiutando concretamente i poveri e testimoniando anche l’amore per i nemici”. Questi ideali, nel momento odierno, per Vanna, sono attualissimi; per cui quando ogni certezza sembra crollare, l’insegnamento della Lubich è quello di vivere nell’unità, essere capaci di dialogo: in famiglia, con le persone care e anche con chi ha delle idee diverse, insomma con tutti!
“Erano gli anni Sessanta - ha commentato la Sbarufatti - e a 18 anni ho incontrato il Movimento dei Focolari a Piacenza. A 20 anni mi sono sposata e a 30 avevo già 4 figli. Alcuni giovani di allora hanno lasciato il lavoro, le famiglie e sono andati a vivere a Loppiano diventando focolarini. Il movimento poi è cresciuto e l’ideale di unità si è diffuso anche a Piacenza. Ricordo con tenerezza quei momenti… C’era luce, ardore, un clima di fraternità e solidarietà. Eravamo poveri ma ci si aiutava, si condividevano gioie e dolori con amore, speranza e fiducia. Siamo però sempre rimasti inseriti nelle parrocchie e nella diocesi. Anch’io collaboro con la Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso. Siamo tuttora un movimento in linea con le varie espressioni della chiesa. Il nostro compito è amare tutti senza costringere nessuno, lasciando fare a Dio”.                                                                                        

Riccardo Tonna

Ascolta l'audio   

Pubblicato il 5 gennaio 2021

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