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Il Vescovo in N.S Lourdes: «oggi ci vuole fiducia e una sana incoscienza»

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“Maria ci mette la faccia e afferma di affidarci senza reticenze a Gesù”. Sono le parole pronunciate dal vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto, l’11 febbraio, nel giorno della festa patronale della parrocchia cittadina Nostra Signora di Lourdes.
“Anche la Madonna ha affermato il suo “Eccomi” - ha continuato il Vescovo - e lo ripete anche in questa celebrazione ricordandoci che trovare un uomo, una donna, un fratello, una sorella che, come lei, garantiscono per Gesù è il compito di ogni comunità di adulti che accompagnano i giovani nella vita”. La solenne liturgia concelebrata da mons. Adriano Cevolotto insieme al vicario generale mons. Luigi Chiesa, all’amministratore parrocchiale don Fabio Galeazzi e a diversi parroci di Piacenza è stato un momento importante dove i parrocchiani hanno sentito l’appartenenza ad una comunità. Le parole di accoglienza di don Galeazzi hanno espresso a mons. Cevolotto il sentito ringraziamento per la sua attenzione nei confronti della Parrocchia Nostra Signora di Lourdes.
L’episodio del Vangelo delle “Nozze di Cana” è stato commentato dal Vescovo che ha sottolineato come i giovani protagonisti nel matrimonio, nella pagina biblica, si presentano un po’ ingenui per non aver pensato a tutto nella preparazione della festa. “Oggi - ha aggiunto - vogliamo che tutto sia garantito e pianificato pretendendo di non trovare mai nessuna difficoltà”. Per la nostra esistenza - secondo il Vescovo - ci vuole invece fiducia e una sana incoscienza: “Non prevedere tutto - ha evidenziato -, ma decidere di fare un cammino”. “Ci rivolgiamo a Maria Consolatrice degli afflitti - ha concluso mons. Cevolotto - e ricorriamo a lei pregando per tutti per gli ammalati, perchè ogni terapia sia sostenuta dalla cura della relazione, un balsamao altrettanto necessario quanto le cure mediche”.

Prosegue il progetto di don Camminati

Al termine della celebrazione don Fabio Galeazzi ha ricordato come la parrocchia Nostra Signora di Lourdes, sotto la guida del suo parroco don Paolo Camminati, in questi ultimi anni, ha maturato la scelta di dedicare alcuni locali della canonica ad un’opera caritativa e di solidarietà. “Don Paolo ci ha lasciati a causa del Covid-19 - ha aggiunto don Galeazzi - ma il nostro progetto va avanti ed è a lui dedicato”. La struttura vuole offrire a dei “lavoratori poveri”, privi di garanzie e gravati da tanti disagi, una accoglienza con camere, servizi, cucina e soggiorno per 7 ospiti.
“Il 27 gennaio - ha affermato don Fabio - finalmente abbiamo avuto l’approvazione da parte degli Uffici diocesani, per la realizzazione del progetto di accoglienza dei lavoratori precari. Così è stato aperto il cantiere e i lavori di ristrutturazione sono potuti partire. Il Vescovo ha riconosciuto il valore del progetto e gli Uffici tecnici hanno apprezzato il lavoro delle Commissioni che si stanno dedicando alla parte progettuale e finanziaria”.

R.Tonna

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Pubblicato il 13 febbraio 2021

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