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Padre Zerai a Piacenza

L’angelo dei profughi folgorato da Scalabrini

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È chiamato l’angelo dei profughi ma non tutti sanno che lui stesso è stato un migrante. E nel 2015 era tra i candidati al Nobel per la pace.
Don Mussie Zerai, conosciuto come padre Mosè, è nato ad Asmara in Eritrea nel 1975 ed è arrivato in Italia, a Roma, a 17 anni. Sacerdote dal 2010, negli ultimi sei anni è stato cappellano dei cattolici eritrei ed etiopi in Svizzera - è in attesa di una nuova destinazione - ed è coordinatore europeo dei cattolici eritrei. Nel 2006 ha fondato l’Agenzia Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo, di cui è presidente.

Don Zerai sarà a Piacenza - città in cui ha vissuto tre anni, avendo studiato dagli Scalabriniani - domenica 15 ottobre alle ore 18 invitato dall’associazione culturale “Alice” alla serra di Palazzo Ghizzoni Nasalli (ingresso da via Gregorio X, 9) per dialogare con lo scrittore Maurizio Maggiani e con Luigi Manconi a partire dal libro che quest’ultimo ha scritto con Federica Resta “Non sono razzista, ma... La xenofobia degli italiani e gli imprenditori politici della paura” (Feltrinelli editore).

L’incontro col carisma di Scalabrini è avvenuto seguendo la diretta tv della cerimonia di beatificazione in piazza San Pietro nel novembre del 1997. “Quando l’inquadratura si spostò sul drappo con il volto di Scalabrini mi sentii attratto da quel viso. Era come se mi parlasse. Le immagini di quell’uomo - che non avevo mai sentito nominare prima - elevato agli onori degli altari e osannato da migliaia e migliaia di migranti, accolti come in un immenso abbraccio dentro il colonnato del Bernini, mi colpirono profondamente”.

Leggi l’intervista a pagina 6 dell’edizione di giovedì 12 ottobre 2017

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