Le campagne di crowdfunding per l’emergenza coronavirus
Elisa Ghezzi, di Gragnano, promotrice di una delle iniziative di raccolta fondi sulla piattaforma “Gofundme”.
Il crowdfunding (dall’inglese crowd «folla» e funding «finanziamento») è un processo collaborativo di un gruppo di persone, che utilizza il proprio denaro in comune, per sostenere gli sforzi di persone e di organizzazioni. Le piattaforme di finanziamento collettivo sono siti web che facilitano l'incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove dei progetti e l'offerta di denaro da parte degli utenti.
A Piacenza, durante l’emergenza Covid 19, si è raggiunto il risultato di oltre 7300 cittadini coinvolti, per più di mezzo milione di euro di fondi raccolti. Le piattaforme on line hanno mostrato così il loro potenziale, permettendo a migliaia di persone di contribuire a sostenere la sanità piacentina. Il 7 agosto, nella sala riunioni della Azienda Sanitaria di Piacenza, il Direttore Generale Luca Baldino, durante la conferenza stampa, organizzata da Silvia Barbieri, Responsabile Ufficio stampa e Social media manager, ha voluto esprimere il “grazie” di tutti gli operatori e illustrare come sono state utilizzate le donazioni.
Le raccolte fondi tramite social
“Sono rimasto colpito come dal niente, semplicemente con della buona volontà, si è riuscito a raccogliere una quantità notevole di risorse”. Ha così esordito, Baldino. “È stato un aiuto fondamentale per riuscire a superare, da subito, sopratutto la fase critica della pandemia”. Ha poi espresso sentimenti di profonda gratitudine ai promotori delle piattaforme di crowdfunding che, dalla fine di febbraio a oggi, hanno raccolto fondi per gli ospedali del territorio. Molteplici sono state a Piacenza le campagne, organizzate tramite rete web, ecco l’elenco:
“Emergenza Covid 19 Ospedale di Piacenza”, organizzata da Elisa Ghezzi, con 5.800 donatori per un importo di 332.699 euro;
“Riparty Piacenza”, organizzata da Luca Tiramani, con 219 donatori, per un importo di 8.809 euro;
“Respiratore per l’Ospedale di Fiorenzuola”, organizzata da Jonathan Ghirardelli, con 94 donatori, per un importo 6.282 euro;
“Aiutiamo l’ospedale di Castel San Giovanni”, organizzata da Akshay Adheen, con 93 donatori, per un importo di 6.231 euro;
“FIAIP ( Federazione Italiana agenti Immobiliari Professionali)”, organizzata da Gianluca Giordani, con 15 donatori, per un importo di 1.000 euro;
“Per Azienda Ospedaliera Piacenza”, organizzata da Rebecca Ricifari, con 18 donatori, per un importo di 744 euro;
“Una canzone per l’ospedale di Piacenza”, organizzata da Roberto Reale, con 17 donatori, per un importo di 370 euro;
“Io sostengo il mio ospedale”, organizzata dall’Azienda Usl, con 1.048 donatori, per un importo di 157.734 euro. Si è raggiunta così complessivamente la quota di 513,869 euro.
Elisa Ghezzi: dovevo fare qualcosa per aiutare
“Avevo sottovalutato il potere dei social media - afferma Elisa Ghezzi, 31enne di Gragnano, promotrice di una delle iniziative di raccolta fondi sulla piattaforma “Gofundme” -. “Sono partita il 7 marzo, con questa campagna e, nel giro solo di qualche giorno, ho raccolto immediatamente 50.000 euro che al termine sono arrivati a 332.699 euro. È stato un tam tam che ha lasciato stupefatta anche me, perché mai mi sarei aspettata una risposta di questo tipo”. “Tutto è partito parlando con un paio di amici radiologi che lavorano all’ospedale – ha raccontato Elisa, che di professione organizza viaggi, e mamma a tempo pieno nei giorni di quarantena forzata -. “C’erano diverse persone ricoverate che conoscevo, - ha aggiunto - per me è stata una cosa molto sentita, ho pensato che dovevo fare qualcosa per aiutare”.
Luca Tiramani: coinvolti i giovani
Anche Luca Tiramani, che si occupa di creare format nuovi di eventi, e collabora con società e organizzazioni che operano principalmente sul piacentino e parmense, ha promosso una campagna di crowdfunding. “Riparty Piacenza - ha sottolineato Luca - attraverso il party, la festa, che è ciò di cui mi occupo solitamente, ho voluto dare una mano alla sanità piacentina riunendo 13 organizzazioni di eventi e coinvolgendo un grande numero di giovani dai 15 ai 35 anni”.
“Con la scusa di donare - ha proseguito - il controvalore di una birra, di un cocktail e di un ingresso in discoteca, siamo riusciti ad aiutare una causa molto importante”. In questo modo molti giovani piacentini, durante il periodo di quarantena, al posto di uscire e spendere soldi nel divertimento, hanno donato il corrispettivo a chi stava lavorando per il bene degli altri. “È questo il senso della nostra iniziativa - ha aggiunto Tiramani - con cui abbiamo raccolto circa 9.000 euro, un traguardo molto importante per dei ragazzi che, fino al giorno prima, non avevano percepito il rischio della pandemia”.
Jonathan Ghirardelli: un'unione di forze
“Ho vissuto il periodo del lockdown con la bambina piccola, facendo il papà a tempo pieno e dalla paura della situazione che si stava vivendo e anche per il senso di responsabilità come padre, è nata la mia iniziativa”. Parla Jonathan Ghirardelli, responsabile commerciale di una ditta di sanificazione , che ha voluto mettere la sua esperienza a disposizione per raccogliere finanziamenti per l’acquisto di respiratori per l’ospedale di Fiorenzuola. “Tante sono le persone che si sono mobilitate e hanno fatto donazioni. È stata un’unione di forze fantastica”.
“Questa tragedia ha mostrato il grande senso di comunità dei piacentini”, ha infine commentato Luca Baldino. “Vogliamo rendicontare come abbiamo speso questi soldi perché la generosità dei donatori ha bisogno di estrema trasparenza”.
Sul sito dell’azienda sanitaria è infatti riportato nel dettaglio come ogni singolo euro è stato speso.
Riccardo Tonna
Pubblicato il 12 agosto
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