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Condividere il dolore della perdita e la fatica della cura

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Farsi ancora più vicini nella fatica di questo tempo segnato dalla pandemia, che ha causato oltre 1.300 vittime sul nostro territorio, lasciando uno strascico di sofferenza che il forzato distanziamento sociale rende ancora più pesante da sostenere.
Nasce da questo desiderio la nuova iniziativa che la diocesi, attraverso l’Ufficio di pastorale della salute, lancia in collaborazione con operatori e volontari dell’associazione “La Ricerca”: avviare gruppi di auto mutuo aiuto nelle parrocchie, per creare luoghi di ascolto e di condivisione per chi sta affrontando il dolore per la perdita di una persona cara o per chi invece è alle prese con la fatica della cura di un familiare malato, anziano o con disabilità.

Il via in cinque parrocchie

Nella fase iniziale sono cinque le parrocchie che ospiteranno la proposta: le comunità di San Giuseppe Operaio e Sant’Antonino a Piacenza e quelle di Fiorenzuola e Castel San Giovanni partiranno i gruppi del percorso dal titolo “Avrà i tuoi occhi”, dedicati all’elaborazione del lutto (qui la scheda di presentazione), mentre il Preziosissimo Sangue in città accoglierà il progetto “Abbi cura di me” per i caregiver, ossia per il sostegno a chi è impegnato nell’assistenza di un familiare (qui la scheda di presentazione).

Essere vicini nel lutto e in chi vive la fatica dell'assistenza a un familiare

“Come pastorale della salute il nostro compito è proprio quello di trovare sempre nuove forme e modi per essere vicini alla persona sofferente – sottolinea Itala Orlando, referente dell’Ufficio diocesano –. Il tema della morte si è messo in evidenza in modo drammatico in questi mesi ed il lutto che accompagna la perdita di una persona cara a causa della pandemia è stato stravolto. All’inizio non è stato possibile nemmeno celebrare i funerali e ancora oggi è impedito dalle limitazioni il tempo della vicinanza. Elaborare il lutto vuol dire dare un senso a quel che è successo e condividerlo”.
L’associazione “La Ricerca” ha una lunga esperienza in questo settore e metterà a disposizione i “facilitatori”, ossia i conduttori dei gruppi, formati appositamente e attenti a costruire quel clima di fiducia, ascolto rispettoso, riservatezza e non giudizio che fanno di questa modalità un punto di sostegno prezioso. Si tratterà di gruppi piccoli – non oltre 8-10 persone – che, in base alle disposizioni, potrebbero anche partire on line e in seguito proseguire in presenza. Non cambia il metodo per la proposta rivolta ai familiari impegnati nell’assistenza. “La cura spesso impegna 24 ore su 24, logora. La famiglia in Italia è un pezzo importante del welfare, ma va sostenuta”, sottolinea ancora Itala Orlando.
Saranno invitati a partecipare i sacerdoti delle parrocchie ospitanti, per avere un aiuto a leggere il vissuto anche da un punto di vista della spiritualità e della fede.

don Paolo Cignatta, Itala Orlando ed Anna Papagni

Da sinistra, don Paolo Cignatta, vicario per il coordinamento pastorale, Itala Orlando, referente per l'Ufficio diocesano di Pastorale della salute
ed Anna Papagni, responsabile dei gruppi di auto mutuo aiuto dell'associazione "La Ricerca".

"Anche questa è una forma di carità"

Che ci sia un bisogno di condivisione, soprattutto in questo tempo, lo richiama anche don Paolo Cignatta, vicario per il coordinamento pastorale. Le radici della proposta affondano infatti nel percorso formativo “Betania”, che la diocesi ha offerto tra primavera ed estate 2020 a catechisti, educatori, insegnanti di religione, operatori pastorali. “Tantissimi nonni se ne sono andati con la pandemia e i bambini riportano le loro domande nei luoghi dove vivono, ad esempio nelle proposte di catechismo od oratorio”, ha esemplificato don Cignatta spiegando le motivazioni di quella prima esperienza. Ora, con i nuovi gruppi di auto mutuo aiuto, si vuole dare continuità a questa attenzione. “Anche questa – fa notare don Paolo – è una forma di carità, perché le persone stanno soffrendo davvero molto e lo fanno in solitudine”.

Gruppi aperti a tutti, non solo a chi vive un cammino di fede

I gruppi che partiranno – l’auspicio è di poter iniziare dal 10 febbraio – sono aperti a tutti, non solo a chi è legato alla parrocchia ospitante o a chi fa un cammino di fede. “Sono spazi di vicinanza che vogliono raggiungere tutti, al di là delle appartenenze religiose”, ribadisce don Cignatta.
Occorre chiamare, per informazioni o per iscriversi, l’operatrice de “La Ricerca” Anna Papagni, responsabile dell’associazione per le esperienze di auto mutuo aiuto, al 347.8557985 oppure scrivere a . La persona interessata sarà contatta per un colloquio; in base alle esigenze degli iscritti, verranno decisi giorno ed orario dei gruppi.

Pubblicato il 27 gennaio 2021.


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