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Transizione ecologica, quattro i progetti

 Transizione ecologica

Pochi sanno che un vero libro-manifesto sul concetto di "transizione ecologica" è stato scritto da un gesuita, il francese padre Gaël Giraud, oggi cinquantenne, economista ed ex banchiere, che l'ha pubblicato in Italia nel 2015 con la Emi (Editrice Missionaria Italiana). Tra l'altro padre Giraud, specialista in economia matematica, entrato nella Compagnia di Gesù nel 2004 e ordinato sacerdote il 14 dicembre 2013, è stato dal 2015 al 2019 Chief Economist dell'Agenzia francese per lo sviluppo (Afd) e da qualche settimana dirige il Centro per la giustizia ambientale della Georgetown University di Washington.
Padre Gaël ha guidato, il 15 febbraio, l’incontro online organizzato dall’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e ha evidenziato con molta chiarezza il suo pensiero riprendendo le tematiche del suo libro "Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell'economia". Il testo, con la prefazione del sociologo della Cattolica Mauro Magatti, è un saggio di economia molto avvincente che si legge d’un fiato.

QUATTRO PROGETTI

Nell’incontro online padre Giraud ha affermato come la transizione ecologica si basa essenzialmente su quattro grandi progetti. Per prima cosa bisogna sostituire gli idrocarburi fossili con fonti di energia rinnovabili per ridurre emissioni di Co2. Secondo obiettivo è quello di rinnovare termicamente tutti i nostri edifici per renderli energicamente neutri o positivi. Terza necessità è quella di garantire una mobilità verde attraverso il trasporto ferroviario sia dei passeggeri che dei prodotti. Quarto punto indispensabile è quello di inventare l’agroecologia e l’industria verde di domani. “La cosa più difficile - ha affermato P. Gael - è l’industria verde che prevede una economia circolare che venda servizi invece che oggetti. Abbiamo inoltre bisogno - ha spiegato - di oggetti fabbricati in modo semplice, facili da riparare e riciclare”.

LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Per il gesuita tutto deve essere riciclato: dall’energia all’acqua, dai minerali ai rifiuti. Questo è il vero cambiamento e sarà la quarta rivoluzione industriale. Ma quanto costa questa transizione ecologica? Tutto ciò significa decine di miliardi di euro ogni anno. Il primo passo - per l’economista francese - è quello di introdurre una carbon tax, una tassa sulle risorse energetiche che emettono diossido di carbonio nell'atmosfera.  C’è bisogno poi dell’aiuto statale e anche la Banca Europea per gli Investimenti potrebbe finanziare molti lavori.

TRANSIZIONE ECOLOGICA

Transizione ecologica, quindi, significa una società di beni comuni in cui il credito sia considerato mezzo e non fine per realizzare riforme a vantaggio di tutti e benefiche per l'ambiente. "La transizione ecologica sta ai prossimi decenni come l'invenzione della stampa sta al XV secolo o la rivoluzione industriale al secolo XIX - spiega Giraud -. O si riesce a innescare questa transizione e se ne parlerà nei libri di storia; o non si riesce, e forse se ne parlerà fra due generazioni, ma in termini ben diversi!".
"Se noi crediamo che l'Homo sapiens europeo vale più dell'Homo oeconomicus dei mercati finanziari, allora vale la pena impegnarsi nel cammino della transizione ecologica", ha sottolineato infine l’economista gesuita.

Riccardo Tonna

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Pubblicato il 17 febbraio 2021

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