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Piacenza Calcio, Gatti resta presidente

GATTI MARCO

È durato una settimana esatta il caso Cacia che per chiarezza riassumiamo.
Il giocatore biancorosso al termine della partita con il Ravenna, che l’aveva visto protagonista con una rete ed un assist determinanti, aveva ringraziato un po' tutti; dall’allenatore, ai suoi compagni, al d.s. Matteassi ed alla famiglia ignorando volutamente, nei ringraziamenti, la figura del presidente.
Il Piacenza Calcio ha due presidenti, l’effettivo sig. Marco Gatti e l’onorario il fratello Stefano.
Probabilmente il mancato ringraziamento era diretto a Stefano Gatti, reo, secondo ma quanto si dice, di aver criticato platealmente il giocatore durante la patita.

Immediata la reazione presidenziale che porta al non convocazione del giocatore per la partita con il Carpi in programma il sabato successivo.
Questo provvedimento scatena la reazione di una parte della tifoseria molto vicino a Cacia.
Le proteste sembrano degenerare prima della partita quando, secondo una non ancora provata accusa, la moglie del presidente Stefano sarebbe stata colpita da uno schiaffo quando in macchina stava entrando nello stadio.

Il fatto è indubbiamente molto grave e colpisce in modo particolare il presidente Marco Gatti che, dal canto suo, fin dal primo giorno di presidenza ha sempre tenuto in considerazione la tifoseria biancorossa, anche quella più accesa.

La delusione del presidente è grande e, probabilmente accompagnata da altre considerazione e pur prendendo atto che in mattinata Cacia ed il fratello Stefano si erano riconciliati negli uffici del vicepresidente Roberto Pighi, la sera del lunedì annuncia davanti alle telecamere di Telelibertà di lasciare la presidenza nelle mani di Roberto Pighi non nascondendo una certa commozione.
Il generoso gesto scatena la reazione di quella tifoseria che è sempre stata vicino e fedele al presidente Marco Gatti e l’invito a recedere dalla sua decisione viene espresso in svariati modi.

Anche la società rappresentata dal Consiglio d’Amministrazione con in testa Roberto Pighi si muove in quella direzione e non accetta le dimissioni del presidente confermandolo nella carica. 

Marco Gatti accetta e tutto rientra nella normalità ed il giocatore, Cacia, rientra a disposizione di Franzini.

Questi i fatti.
Ognuno è libero di trarre le considerazione che vuole.
A nostro avviso è stato montato un caso in modo esagerato e, probabilmente, sul nascere poteva essere gestito meglio; ma, come si dice, “non tutto il male vien per nuocere” e crediamo che tutta questa querelle sia servita a far emergere alcuni problemi latenti sul fondo, non del tutto risolti, almeno per ora, ma di cui si è preso atto dell’esistenza.

Luigi Carini

Pubblicato il 3 ottobre 2019

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