A Piacenza il ricordo dei missionari Farronato

Ci sono storie che superano i confini dei continenti per farsi memoria vivente, capaci di fecondare il presente con la forza profetica del sacrificio. Nel silenzio della casa delle Suore Missionarie Scalabriniane, che si affaccia su piazzetta San Savino a Piacenza, la novantatreenne suor Anna Farronato incarna precisamente questa instancabile militanza dello spirito. La sua missione è anche votata a onorare il sangue versato dai suoi due zii, i padri Antonio ed Eliodoro Farronato, fratelli missionari del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) che hanno donato la propria vita tra le minoranze dell'allora Birmania.
Proprio in questi giorni, l'antico convento piacentino — già caro al cuore del santo vescovo Giovanni Battista Scalabrini — è divenuto luogo di un incontro di profonda commozione ecclesiale. Il superiore generale del Pime, il piacentino padre Francesco Rapacioli, ha voluto fare visita personalmente a suor Anna. Un colloquio fraterno, teso a sostenere la causa per il riconoscimento del martirio dei due zii. Per la comunità di Piacenza, questo momento rappresenta un ponte teologico tra il sacrificio e l'annuncio.
I punti salienti di questa vicenda di evangelizzazione
Padre Antonio Farronato: medico e apostolo, morto a soli trent'anni a Mong Yong, ucciso dalla malaria contratta pur di non abbandonare i malati più poveri.
Padre Eliodoro Farronato: linguista, capace di alfabetizzare gli idiomi locali solo parlati, sopravvissuto alla prigionia in India e infine assassinato da ignoti l'11 dicembre 1955.
Il pellegrinaggio del cuore: la forza di suor Anna, capace anni fa di spingersi fino a Mong Yong per visitare la tomba dove i due fratelli riposano l'uno accanto all'altro.
L'eco di questo sacrificio si inserisce nella sensibilità e nell'identità missionaria di suor Anna, compiendosi nella custodia della dignità umana e della verità storica dei popoli. La stessa cura antropologica con cui i padri Farronato traducevano i catechismi per i migranti birmani rivive oggi nei percorsi attuali di integrazione e accoglienza spirituale della congregazione.
Dalla terra piacentina, la voce di suor Anna ci ricorda oggi, come un monito di rara lucidità culturale, che il martirio non appartiene al passato, ma è il seme più puro di una pace disarmata e disarmante.
Suor Eleia Scariot
Missionaria Scalabriniana
Pubblicato il 19 maggio 2026
Nella foto, l'incontro tra suor Anna Farronato e padre Francesco Rapacioli del Pime. (foto Maria Vittoria Gazzola)
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