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La carta stampata non doveva morire?

Il Nuovo Giornale settimanale della diocesi di Piacenza-Bobbio

In questo primo numero del 2021, ci trovate in edicola e in parrocchia con un nuovo formato ed una edizione tutta a colori. Perché queste novità? La carta stampata non doveva morire? Il nostro direttore don Davide Maloberti spiega come mai, a 110 anni dalla fondazione, il Nuovo Giornale ha scelto di continuare a rinnovarsi.

Qualcuno l’aveva data per spacciata eppure non è così. La carta stampata non ha le ore contate. Certo, tante cose sono cambiate rispetto agli ultimi decenni, ma un giornale locale come il nostro racconta una realtà che sfugge ai grandi media che in questi mesi propongono quasi ogni sera aggiornamenti sul coronavirus in dieci canali su dieci.
Il Nuovo Giornale ha concluso l’anno 110 della sua esistenza, un anno davvero difficile, in cui non è stato possibile in alcun modo vivere questo anniversario a tu per tu con i nostri lettori. Lo abbiamo affrontato raccontando Piacenza, la società e la Chiesa, che sono state in prima linea nel coraggio di affrontare la pandemia, nel dare testimonianza di solidarietà, nel non tirare i remi in barca nell’accompagnare le nuove generazioni.
Che cosa può portare di originale un giornale come il nostro? Non ce ne sono già altri? Ci sono i social e la tv, e poi, si sa, la gente oggi legge poco, sempre meno. Tutto vero, ma la scommessa di un settimanale cattolico, aperto all’orizzonte delle nuove tecnologie, in sintonia con le realtà che in diocesi si occupano di comunicazione, crede nella possibilità di raccontare la vita della comunità cristiana e il suo territorio.
La carta - con la sua edizione digitale ed il sito internet www.ilnuovogiornale.it - permette quell’approfondimento che solo un giornale può dare. Per questo Il Nuovo Giornale rilancia il suo impegno, diventa tutto a colori e torna ad essere stampato in rotativa.
Da alcuni mesi abbiamo intessuto un dialogo nuovo con le parrocchie, dando vita agli Speciali delle Comunità pastorali e alle pagine sui giovani nel ricordo del beato Carlo Acutis. Promuoveremo dalla prossima edizione un “Primo Piano” per approfondire un tema di grande interesse e pagine dedicate agli operatori pastorali. Ma non sono solo queste le novità che ci attendono. La stretta collaborazione con la parrocchia di Fiorenzuola nella realizzazione del supplemento mensile “L’Idea”, la fedele presenza di tante aziende al nostro fianco, il costante legame con tanti abbonati ci incoraggiano nel guardare al futuro.
Il Nuovo Giornale può dire di aver adempiuto la sua missione quando un lettore si sente ancora di più parte della Chiesa piacentina-bobbiese. In un periodo in cui tutte le appartenenze - dai partiti alle organizzazioni sociali - entrano in crisi, la nostra sfida è creare rete. Da soli non si va da nessuna parte. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i nostri lettori e collaboratori, dei parroci e delle loro comunità. E anche di chi prega per noi perché possiamo vivere fino in fondo la nostra vocazione, quella di cui scriveva San Paolo: “Che la Parola di Dio si diffonda e sia glorificata”.
“La storia non sta andando verso «la» fine, ma verso «il» Fine”: lo ha ribadito parlando al Papa per l’Avvento il cardinale francescano Raniero Cantalamessa. Non basta dare notizie e raccontare storie, occorre che esse ci parlino e ci indichino la direzione del Fine che dà un senso anche a questo anno terribile per l’umanità.


Davide Maloberti

Pubblicato il 14 gennaio 2021.

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