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I Commercianti piacentini: «Ripartiamo da bellezza e innovazione»

 assemblea commercianti piacenza

Resilienza, bellezza, innovazione. È da questi concetti che il tessuto produttivo e commerciale piacentino vuole ripartire, in un periodo critico ed epocale per l’economia come quello che stiamo attraversando. Parole chiave al centro del convegno organizzato da Confcommercio Piacenza, tenutosi nel pomeriggio del 12 ottobre a Palazzo Galli della Banca di Piacenza, in occasione della 75esima assemblea annuale. Alla presenza del presidente nazionale di Confcommercio Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli, e di alcune autorità locali - hanno portato il loro saluto il prefetto Daniela Lupo e il sindaco Patrizia Barbieri, che ha sottolineato “come in questo quadro incerto sia necessario rinnovare il legame tra commercianti e istituzioni, per trasformare le difficoltà in occasioni” - il discorso inaugurale è spettato a Raffaele Chiappa, presidente di Confcommercio Piacenza.

“PENSARE DIVERSAMENTE”
“E’ il momento di rinascere - le sue parole -. Perché abbiamo sofferto, abbiamo combattuto, abbiamo perso e vinto in una guerra che avremo solo potuto immaginare in un film su altri mondi. Ma siamo qui. Siamo vivi. Abbiamo forza, cervello e cuore. E abbiamo voglia di un cambiamento radicale, che apra nuove vie”. Rivolgendosi ai commercianti, Chiappa ha evidenziato la necessità di “un cambiamento di pensieri, di visione, di obiettivi, di strumenti e cultura professionale”. Parole che diventano un piano d’azione. “Non basta più la qualità del prodotto, che pure deve restare - spiegato -. Non più l’ambiente che amorevolmente è stato creato, tuttavia da curare e personalizzare al meglio. Vince stavolta l’apertura mentale, pensare diversamente. Parliamo di tecnologia digitale, abilità di relazione anche a distanza, capacità di sapersi espandere verso il nuovo. In sostanza: resilienza”. Chiappa ha elencato gli strumenti di questo cambiamento. “Orientamento al cliente, capacità di comunicare, ripensamento degli spazi, nuova attenzione ai dettagli, strategia, pianificazione, formazione”. E infine un sogno per Piacenza. “Vorremmo davvero che un ‘Progetto Bellezza’ abbracciasse tutta la nostra Piacenza - ha detto -. Dai palazzi storici alle relazioni umane, non solo commerciali, da impreziosire sempre con la cortesia, ad ogni angolo da curare come fosse di casa nostra. Perché è casa nostra, meravigliosa e unica. E i commercianti sono pronti a collaborare”.

“ECONOMIA DI BELLEZZA”
Il concetto di bellezza è stato approfondito da Nadia Bragalini, presidente Terziario Donna Piacenza di Confcommercio. “Parlando di ‘Economia della Bellezza’ non intendo certo fare né poesia né filosofia - ha spiegato -, tantomeno mi riferisco alla bellezza come esteriorità fine a sé stessa o, peggio, a quella frivolezza che si percepisce da subito, perché di solito copre il vuoto. Come un trucco mal riuscito. L’economia della Bellezza, detta anche soft economy, parte da una precisa cultura e punta ad una precisa qualità, passando per delle azioni, che qualificano e quantificano l’agire imprenditoriale. E vuole arrivare a un traguardo di soddisfazione per chi investe, al successo economico e al benessere del territorio. Portando con sé, e lascandosi introno e alle spalle, una dignità e una intelligenza che sa di buono, che mostra frutti dell’apertura mentale, che armonizza profitto e diritto ad una buona vita”.

INNOVAZIONE E NUOVI STILI DI VENDITA
Ha parlato di innovazione, e non poteva essere diversamente considerato il suo ruolo di Presidente Giovani imprenditori Piacenza, Michela Gandolfi. “Il lockdown - la sua riflessione - da un lato ha rallentato la corsa produttiva e commerciale più tradizionale, dall’altro ci ha dato però modo di pensare, pianificare e guardare ancora più avanti”. Il covid ha, insomma, imposto un ripensamento verso il futuro dei modelli imprenditoriali tradizionali. “Per innovare - ha detto Gandolfi -possiamo cominciare da una visibilità più incisiva, costruita per l’identità che vogliamo ci distingua. Disobbedendo così, almeno per un po’, alla tradizione che vuole noi piacentini operosi e silenziosi. Perché operosi va bene, ma invisibili no. Ma anche - ha aggiunto - da una comunicazione ben confezionata, che valorizzi la qualità del prodotto che offriamo; dalla formazione professionale mirata e continuamente aggiornata; dall’abilità di relazione con clienti, collaboratori, fornitori. Complessivamente - ha sottolineato -, da una strategia che, nutrendosi di flessibilità, vede questi passaggi confluire in un nuovo modo di pensare e in un nuovo stile di vendita”.

LE “BUSSOLE” DI CONFCOMMERCIO
Raccolte queste suggestioni, Alberto Malvicini, direttore di Confcommercio Piacenza, ha presentato le “bussole”, ovvero gli strumenti, con cui l’organizzazione dei commercianti prova a darne realizzazione concreta in favore delle proprie imprese. “Abbiamo infatti - ha voluto sottolineare - le conoscenze, l’esperienza e l’aiuto di una grande federazione sia a livello regionale che nazionale. I nostri strumenti - ha continuato, entrando nel merito del discorso - riguardano la formazione, penso ai tanti corsi organizzati per far resistere e crescere le nostre imprese associate; la consulenza, mi riferisco, per esempio, al progetto Edi (Ecosistema Digitale per l’innovazione) con cui supportiamo le aziende nell’approccio verso il mondo online; nonché forme di sostegno finanziario”.
In questo senso, al termine del convegno - moderato da Rita Nigrelli di Radio Sound - sono state premiate due aziende del territorio protagoniste del Progetto Fiducia, con cui Confcommercio Piacenza “ha prestato ‘credito’ ad un’idea - ha spiegato Malvicini -. Un credito non solo morale ma anche economico”. Premiate anche altre due aziende del territorio che si sono distinte nel campo dell’Economia della Bellezza e dell’Innovazione.

LE AZIENDE PREMIATE
Giemme; La Bottega del Parmigiano; Salumeria Montanari; Ottica Cisco Corvi.

Federico Tanzi

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Pubblicato il 13 ottobre 2020

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