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Moroto e Piacenza, un legame sempre più profondo

 2 vescovi

“Chiediamo al Signore che ci mandi un nuovo Mosè, a toccare il cuore di chi manovra la regione del Karamoja”. Sono le parole di mons. Damiano Guzzetti, durante la celebrazione eucaristica, nella chiesa di San Lazzaro. Il Vescovo di Moroto, in Uganda, è stato ospite del Collegio Alberoni, il 12 luglio, ed ha concelebrato con il vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto, il quale ha così introdotto la liturgia: “Questa celebrazione vuole essere un segno di comunione tra Chiese, comunione di spirito, di passione per il Vangelo, per ogni uomo, soprattutto per i più poveri, attingendo dalla sorgente della carità che è l’amore di Gesù”.

Uu incontro speciale

“Stiamo vivendo un incontro speciale - ha sottolineato mons. Guzzetti - che mette in evidenza il legame profondo, tramite Africa Mission, tra le diocesi di Moroto e Piacenza”.
Prendendo spunto dalla Parola di Dio, che ha sottolineato come ogni persona è in cammino e può avere incontri imprevisti, mons. Guzzetti ha raccontato come don Vittorio Pastori, fondatore di Africa Mission, trovandosi in Karamoja, nel 1979, in un momento di oppressione incredibile, dopo la caduta del governo di allora, ha visto con i suoi occhi la situazione tragica e si è preso a cuore la popolazione della regione ugandese.
Mettendo in risalto l’impegno di Africa Mission, il Vescovo di Moroto, ha puntualizzato come l’associazione, nata a Piacenza, ha scavato più di mille pozzi nel Karamoja.
“Ricordo che - ha proseguito - appena nominato vescovo, sei anni fa, andai a Roma con Carlo Ruspantini, direttore di Africa Mission, per dedicare l’ennesimo pozzo a Papa Francesco che lo accolse con grande gioia e mi chiese notizie sulla realtà ugandese”. Ultimamente in Karamoja, una zona sempre stata poverissima, si è scoperto che il sottosuolo nasconde risorse incalcolabili di ben 37 minerali rari.
“Proprio il mese scorso - ha evidenziato Guzzetti - numerosi aerei hanno sorvolato il nostro territorio, a quota molto bassa, per ispezionare il terreno e vedere dall’alto la posizione di questi minerali e la loro quantità”.

Karamoja: pericoli e speranze

La popolazione del Karamoja è seminomade e se arriveranno, come si prospetta, delle multinazionali interessate ai minerali, per mons. Guzzetti, la situazione potrebbe diventare incandescente perché i pastori, che sanno usare bene la armi, non si lasceranno ingabbiare in settori angusti e arriveranno purtroppo dei conflitti.
“Preghiamo - ha affermato Il Presule - perché tutto ciò possa essere evitato dal buon senso di chi governa.
Molta parte - ha poi aggiunto - di ugandesi ha abbandonato la pastorizia e l’agricoltura e lavora nelle miniere, dove anche donne e bambini rompono grossi massi di rocce. Questa gente non viene pagata adeguatamente e molte volte viene retribuita con prodotti alcolici. L’alcol è ora diffusissimo ed è diventato una piaga sociale”.
Mons. Guzzetti che sta lavorando molto, con la sua diocesi, per dare conforto e giustizia alla popolazione del Karamoja si è rallegrato di essere, per la prima volta, nel Collegio Alberoni: “Una bellissima realtà anche storico artistica, che ha visto parecchi sacerdoti uscire e andare ad annunciare una parola di speranza di cui il mondo ha bisogno”.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 12 luglio 2021

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