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Enrico Manfredini.
Un vescovo nel dopo Concilio

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Mons. Manfredini, classe 1922, prete nel 1945,
è cresciuto come uomo e come sacerdote guardando ai grandi esempi
che aveva di fronte nella sua Milano, da S. Ambrogio a San Carlo,
dal cardinal Schuster a Montini, il futuro Paolo VI.
Fu lui a destinarlo come vescovo a Piacenza nel 1969.
Nel 1983 il passaggio a Bologna e nel dicembre dello stesso anno la prematura scomparsa.
Carattere deciso, fu un interprete di primo piano nella Chiesa del dopo Concilio.
“Tutti i giorni nella celebrazione della messa, mons. Enrico
- scrive in questa pubblicazione mons. Francesco Cattadori,
suo segretario negli anni ’70 - ha fatto testamento:
ha deciso a chi lasciare la vita, per chi morire. Aveva avuto in dono la vita,
per aver qualcosa di unico, di prezioso, di degno di Dio
da poter offrire a sua volta a Lui in dono”.

L'AUTORE.
Mons. Francesco Cattadori, nato a Piacenza nel 1941, è sacerdote dal 1965.
È stato formatore e poi rettore del Seminario vescovile della diocesi di Piacenza
e segretario del vescovo mons. Enrico Manfredini dal 1970 al ’75.
È stato parroco a Bardi e dal 1988 al 2005 ha fatto parte dei francescani minori dell’Umbria.
È stato parroco a Saliceto di Cadeo dal 2006 al 2009,
anno in cui è passato fino al 2013 alla parrocchia di Rivalta.
Oggi è canonico della Cattedrale di Piacenza, assistente ecclesiastico
dell’Associazione “Familiari del clero” e cappellano dell’istituto delle Figlie di Gesù Buon Pastore.

Enrico Manfredini.
Un vescovo nel dopo Concilio
Supplemento a "il Nuovo Giornale" di giovedì 15 dicembre 2016

Disponibile in redazione (Piacenza, via Vescovado 5)
Per informazioni: tel. 0523.325995 -