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La preghiera, rugiada su un terreno arido

rugiada

“Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei prodotti. Poiché il ricordo di me è più dolce del miele, il possedermi è più dolce del favo di miele. Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me, avranno ancora sete. Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà”.

Questo l’invito dal libro del Siracide come commemorazione della Beata Vergine Maria del Santo Rosario.
Chi si avvicina a Maria infatti è ricoperto con un mantello di protezione e il nemico è vinto dall’inizio. La madre di Dio ha schiacciato la testa del serpente e ci porta dritti a Gesù.

La recita del Santo Rosario è una spada attraverso cui le potenze del male non possono nulla e apre la strada nei cuori degli uomini all’intervento di Dio.
Il cuore dell’uomo è un terreno arido, se non viene irrigato dalla rugiada della grazia divina. Quando Dio decise di rinnovare la faccia della terra, egli inviò la pioggia fertilizzante del saluto angelico. Anche in tempi antichi, attraverso le preghiere e i salmi recitati nei monasteri, la “spada spirituale” venne sguainata e questo permise alla grazia di giungere all’uomo.

 

Dunque ancora oggi il Santo Rosario è il punto di svolta perché la nostra anima giunga al Signore.
Davanti a tutte le situazioni personali e complicate che dobbiamo vivere, quanti di noi prendono in mano il rosario e recitano le preghiere per avere luce nel loro mondo buio, chiedendo protezione divina?
La recita del rosario era la forma di unità della famiglia, grande strumento della fede che apriva all’ascolto di Dio,faceva sentire avvolti dalla protezione materna di Maria.
Che cosa ce ne facciamo oggi del santo rosario?
E’ una preghiera preparatoria che libera la mente occupata dai pensieri più ottusi e riporta a ciò che è essenziale, il riferimento del Signore durante la vita quotidiana.
Tutti i Santi hanno fatto del santo rosario un sostegno e un rafforzamento del loro operato.
I rosari sono stati la salvezza e la speranza di molti prigionieri incarcerati, torturati, soli.
Oggi è una grande festa come un nuovo inizio se sapremo riprendere in mano la nostra fede, consigliati da Maria.
Sgranando il rosario, pregheremo per i nostri cari e per coloro che ci sono stati affidati, portando noi stessi verso Cristo e Maria aprirà il nostro mondo attraverso fede, speranza e carità.
Non indugiamo e se ci siamo lasciati andare, ritroviamo il nostro potere spirituale.

Estratto dalla Lectio mattutina
di madre Maria Emmanuel Corradini,
abbadessa del Monastero benedettino di San Raimondo,
del 7 ottobre 2020, memoria della Beata Vergine Maria del Rosario

a cura di
Gaia Leonardi


Pubblicato il 15 ottobre 2020

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