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Donne in uniforme

Otto marzo: professione carabiniere

quattronovebembre

“Se sei donna - e giovane - devi lavorare e impegnarti il doppio di un uomo per dimostrare quanto vali. Capita che qualcuno che viene convocato in caserma, trovandosi di fronte a una figura femminile, ci prenda poco sul serio. Ma abbiamo imparato a farci rispettare”.

Professione carabiniere. Anche quando si indossa l’uniforme, grinta, preparazione e volontà possono andare di pari passo con una grazia tutta femminile. È la sfida con cui accettano ogni giorno di confrontarsi Fabiana Picuno, Elisa Panico, Sara Ballerini e Selvaggia Vitale, quattro delle sette donne di stanza al Comando provinciale dei carabinieri sotto la guida del colonnello Corrado Scattaretico. Ma se c’è chi fatica a vedere il militare al posto della donna, c’è pure chi, presentandosi in caserma, chiede espressamente di parlare con una di loro. “Con una donna è più facile confidarsi, specie se si tratta di un caso di violenza”.

Ad accomunare tutte, il dispiacere nel constatare che oggi, specie tra i giovanissimi, c’è poco rispetto per le istituzioni e, di riflesso, per chi le istituzioni le serve. “Per questo ci teniamo molto all’accoglienza delle scuole nei percorsi di legalità. I bambini vengono a visitare la caserma e li aiutiamo a capire come, già alla loro età, è importante il rispetto delle persone e delle regole della convivenza civile. Sono esperienze formative che, speriamo, li aiutino a diventare dei buoni cittadini”.

Pubblicato l'8 marzo 2018.

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