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«Non creiamo confusione sulle religioni»

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In una scuola elementare della provincia, durante un’ora di religione, l’insegnante designato alla supplenza, insegnante di altre discipline, decide comunque di affrontare la materia; prendendo spunto da una sezione del libro di testo riguardante l’argomento della conoscenza delle altre religioni con particolare riferimento alla gestualità rituale propria di altre confessioni, decide di coinvolgere alcuni alunni appartenenti alla confessione islamica chiedendo loro di voler dimostrare come siano abituati a pregare secondo le usanze e le gestualità proprie della loro religione.
L’insegnante quindi invita i bambini a “provare ad emulare i gesti e le parole” dei compagni. Gli alunni, tornati a casa, hanno raccontato con un misto di incredulità e disappunto quanto successo.

È quanto si legge in una lettera pervenuta in redazione. Con il prof. Giovanni Marchioni, responsabile in diocesi dell’Insegnamento della religione cristiana, interpretiamo quanto accaduto.
“Questo episodio non va strumentalizzato - afferma il prof. Marchioni -, serve a capire l’importanza dell’ora di religione”.

Leggi il servizio a pagina 9 dell’edizione di giovedì 11 maggio 2017

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