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Famiglie in cammino: un pane che si moltiplica

coniugi

Parole che si fanno pane condiviso, spezzato, offerto: è accaduto domenica 22 marzo, nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes, in via Damiani a Piacenza, dove si è svolto il terzo incontro del percorso diocesano dedicato alle famiglie. Un appuntamento che, già nel titolo “Un pane condiviso”, racchiude il senso profondo di un anno pastorale ispirato al Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. “Famiglie in cammino” è stato il filo conduttore dell’incontro, coordinato da don Umberto Ciullo, direttore dell’Ufficio diocesano famiglia. Ma più che un tema, è sembrato un invito: a mettersi in strada, insieme, con quello che si ha, anche se poco, anche se imperfetto.

Sara e Daniele

A incarnare questo messaggio sono stati Sara e Daniele Lissi, ospiti e testimoni della giornata. Genitori di cinque figli - due dei quali “in cielo”, come dicono con delicatezza - i coniugi da anni accompagnano altre coppie nei percorsi di fede. La loro storia non è proposta come modello ideale, ma come esperienza concreta: “Siamo una famiglia normale, incasinata e imperfetta” - ha esordito Daniele, rompendo ogni distanza con chi ascoltava. Eppure, proprio da questa normalità nasce qualcosa di straordinario. Da quattro anni vivono un’esperienza di fraternità di famiglie, in una casa un tempo appartenuta alle Suore Orsoline e oggi abitata da più nuclei familiari. Qui l’accoglienza non è un progetto teorico, ma vita quotidiana: famiglie migranti trovano ospitalità per uno o due anni, accompagnate verso una nuova autonomia, tra lavoro, studio e relazioni.

famiglia

Vicinato solidale

Non si tratta di gesti eccezionali, spiegano, ma di un “vicinato solidale”. Una condivisione semplice, fatta di pasti, spazi, tempo. Un modo di abitare insieme che genera legami profondi, dove il confine tra chi accoglie e chi è accolto si fa sottile, quasi scompare. Non a caso, ricordano, il termine latino “ospite” contiene entrambi i significati. Alla base di tutto c’è una convinzione: nessuno basta a sé stesso. Tutti vivono sotto la stessa “tenda”, come suggerisce il nome della loro associazione, “Eskenosen”, che richiama il prologo del Vangelo di Giovanni. Una precarietà condivisa, abitata però da una presenza: “La casa è un luogo dove abita il Signore” - raccontano.

Moltiplicazione silenziosa

Il cuore della loro testimonianza resta però l’immagine evangelica da cui tutto prende forma: i cinque pani e i due pesci. “Non siamo noi a moltiplicare - spiegano - ma ci accorgiamo di avere così tanto pane tra le mani che non possiamo fare altro che distribuirlo”. È un’esperienza di sovrabbondanza che non nasce dal merito, ma dalla grazia. Un dono che chiede di essere condiviso, perché non vada sprecato. E così, in quella casa, ogni famiglia porta il suo poco. E quel poco basta per tutti. “Oggi - raccontano - si sfamano otto famiglie oltre alle nostre”. Non un miracolo spettacolare, ma una moltiplicazione silenziosa, che accade nella trama dei giorni. Nel loro racconto emerge anche una consapevolezza disarmante: la famiglia non è una realtà immutabile, ma una storia da custodire. “La lampada dell’amore - dicono - funziona con l’olio: se non lo aggiungi, si spegne”. È nella quotidianità - per Sara e Daniele - che si gioca tutto: fare il pane, crescere i figli, attraversare insieme le fatiche.

Riccardo Tonna

Nelle foto, i coniugi Lissi con don Umberto Ciullo all'incontro nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes.

Pubblicato il 23 marzo 2026

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  • In Cattedrale è stato ricordato il beato Secondo Pollo

    pollo

    Lunedì 26 dicembre il vescovo mons. Adriano Cevolotto ha presieduto la messa in Cattedrale a Piacenza nella memoria del beato Secondo Pollo, cappellano militare degli alpini. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle sezioni degli Alpini di Piacenza e provincia e i sacerdoti mons. Pierluigi Dallavalle, mons. Pietro Campominosi, cappellano militare del II Reggimento Genio Pontieri, don Stefano Garilli, cappellano dell'Associazione Nazionale degli Alpini di Piacenza, don Federico Tagliaferri ex alpino e il diacono Emidio Boledi, alpino dell'anno nel 2019.
    Durante la Seconda guerra mondale, il sacerdote parte per la zona di guerra del Montenegro (Albania), dove trova la morte il 26 dicembre dello stesso anno, colpito da fuoco nemico mentre soccorreva un soldato ferito. 
    Originaio di Vercelli, fu beatificato il 24 maggio 1998 da papa Giovanni Paolo II. 

    Nella foto, il gruppo degli Alpini presenti in Cattedrale con il vescovo mons. Adriano Cevolotto.

    Pubblicato il 27 dicembre 2022

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