A Piacenza il Giubileo
della famiglia e dello sport

Appuntamento nel pomeriggio di sabato 17 settembre:
in cammino da piazzale Genova alla Cattedrale.
Interverrà mons. Carlo Mazza. Alle 18.30 la messa per tutti

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Quando multiculturalità e integrazione sociale sono, come ai giorni nostri, temi cruciali ma ancora irrisolti, è importante trovare un terreno comune che permetta comunicazione ed empatia tra persone diverse e per certi versi lontane, superando le differenze di razza, cultura e religione. La musica ha fama di essere un linguaggio comprensibile a tutti, può forse esserlo anche lo sport? “Sì, credo che il linguaggio sportivo sia universale perché basato sull’uguaglianza e sull’unità di intenti di chi lo pratica” risponde convinto il delegato provinciale CONI Robert Gionelli (nella foto con alcuni atleti del Judo Club Sakura).

“Lo sport - prosegue - avvicina, unisce, favorisce le amicizie anche tra persone di nazionalità diversa, proprio perché diverte e offre momenti di svago; anche per questo bisogna diffonderlo sempre di più tra i giovani e far capire ai genitori l’importanza che esso può avere per la crescita dei loro figli”. Una buona occasione per rimarcare una volta di più questo concetto sarà il Giubileo della famiglia e dello sport in programma per sabato 17 settembre; del resto “sport e famiglia, come però anche la scuola - precisa Gionelli - sono agenzie educative importantissime per i giovani”.

Il Giubileo aprirà la nuova edizione della Grande Festa della Famiglia in programma a Piacenza dal 17 al 19 settembre. Appuntamento per il mondo sportivo e le famiglie alle 16.30 a piazzale Genova, da dove prenderà il via il corteo che accompagnato dalla Banda Ponchielli giungerà, attraverso corso Vittorio Emanuele e via XX Settembre, di fronte alla Cattedrale, dove ad accoglierli, fra gli altri, ci sarà il vescovo di Fidenza mons. Carlo Mazza, da sempre legato al mondo dello sport. Mons. Ambrosio è impegnato in quei giorni a Sarajevo per un incontro dei Vescovi europei. Dopo il passaggio della Porta Santa, alle 18.30 mons. Mazza presiederà la messa. Al termine, cena con gnocco fritto nei chiostri del Duomo. Il programma completo della Festa della famiglia verrà pubblicato nella prossima edizione del nostro settimanale. Insieme al Forum delle associazioni familiari e a il Nuovo Giornale, nel promuovere l’iniziativa sono coinvolti Coni, Csi, Comitato Paralimpico e gli Uffici pastorali famiglia e della pastorale dello sport.

Con Robert Gionelli parliamo del significato di questo Giubileo.

— Come entrano in relazione tra loro sport, famiglia e CONI Piacenza?
Sport e CONI sono un binomio indissolubile: il CONI è l’Ente di governo dello sport che ne sovrintende e disciplina lo svolgimento e l’organizzazione attraverso le Federazioni, le Discipline associate e gli Enti di promozione. Nella nostra provincia la maggior parte delle risorse vengono indirizzate proprio alla “promozione sportiva”.
Come mi piace dire, cerchiamo di “far innamorare i giovani dello sport” attraverso le numerose iniziative che regolarmente organizziamo, come “Giocosport”, diretto principalmente alle scuole primarie con l’affiancamento dei nostri laureati in Scienze Motorie alle maestre durante l’ora di educazione fisica per coinvolgere i ragazzi in progetti di attività motoria multilaterale. Ci sono anche iniziative che privilegiano un approccio ludico, senza gare o agonismo, per far provare ai giovani tutte le nostre discipline: se lo sport viene percepito come qualcosa di divertente, chi lo pratica avrà una sensazione piacevole e di giovamento e magari eviterà di allontanarsene troppo presto, per esempio nel passaggio dalle scuole medie alle superiori. Tutto questo lavoro coinvolge, ovviamente, anche le famiglie.

— In che modo?
Molti genitori sono consapevoli che lo sport è uno strumento che aiuta i loro figli a crescere meglio non solo dal punto di vista fisico, ma anche educativo e culturale. Lo sport ha anche un grande valore sociale perché aiuta i ragazzi a confrontarsi e a rapportarsi meglio con gli altri - coetanei e adulti - e veicola regole di comportamento come la correttezza, il rispetto delle regole e degli avversari, lo spirito di sacrificio e la capacità di accettare una sconfitta, cose sempre più rare ai nostri giorni.

— Come rispondono i piacentini alle vostre proposte?
C’è sempre grande entusiasmo per i progetti che organizziamo grazie all’importante contributo delle nostre Società e Federazioni sportive. Purtroppo invece tanti progetti rimangono nel cassetto per mancanza di copertura finanziaria. In questo senso bisognerebbe coinvolgere di più partner e aziende private, ma questi da parte loro devono capire che una sponsorizzazione non va fatta solo per avere un ritorno di immagine o pubblicitario: investire per portare i giovani allo sport è un fatto di coscienza civile e di cultura; significa costruire un futuro migliore per i giovani.

— Lo sport è strumento per l’integrazione sociale e la pace; come il CONI piacentino si impegna per questo scopo?
Lo sport è da sempre il più grande strumento di pace, fratellanza e vicinanza tra i popoli e le Olimpiadi ne sono esempio. Insegna a conoscere e ad accettare le diversità culturali, etniche, linguistiche e religiose perché gli atleti, professionisti o dilettanti che siano, si confrontano con sportivi di ogni nazionalità: nelle tante squadre della nostra provincia italiani e piacentini giocano con passione ed amicizia assieme a ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte del mondo. Il CONI ha questi valori da sempre nel proprio dna.

Paolo Pizzamiglio

Articolo pubblicato sull'edizione de "il Nuovo Giornale" di venerdì 26 agosto 2016