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Matteo Marchetti: «la mia terza Olimpiade da giornalista»

Marchetti


Il giornalista piacentino Matteo Marchetti sta seguendo da vicino in Giappone le Olimpiadi di Tokyo che hanno entusiasmato a più riprese il pubblico italiano di fronte agli schermi televisivi. Inviato da Sportpiacenza e Citynews, il gruppo di cui fa parte “il Piacenza”, è stato anche collaboratore del settimanale Il Nuovo Giornale nei primi anni Duemila.

Matteo, com’è nata l’idea di questo viaggio a Tokyo?
Questa è la terza Olimpiade che seguo dal vivo. Dopo Londra 2012 c’è stato Rio de Janeiro nel 2016. Era tutto pronto per venire in Giappone lo scorso anno ma il Covid ha rinviato tutto di dodici mesi. I Giochi sono un concentrato di emozioni, difficile spiegare a parole cosa significhino per chi non li ha mai seguiti. In due settimane si raduna tutto lo sport in una sola città.

Chi gioca a calcio ha la stessa importanza di chi pratica il badminton, la stella planetaria seguita da tutti i media mangia fianco a fianco con l’ultimo classificato della disciplina meno conosciuta. E anche in città, in condizioni normali, si respira un’aria unica. Tutti sono coinvolti in quella che è una festa mondiale.
In Giappone è un po’ diverso a causa della pandemia: la situazione comunque è tranquilla anche se le limitazioni sono parecchie, basti pensare che per i primi 14 giorni nessuno può uscire dagli alberghi se non per raggiungere i luoghi delle manifestazioni utilizzando però solamente i mezzi messi a disposizione dagli organizzatori. Vietati dunque taxi e mezzi pubblici, per ridurre al minimo i contatti con i giapponesi. Si perde un po’ lo spirito dei Giochi, che è soprattutto unione e condivisione; difficile trovarle rimanendo a due metri di distanza. Ma le Olimpiadi restano le Olimpiadi».

Che cosa ti ha più emozionato di questi giorni?
Ogni successo olimpico emoziona perché ha alle spalle storie uniche raccontate da ragazzi giovani che riescono a coronare il sogno di una carriera. È bello vedere la loro sorpresa quando vengono travolti da una popolarità improvvisa in un momento in cui stanno vivendo le ore più entusiasmanti della loro vita sportiva e non solo. Si tratta di un traguardo inseguito per anni e finalmente raggiunto.

Dire che la serata delle due vittorie di Tamberi e Jacobs entrerà nella leggenda dello sport è scontato, anche per un’incredibile sequenza temporale che se fosse stata studiata a tavolino non avrebbe avuto lo stesso effetto. Ma fra gli altri successi a cui ho assistito direttamente mi piace ricordare anche l’oro vinto nel doppio pesi leggeri del canottaggio femminile da Federica Cesarini e Valentina Rodini per la sorpresa e la felicità che si leggeva in faccia alle due ragazze e l’argento di Vanessa Ferrari perché arrivato al termine di un percorso olimpico che l’ha vista vincere anche sulla sfortuna.

Olimpiadi sì, Olimpiadi no. Si è detto tanto prima del loro inizio…
Sono sempre stato favorevole alla disputa delle Olimpiadi. Perché non si tratta solamente di sport o di vittorie, è una manifestazione in cui i tifosi lasciano il posto agli appassionati, un momento in cui il mondo si unisce. Poi ovvio, bisogna fare i conti con un’emergenza sanitaria mai vissuta e una enorme complessità organizzativa. Disputarla l’anno scorso si era rivelato impossibile, adesso invece pur con tutte le limitazioni di cui parlavo prima la cosa è realizzabile.


Che cosa porti a casa da questa esperienza?
Il privilegio e la fortuna di aver seguito dal vivo alcuni dei momenti che entreranno nella storia e forse, senza esagerare, anche nella leggenda dello sport. E soprattutto la convinzione che si può fare sport anche in una fase così complicata della nostra esistenza. Se sono riusciti a organizzare una Olimpiade significa che, con le dovute attenzioni, è possibile tornare a praticare le proprie discipline anche a livello giovanile e dilettantistico. È un segnale deciso di ripresa, prendiamola ad esempio per tornare alla nostra vita.

Davide Maloberti


Nella foto, il giornalista piacentino Matteo Marchetti al Villaggio Olimpico di Tokyo.

Pubblicato il 6 agosto 2021

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